La tossicità della vitamina D: mito o realtà?

La vitamina D è un elemento importantissimo per la nostra salute. Talvolta l'alimentazione e l'esposizione al sole non bastano per accumularne una quantità sufficiente e dobbiamo ricorrere a un'integrazione. Ma quali sono le accortezze da seguire? Una dose eccessiva di vitamina D può rivelarsi tossica?

14 Settembre 2017
La tossicità della vitamina D: mito o realtà?

Nell’America degli anni Venti del Novecento, dopo la scoperta di un metodo economico per produrre grandi quantità di vitamina D, si cominciò a utilizzarla in modo costante e massiccio, con grandi risvolti benefici sulla salute pubblica. Allora il governo, sollecitato dalle lobbies e dall’FDA (Food and Drugs Administration, cioè l’Agenzia che regolamenta i farmaci e gli alimenti negli USA), cercò di fare qualcosa.
Fu eseguito uno studio su sette studenti di medicina; questi furono convinti ad assumere dosi enormi di vitamina D, per cui risultarono intossicati e poi guarirono dopo la sospensione del farmaco. Tanto bastò perché la vitamina D fosse ritirata dal mercato1.

In seguito alla pressione popolare, il governo federale degli Stati Uniti decise di valutare la tossicità della sostanza commissionando uno studio completo che, condotto dall’Università dell’Illinois di Chicago, durò 9 anni e coinvolse centinaia di medici, 773 soggetti umani e 63 cani, producendo il cosiddetto rapporto Steck (dal nome del suo conduttore). Questo concludeva che dosi sino a 20.000 UI per chilo di peso, cioè un milione di unità al giorno in un soggetto di 50 kg, erano tollerati con sicurezza per anni; mentre riteneva che i problemi verificatisi in precedenza fossero dovuti a tecniche inadeguate di preparazione. Si deve precisare, però, che tali studi erano stati condotti utilizzando la vitamina D2 che, rispetto alla D3, era attiva per circa un quarto. Pertanto si potrebbe inferire che un soggetto di 50 kg poteva assumere in sicurezza dalle 50.000 alle 250.000 unità di vitamina D32. L’American Medical Association ignorò tali studi, continuando a sostenere la tossicità della sostanza a dosi superiori alle 400 unità al giorno.

Come già detto, la tossicità della vitamina D a dosi superiori alle 400-600 UI è smentita principalmente dalla natura, in quanto, esponendo il corpo al sole per circa mez'ora, questo può sintetizzare dalle 10 alle 20.000 UI di vitamina D per l’intera giornata, dal momento che dosi superiori vengono inattivate dal corpo stesso continuando l’esposizione solare. Il dott. Bruce W. Hollis, professore di pediatria e di biochimica e biologia molecolare alla Medical University of South Carolina di Charleston, dopo molti studi aveva dimostrato che, somministrando a donne in gravidanza 4.000 UI di vitamina D al giorno, cioè circa 10 volte la dose raccomandata, non si erano verificati effetti collaterali di alcun tipo.
Una donna assunse 100.000 UI di vitamina D al giorno per tutta la durata della gravidanza e partorì un bambino sanissimo senza alcun effetto collaterale3.

Anche un’istituzione molto conservatrice e prudentissima come l’Institute of Medicine americano parla di 10.000 UI al giorno come limite sicuro di assunzione per la vitamina D. Nonostante ciò la dose giornaliera raccomandata (RDA) rimane, al massimo, di 600 UI. Un tempo, se non si manifestava rachitismo, osteomalacia od osteoporosi, la carenza di vitamina D non veniva presa nemmeno in considerazione e, sino a pochi anni fa, si pensava che in ogni caso riguardasse unicamente il sistema scheletrico. Vedremo, in seguito, come essa sia collegata a moltissimi altri compiti e funzioni.

NOTE:

1. Barefoot R. The disease cospiracy: the FDA suppression of cures. Pan American International Nutritional Ltd, 2005, p. 141.
2. Steck I.E. “Further studies on intoxication with vitamin D”. Annals of Internal Medicine, 1937, 10 (7).
3. Hollis B.W. Determining the nutritional vitamin D requirement thru evidence based medicine. Medical University of South Carolina, Charleston SC, Stati Uniti.

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Articolo tratto dal libro Vitamina D. Regina del sistema immunitario

Negli ultimi tempi si fa un gran parlare di vitamina D, e a ragione: si tratta di un gruppo di pro-ormoni liposolubili che hanno un ruolo fondamentale nella prevenzione di numerose malattie tra cui l’osteoporosi, le patologie autoimmuni, le infiammazioni intestinali e diverse forme di tumori. Nello stesso tempo la ricerca ha riscontrato che la carenza di vitamina D è una delle più diffuse al mondo, in bambini e in adulti, con gravi ripercussioni sulla salute.

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di Terra Nuova


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