Autoprodursi un buon caffè d’orzo, cicoria o tarassaco

Realizzare da soli un buon caffè d’orzo, cicoria o tarassaco richiede un po’ di tempo e tentativi, soprattutto per quanto riguarda il raggiungimento del giusto livello di tostatura.

26 Dicembre 2016
Autoprodursi un buon caffè d’orzo, cicoria o tarassaco

L’ideale sarebbe procurarci un vecchio tostacaffè, una speciale padella con manovella sul coperchio o di lato, reperibile tra gli oggetti ornamentali della civiltà contadina.

In alternativa, possiamo disporre i chicchi di orzo in una normale padella da porre sulla fiamma viva non troppo alta, scuotendola spesso. Appena si avverte il classico aroma della tostatura (non del bruciato!), si toglie dal fuoco, si passa al macinacaffè e si ripone in un barattolo di vetro.

Leggermente diversa è la preparazione del caffè di cicoria o tarassaco.

A differenza dell’orzo, che grazie alla presenza di silicio ha una blanda azione sedativa, la cicoria stimola il sistema nervoso, combatte il sonno e l’astenia, e ha un leggero effetto lassativo; il tarassaco , invece, stimola la digestione e il pancreas, regolando i livelli di colesterolo.

La radice della cicoria in particolare è ricca di inulina, cicorina, colina, tannino, acido cicorico, protidi, sali minerali e vitamine B, C, K, P.

Per realizzare in casa il caffè di cicoria o di tarassaco si procede in questo modo: si raccolgono le radici della pianta in luoghi non inquinati, lontano da strade e discariche, si lavano immergendole in un catino d’acqua e strofinandole bene, poi si tagliano a rondelle e si lavano di nuovo, si lasciano asciugare e si riducono a pezzettini, si dispongono per circa 2 ore in forno su carta oleata a 220° C, lasciando lo sportello aperto per far uscire l’umidità.

Infine, a tostatura avvenuta, si macinano come fossero chicchi di caffè e si utilizzano nella moka (riempiendo il filtro a metà) o per la preparazione alla turca.

di Terra Nuova


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