Come usare le essenze per profumare le creme

Nella preparazione di una crema completamente naturale, anche l'essenza che usiamo per dare profumo al composto ha una grande importanza. È quindi fondamentale sceglierla bene.

13 Novembre 2017
Come usare le essenze per profumare le creme

È l'ultima fase di preparazione di una crema ma può essere estremamente coinvolgente e lunga: non si tratta solo di “profumare” il prodotto. Stiamo facendo molto di più.
Stiamo inoculando l’anima alla nostra crema.

Abbiamo una base, va bene, con olio di mandorle, burro di karité, cera d’api, acqua per idratare la pelle ma il carattere degli oli essenziali che vi inseriamo può cambiare tutto.

Vi faccio un esempio: un’estate, non avendo di meglio a portata di mano, usai una crema invernale alla cannella poiché avevo la pelle delle gambe screpolata. Ma la cannella, per l’appunto, è calda e secca.
Poche ore dopo, pur avendo spalmato la crema, mi trovai con la pelle più secca di prima. La cannella può anche infiammare un po’. Ha un carattere di fuoco.

Di contro una semplice acqua di rose, che non contiene alcuna parte grassa, lascia la pelle del viso morbida e idratata, poiché è un elemento umido, cosmetico e leggermente freddo.

Per trarre il meglio dalle nostre creme, è dunque importante sviluppare l’arte di comprendere le essenze che usiamo. Per fare questo, disponiamo di uno strumento dalle potenzialità uniche: il nostro naso.

In primo luogo diamo spazio alle sensazioni olfattive.
Innanzitutto sistemiamo davanti a noi sul tavolo gli oli essenziali di cui disponiamo e che trovate evidenziati a fondo pagina, ordinandoli in base alla parte della pianta che esprimono. Dobbiamo fidarci della nostra intuizione e dell’attrazione che proviamo per tale o tal altra essenza, se stiamo preparando una crema per noi: quando un odore vi attrae molto, in genere le proprietà di quell’essenza sono proprio quelle adatte a voi in quel momento.

Se la crema non è per voi, potrete risalire al carattere e all’aroma degli oli di cui disponete, e verificarne le combinazioni possibili.

Vi consiglio di non mescolare più di 3 oli essenziali. Sniffate, accostate le boccette per percepire l’abbinamento possibile. Lasciate affiorare le sensazioni che vi evoca ciascuna essenza, se non siete convinti e non sentite equilibrio, provate qualcosa di diverso. Cercate sempre di stemperare ciò che è pungente con qualcosa di più morbido, seguendo lo stesso principio che si usa in cucina e in tutte le tradizioni di medicina popolare: equilibrio tra caldo, secco, umido e freddo. Considerate la stagione, il temperamento e i bisogni del destinatario o destinataria.

Quando avrete realizzato l’alchimia di unire le essenze prescelte alla crema, potete spalmarne una punta sul dorso della mano e odorarla a occhi chiusi. Che cosa vi fa venire in mente? Segnate le immagini che vi evoca, le parole e le emozioni chiave, quindi consultate la descrizione delle proprietà delle essenze prescelte. Infine potrete formulare il titolo (e il sottotitolo) della crema, che annoterete su un’etichetta adesiva.

Su un’altra segnerete gli ingredienti, riporterete una sintesi delle proprietà e vi firmerete.

Il profumiere-alchimista: gli oli essenziali per le creme

Le radici (zenzero)

Le resine (mirra, incenso)

I legni (sandalo, vetiver, patchouli, cedro legno, legno di rosa, cannella, betulla)

Le foglie (melissa, menta piperita, verbena, citronella, geranio, petit grain, salvia sclarea)

I fiori (violetta, rosa, gelsomino, neroli, lavanda, ylang ylang) e il miele

I frutti e i semi (pompelmo, bergamotto, limone, vaniglia, mandarino, arancio dolce, arancio amaro, cipresso, garofano chiodi).

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di Dafne Chanaz


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