Biodinamica: l'agricoltura del futuro

Intervista a Pierre Masson, autore di «Manuale pratico di agricoltura biodinamica», sul significato di questo metodo in Italia, e le prospettive per il futuro.

04 Marzo 2011
Biodinamica: l'agricoltura del futuro

Seppure meno diffusa dell’agricoltura biologica, la biodinamica vanta in Italia una lunga tradizione. Attualmente sono oltre 500 le aziende agricole che praticano questo metodo, ideato da Rudolf Steiner come alternativa all’industrializzazione dell’agricoltura.

Con una lungimiranza sorprendente, Steiner previde i guasti che l’uso massiccio di concimi e pesticidi chimici e le tecniche intensive avrebbero arrecato all’ambiente e alla salute dell’uomo.

Dalla storica presentazione delle otto conferenze del 1924, note come il «Corso agli agricoltori», numerosi eredi con la pratica in campo e osservazioni in laboratorio hanno contribuito a definire quello che oggi prende il nome di metodo
agricolo biodinamico.

Tra i numerosi pionieri della biodinamica, una citazione particolare merita l’australiano Alex Podolinsky, al quale è ispirato il recente volume Manuale di agricoltura biodinamica  (Terra Nuova Edizioni), scritto da Pierre Masson. Masson è un tecnico francese che da oltre vent’anni pratica e insegna l’agricoltura biodinamica in diversi Paesi europei. All’uscita dell’edizione italiana del suo libro, già pubblicato in lingua francese e spagnola, lo abbiamo intervistato per voi.

Pierre, come sei arrivato alla biodinamica?
Ho iniziato la mia attività come agricoltore convenzionale. Poi, 22 anni fa, ho scoperto l’agricoltura biodinamica. Le cose che mi hanno convinto a metterla in pratica sono state l’economicità, la maggiore autonomia dall’industria dei concimi
e dei fitofarmaci, la straordinaria scoperta che ogni agricoltore può prodursi da sé concimi e preparati, e infine l’attenzione che la biodinamica rivolge ai cicli naturali. Mi piace ricordare che Rudolf Steiner e il suo collaboratore Ehrenfried Pfeiffer hanno ideato la biodinamica perché diventasse l’agricoltura del futuro.

L’agricoltura biodinamica è arrivata in Italia molto prima dell’agricoltura biologica, eppure quest’ultima oggi è molto più diffusa. Quali sono secondo lei le ragioni di questo ritardo?
La biodinamica è fortemente caratterizzata da una visione spirituale, difficile da comprendere per la maggior parte delle persone. Oggi si è affermata una visione materialistica, gli agricoltori cercano risposte veloci ed efficaci, non cercano un «metodo» ma una tecnica facile da applicare e dai risultati immediati. La biodinamica si può definire una scelta di vita, e nella maggior parte dei casi l’agricoltore, oltre a lavorare nei campi, lavora anche con se stesso. Ri chiede un’osservazione attiva, una capacità d’intuizione e d’azione. Spesso mi domando se questo metodo sia generalizzabile, perché richiede un maggior impegno sul piano umano e spirituale rispetto ad altri metodi, come quello biologico.

Quali sono gli aspetti fondamentali e caratterizzanti del metodo biodinamico?
Innanzitutto va detto che negli ultimi trent’anni l’agricoltura biologica ha integrato molte delle soluzioni tipiche della biodinamica. In ogni caso, le due idee che più caratterizzano la biodinamica sono l’idea dell’organismo agricolo individuale e l’uso dei preparati biodinamici.

