ECOVILLAGGIO GRANARA (Parma)

Da Milano alla Val di Taro. La lentezza come ingrediente fondamentale per costruire una comunità ispirata all'ecologia sociale. Dell'iniziale decina di giovani idealisti, nessuno se ne è andato. Altri se ne sono aggiunti. E da qualche anno ormai una dozzina di bambini stanno progressivamente influenzando, direttamente ed indirettamente, il progetto Granara.

Via Granara 38 - Valmozzola PR
0525-67251
www.granara.org
villaggio@granara.org

L'idea nasce alla fine anni ottanta a Milano da un gruppo di ventenni desiderosi di dare il loro contributo alla “salvezza” del pianeta, già attivi nel campo della solidarietà. Nei loro cuori non tarda a farsi strada il desiderio di trapiantare i loro giovani sogni in un contesto rurale. Dopo un paio d'anni di scouting, la scelta cade su un vecchio borgo in sasso, abbandonato da una ventina d'anni, nel comune di Valmozzola in Val di Taro.

Esperimenti in autocostruzione

Il villaggio è ancora in ristrutturazione: otto case in tutto tra Granara di sopra e Granara di sotto. La bioedilizia e il risparmio energetico sono sempre stati la linea guida, seppure non il dogma. Gabinetti a compostaggio a secco, riscaldamento a legna, pannelli solari per l'acqua calda, una casa in paglia in via di realizzazione: fin dall'inizio la parola d'ordine è stata “autoapprendimento” e “autocostruzione”. Sulla stessa scia, all'interno dell'associazione cui fanno riferimento i membri di Granara, è nato Tattle: partendo da zero un gruppo di ragazzi ha appreso l'arte della realizzazione di pannelli solari. A Granara nessuno ha una visione integralista. La tecnologia è vista con grande favore quando è a misura d'uomo. E' proprio l'aspetto sociale del progetto - aiuto reciproco, lavoro pratico, crescita culturale - che viene messo in primo piano e concepito come inseparabile dall'aspetto ecologico.

Consorzio, associazione, gruppi di lavoro

Negli anni Granara è stata acquistata pezzo dopo pezzo dai singoli nuclei - persone singole, famiglie e gruppi d'amici - che si sono fatti carico della ristrutturazione. Il Consorzio, organo direttivo di cui fanno parte tutti i proprietari, pianifica l'uso delle strutture comuni - tra cui un ostello in via di realizzazione - e i 100 ettari di terreno, suddivisi tra prati, boschi e un piccolo orto ad uso interno. La proprietà non è collettiva, ma la progettazione cerca di esserlo il più possibile. Per la gestione delle attività che si svolgono nel villaggio, è stata creata un'associazione, che è una sorta di “grande contenitore” di idee e progetti in cui sono attivi non solo molti proprietari, ma anche tutti coloro che negli anni si sono affiancati e impegnati in questa o quella attività a vario titolo: l'associazione comprende quattro gruppi di lavoro, che rappresentano gli organi più attivi e strutturati.
Oltre a Tattle, è attivo il gruppo teatro, promotore, nel periodo estivo, di un accattivante festival che, con spettacoli, concerti e laboratori richiama ormai da diversi anni oltre un centinaio di persone da tutta Italia. Durante il festival, solitamente della durata di una settimana, gli ospiti sono invitati a portare con sé una tenda da campeggio per poter così “vivere” il villaggio, prendendo parte alle varie attività e condividendo assieme i momenti dei pasti. Per queste occasioni è stato allestito nel vasto prato un grande tendone da circo.
Il gruppo di educazione ambientale ha dato vita, negli anni, a progetti didattici e campi estivi per bambini e ragazzi, nonché a campi di Servizio Civile Internazionale. Last but not least, il gruppo ospitalità, particolarmente attivo nel periodo estivo.
Non è obbligatorio partecipare alle attività, ma di fatto ogni membro è impegnato in qualche settore. Oltre ai progetti già avviati, ne esistono altri in embrione, tra cui un centro di salute e medicina alternativa - uno dei soci è fondatrice del centro di medicina alternativa Tai di Milano - e la creazione di un centro di documentazione sui temi aperti dall'ecologia sociale, da ospitare nella casa in paglia, una volta ultimata. Si vorrebbe anche approfondire l'aspetto agricoltura biologica, che, per motivi contingenti, è stato finora trascurato. Ma per tutto questo si attende di chiudere i cantieri. Ogni membro vive Granara a modo proprio. La maggior parte non vi risiede stabilmente. Oltre allo zoccolo duro dei pochi già residenti, alcuni hanno in progetto di trasferirsi entro pochi anni, altri, soprattutto per motivi di lavoro, non ritengono verosimile l'idea di un trasferimento stabile. Ciò che l'ecovillaggio costituisce, per ognuno, è soprattutto la fisicità e la simbolicità di un luogo aperto alla sperimentazione, nei sensi più vari.

Nella rete, urbana e locale

Granara si inserisce in una variegata rete che la vede dialogare con realtà autoctone sorte negli anni nelle zone limitrofe ad opera di cittadini “ruralizzati” - per lo più milanesi - e con altre attività di impegno sociale tra cui la cooperativa milanese Alekos, un negozio di prodotti biologici e solidali a Pontremoli, un gruppo di acquisto solidale, la libreria per ragazzi Libri e formiche a Parma, e il centro di salute e medicina naturale Tai di Milano. In molte di queste realtà sono coinvolti personalmente gli stessi membri di Granara. Negli anni la rete ha acquisito via via importanza e ha contribuito a dare senso al progetto. Gli scambi sono di varia natura e talvolta costituiscono supporto fisico nella concretezza dei lavori - come nel caso della vicina Fattoria Macinarsi. Importante si rivela anche il contatto, faticosamente guadagnato, con le persone anziane che vivono nella zona e con gli enti locali. I membri di Granara sono tutti transfughi della città, ma anche su questo punto non c'è alcuna posizione di netto rifiuto. La città è vista come luogo di mille stimoli culturali e la scelta della campagna va insieme alla consapevolezza della necessità di un'integrazione con la dimensione urbana.

Box. Granara
Superficie 100 ettari
Proprietà Suddivisa (gestione collettiva)
Altitudine 600m slm
Inizio del progetto comunitario 1992
Energie pulite pannelli solari per acqua calda, compost toilet
Residenti stabili 3-4 (zoccolo duro)
Attività produttive Corsi di educazione ambientale, corsi di autocostruzione di pannelli solari
Economia interna Gestita per nuclei
Attività culturali e/o sociali Festival di teatro
Organizzazione interna Consorzio dei proprietari, associazione comprendente i vari gruppi di lavoro; democrazia diretta, propensione al metodo del consenso
Orientamento spirituale Nessuna ispirazione condivisa, libera scelta
Dieta Non specifica
Ospitalità Previo accordo
Accoglienza di nuovi membri No
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