La fattoria di Sara e Giulia: storia di riscatto e consapevolezza

Decidere di produrre il cibo per la propria famiglia, per esser consapevoli di ciò che arriva sulla tavola è una scelta sicuramente molto responsabile. È da questa presa di coscienza che nasce “la fattoria di Sara e Giulia”, Azienda Agricola a Fossalta di Portogruaro (VE), a  ciclo chiuso e inserita in un progetto di autodeterminazione alimentare.

05 Luglio 2016

E se inizialmente era partita per soddisfare i bisogni familiari, la fattoria si è dimostrata un’ottima occasione di riscatto permettendo di diventare , da sogno personale, ad attività lavorativa. Tuttavia il proprietario della fattoria, Denis Pol Bodetto e la moglie Anna Macor, insegnante delle scuole medie, in un’ampia riflessione ci tengono a precisare che non è tutto “rosa e fiori”, usando proprio un detto in tema di piante. Il loro percorso spesso viene visto qualcosa di bucolico, un sogno che molti vorrebbero seguire: lasciare uno stressante lavoro d’ufficio o in fabbrica per vivere a contatto con la natura ed essere padroni della propria vita.  “Tuttavia, vivendo nel Veneto orientale, regno dell’agricoltura intensiva - affermano Anna e Denis-  abbiamo incontrato, e tuttora incontriamo, grosse difficoltà nel mettere in atto la nostra filiera. Spesso ci si sente soli, qualche volta veniamo presi per visionari e ridicolizzati per le nostre idee e aspirazioni. Proprio per questo siamo costretti a occuparci di tutte le fasi: dal reperimento o selezione del seme, alla semina,  alla mietitura, stoccaggio e conservazione, molitura e trasformazione. Essendo coltivazioni in biologico e con grani non moderni spesso le tecniche colturali e i tempi di maturazione sono diversi e raramente  troviamo la collaborazione di chi, nella filiera, potrebbe facilitarci il lavoro. A questo aggiungiamo che il lavoro non manca e spesso bisogna sacrificare i giorni di festa o qualche evento perché si sa che la terra non aspetta nessuno…e il meteo neanche.  Alla base di tutto ci deve essere quindi una grande passione, voglia di conoscere, migliorarsi e tirare dritto per la propria strada nonostante le avversità non sempre provenienti dalla natura”. A raccontarci la loro storia, e com’è gestita la fattoria che ospita un’asina, due capre e una pecora, galline da uovo e poi  Bianca e Bernie, due anatre dall’età indefinita, sono Anna e Denis.

Com’è nata “la Fattoria di Sara e Giulia”?

L’idea  della fattoria ci è venuta dieci anni fa con la nascita della nostra prima figlia, Sara. L’intenzione era di darle, producendolo, cibo nutriente e salutare. Entrambi avevamo comunque un background di conoscenze in campo agricolo, il che ha facilitato l’inizio di questa avventura. Nel tempo ci siamo sempre più specializzati, sperimentando continuamente vari metodi di coltivazione di ortaggi e cereali. Abbiamo ristrutturato la casa rendendola più sostenibile con l’installazione di un impianto solare termico e uno fotovoltaico. Per essere autosufficienti abbiamo costruito al piano terra un piccolo laboratorio dove trasformare i nostri prodotti, stiamo finendo in questi mesi l’iter burocratico per le varie autorizzazioni, e ci siamo dotati di svariati attrezzi per essere autonomi: un forno a legna, una stufa economica, un essiccatore, un piccolo mulino, la macchina per la pasta. Negli anni abbiamo ampliato la varietà dei prodotti fino a quando, nel 2014, Denis, che lavorava nel campo della logistica, è andato prima in cassa integrazione e poi in mobilità. Prima di cercare un nuovo inserimento nel mondo del lavoro dipendente abbiamo deciso di provare questa avventura: offrire alle persone una parte dei prodotti che da anni già producevamo per noi, spiegando e raccontando loro la storia di quel prodotto e cercando di creare nelle persone un senso critico che le aiuti a vedere in modo diverso tutto ciò che l’industria alimentare, attraverso la pubblicità,  spaccia come alimenti sani e nutrienti.