Può spiegare meglio di cosa si tratta?
Le relazioni tra piante, uomini e animali esistono dalla notte dei tempi e questa è la natura, non l’agricoltura! Rudolf Steiner ha cercato di capire il significato profondo di questi legami e il loro funzionamento: questo è quello che noi in biodinamica chiamiamo «lo sguardo agricolo». L’idea dell’organismo agricolo individuale nasce dalla necessità dell’uomo antroposofico di «tenere le cose in mano», di sentirsi al centro dei legami che uniscono tra loro tutti gli esseri viventi. I preparati biodinamici riguardano invece un aspetto di metamorfosi difficile da spiegare, che ha a che fare con la trasformazione della sostanza organica e della luce in composti utili per la crescita delle piante. È un aspetto di difficile comprensione per l’agricoltore di oggi, perché o siamo troppo in ritardo e non riusciamo ad afferrare pienamente questa visione a 360 gradi, o siamo troppo in anticipo e non riusciamo a fare riferimento ai saperi alchemici e alle tradizioni sapienziali del passato.

Alla luce di quello che ha appena detto, perché un consumatore dovrebbe preferire un alimento biodinamico rispetto a quello proveniente dall’agricoltura biologica o convenzionale?
Dalle prove realizzate in diverse università europee, è stato dimostrato che i prodotti biodinamici, che si tratti di carote, vino o cotone, sono più vitali e presentano un potere terapeutico maggiore. Stiamo parlando di una qualità nutrizionale e biologica superiore, che può essere quantificata come maggiore contenuto di vitamine, antiossidanti, sali minerali e altri principi nutritivi. Ecco perché è importante che i consumatori si impegnino a sostenere gli agricoltori biodinamici: solo così si dà la possibilità a chi segue il metodo biodinamico di riprodurre questo cibo per gli anni a venire.
In teoria la certificazione di un prodotto biodinamico dovrebbe premiare la collocazione dei prodotti sui mercati locali, il rispetto di buone condizioni per i lavoratori e il giusto prezzo di vendita. Il marchio di certificazione Demeter  è nato per rispondere a queste esigenze, anche se non è sempre facile rispettarle quando ci si misura con i problemi concreti della produzione e della vendita.

Come è nata l’idea di scrivere questo manuale?
Da tempo ho fatto della divulgazione dell’agricoltura biodinamica lo scopo della mia vita. Più precisamente, sono impegnato a rendere il metodo biodinamico più comprensibile e praticabile da tutti. Per questo motivo nel mio libro ho dato molto spazio agli aspetti pratici: come preparare e utilizzare i preparati; i fondamenti agronomici da seguire; l’importanza dell’unicità di ogni azienda; l’aspetto sociale della collaborazione tra agricoltori. La ricerca di un equilibrio e di un legame profondo con il luogo in cui si opera passa attraverso il rispetto delle tante piccole operazioni colturali, che devono essere svolte in modo corretto e consapevole.

Come si distingue il panorama biodinamico italiano da quello degli altri Paesi europei?
Nelle mie ormai numerose visite, sento che in Italia esiste una sorta di genialità legata al passato, alla ricchezza della vostra lingua. C’è una grande capacità di mobilitarsi: la grande evoluzione dell’agricoltura biodinamica in Italia negli ultimi anni testimonia proprio questo.

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Il curatore della presente edizione ha adattato il volume alle condizioni e alle specificità della realtà italiana, rendendolo particolarmente indicato a chi opera nel nostro paese.

Il libro descrive con precisione l'impiego dei preparati biodinamici da spruzzo e da cumulo, il compostaggio e l'uso delle diverse tisane ed estratti vegetali per migliorare la fertilità del suolo e la crescita delle piante.

L'autore si sofferma inoltre sull'importanza della policoltura e dell'allevamento, e descrive approfonditamente alcune colture specializzate come i frutteti e i vigneti. Oltre 200 illustrazioni e disegni a colori rendono il volume immediatamente comprensibile e di facile utilizzo per tutti.

Tutti questi motivi rendono questo manuale un riferimento importante e utile per tutti gli agricoltori che già praticano o che vorrebbero avvicinarsi all'agricoltura biodinamica, così come per giardinieri e appassionati che troveranno anch'essi preziose indicazioni.

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di A. Zago


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