Alimentazione sana=psicosi? Aiuto, salvateci da questi "esperti"!! Ex Aequo

29/11/2016 di Alexis Myriel

Non posso crederci. E lo ripeto: non posso crederci. L'esperto di turno (e ormai cominciano a essere sempre di più) fomenta la convinzione che l'attenzione per una sana alimentazione sia da guardare con sospetto e da diagnosticare come malattia. Da non credere! Ma succede

Sì, succede. In questo mondo in cui si ribalta ogni concetto possibile a seconda degli interessi del momento, succede.

La guerra dichiarata su più fronti riguardo scelte di vita che "disturbano" lo status quo degli interessi dominanti si arricchisce di nuove perle.

Ora tocca a coloro che prestano attenzione a ciò che mangiano, che cercano alimenti bio e salutari, freschi e non addizionati di sostanze chimiche, che leggono le etichette e magari non comprano più al supermercato ma ai Gruppi d'acquisto, che scelgono di eliminare le proteine animali, ecc...

Un primario ospedaliero ha rilasciato dichiarazione parlando di «deriva veganiana». «E' diventata un'ossessione per molte persone andare alla ricerca solo di cibi vegetali, di cibi biologici, di cibi che non contengano alcun prodotto industriale».
Ma non è certo l'unico a sostenere questa argomentazione. E continua: «La pressione che c'è stata al pericolo dei cibi che possono essere la carne e i derivati del latte e i formaggi, ha portato alcune persone ad ossessionarsi a questo pericolo e a sviluppare una nuova forma di disturbi alimentari, parliamo di disturbi ortoressici, cioè della paura, della preoccupazione che queste persone hanno di assumere cibi non biologici, quindi la ricerca continua, l'investimento anche economico nell'arco della giornata per individuare solo prodotti biologici, quindi un'analisi dettagliata, scrupolosa, ossessiva delle etichette, una spesa anche a volte economica superiore alle possibilità pur di poter consumare solo cibo bio». Questo nuovo disturbo alimentare, secondo l'esperto, «sembra molto diffuso, soprattutto in alcune aree geografiche e si attesterebbe intorno al 15% dei disturbi alimentari in generale, per esempio in aree come Firenze, Roma, Milano, cioè nelle grandi città dove sicuramente la paura dell'inquinamento è maggiore che nella provincia italiana».
Allora lancio un appello: facciamo outing, autodiagnostichiamoci, denunciamoci. Presto arriverà uno psicofarmaco o un vaccino anche per quegli "stupidi" e psicotici che si ostinano a cercare i cibi più sani!!!!

Dai, non voglio ancora crederci!

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