Alla scoperta del nordic walking

Non basta impugnare due bastoncini: il nordic walking è un’attività motoria all’aria aperta che ci aiuta a ritrovare l’equilibrio e a impiegare tutta la muscolatura. Un valido supporto per la riabilitazione, la preparazione atletica e per ritrovare il contatto con la natura.

06 Dicembre 2017
Alla scoperta del nordic walking

Non si cammina solo con i piedi. Si cammina con la mente, con il cuore, con tutto il corpo. E per farlo possiamo aiutarci con le braccia, impugnando dei bastoncini, con un modo di camminare ben preciso che ci aiuta a rimanere fluidi. Parliamo del nordic walking, un insieme di tecniche che ci aiutano a migliorare la postura, a conoscere meglio il nostro corpo, a controllare i nostri movimenti e a macinare tanti chilometri senza l’ausilio di mezzi motorizzati. La camminata con i bastoncini ha conquistato oltre sei milioni di persone in tutto il mondo, a cominciare soprattutto dal nord Europa. Oggi raccoglie sempre più appassionati in giro per le nostre campagne, nelle verdi pianure, come sulle Alpi e sugli Appennini.

Un po’ di storia

Il nordic walking è un’attività all’aria aperta che non richiede grandi equipaggiamenti: bastano un buon paio di scarpe e due appositi bastoncini, leggermente differenti dai classici bastoncini da trekking. I benefici sulla salute del corpo sono ben documentati e dipendono dal fatto che impegna fino all’80% della muscolatura, attivando la circolazione sanguigna, rafforzando le braccia e le spalle, migliorando la postura della schiena, tonificando i glutei e persino gli addominali.

Il nome potrebbe far pensare a un’attività adatta esclusivamente ai climi più rigidi, o alle valli alpine, ma non è così. Di nordica, in effetti, c’è semplicemente l’origine scandinava. Come ci spiega Pino Dellasega, presidente della Scuola italiana nordic walking, questa disciplina nasce negli anni ’30 grazie all’impegno degli atleti dello sci di fondo, i quali avevano pensato bene di usare le braccia anche durante l’estate, in modo da prepararsi al meglio per le prime gare invernali.

In Italia approda solo negli anni ’60, grazie a un allenatore svedese che allenava la nazionale italiana di sci di fondo. Ma come attività sportiva a se stante il nordic walking fu riconosciuto solo nel 1997, grazie alla tesi di uno studente finlandese, che aveva come tema proprio la camminata con i bastoncini. Da allora, i nordic walker hanno fatto davvero tanta strada.


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