Cosa si intende fattoria a ciclo chiuso?

Per ciclo chiuso si intende essere autosufficienti e non avere input esterni: dall’autoproduzione delle sementi agli animali per il letame e il fieno per alimentarli.

Cosa si intendi  per progetto di autodeterminazione alimentare?

Autodeterminazione alimentare significa decidere cosa mangiare e non subire quello che ci viene imposto dai mass-media e dalla grande distribuzione organizzata (GDO). Vista la ristretta (e costosa…) offerta dei negozi specializzati l’alternativa è quella di prodursi il cibo necessario o almeno la maggior parte di esso.

Cosa producete dalla terra?

Dalla terra noi produciamo ortaggi, frutta, erbe aromatiche, cereali per la nostra alimentazione e quella delle galline che ci forniscono le uova.

Che prodotti producete poi?

I prodotti della terra vengono poi trasformati per essere consumati sotto varie forme durante l’anno. Con le aromatiche e altre verdure facciamo il dado vegetale, insaporitore di molti piatti; la frutta viene trasformata in marmellate, alcune verdure vengono messe  sottaceto, le olive in salamoia i pomodori vengono essiccati e messi sotto olio, con basilico, zucchine o rucola facciamo il pesto, con i pomodori la conserva, la farina integrale e quella di farro vengono unite alla semola per ottenere pasta e panificati.

Come producete la pasta e perché?

I grani moderni vengono selezionati in modo da migliorare le qualità “tecnologiche”, in modo che si  adattino alla velocità e potenza dei macchinari industriali. Per produrre più velocemente si asciuga ad alte temperature in modo da chiudere il ciclo produttivo in circa tre ore: tutto ciò ha reso la maggior parte delle paste in commercio poco salutari e digeribili. La nostra pasta viene prodotta unendo della semola di grano duro, che facciamo arrivare dalla Puglia, alle nostre farine tipo2 e farro. Utilizziamo macchine professionali ma non industriali ed essicchiamo a temperatura ambiente: il nostro ciclo può variare dalle diciotto alle trenta ore in base alla stagione e alle condizioni climatiche.

Come mai si chiama fattoria di Sara e Giulia?

Essendo un progetto nato e motivato dalla nascita della nostra prima figlia all’inizio l’avevamo chiamata “la fattoria di Sara”, ma poi, con l’arrivo della seconda figlia abbiamo aggiunto il nome di Giulia. Quando abbiamo deciso che da progetto diventasse azienda agricola abbiamo trovato logico mantenere lo stesso nome poiché lo spirito e i fini sono rimasti gli stessi.

Che parte attiva hanno le tue bimbe nella conduzione della fattoria?

Sara e Giulia sono molto attive, per quanto possono, nelle attività della fattoria. Danno da mangiare agli animali, selezionano assieme a noi i semi da tenere come creanza, li seminano nelle vaschette, trapiantano le piantine, vengono in campo durante la fienagione. In casa aiutano a fare gli impasti per pane e pizze, a pulire frutta e verdura destinate alle lavorazioni. Mentre lavoriamo si parla...si parla di semi, di farine, di piante, di insetti buoni, di erbe spontanee e non di erbacce, di lievito madre. Cerchiamo di trasmettere il nostro pensiero oltre che alle conoscenze pratiche. Abbiamo comunque costruito una piccola area giochi dietro casa in modo che, quando siamo tutti al lavoro,  possano giustamente alternare l’attività nell’orto e nei recinti con il gioco.

Che corsi fate?

Quando possiamo offriamo i nostri spazi per corsi di autoproduzione. Recentemente abbiamo ospitato Stefania Rossini per degli interessanti corsi sui fermentati thailandesi (dovevamo farne uno ma vista la richiesta ne abbiamo fatti tre!!) e una nostra amica per ben quattro corsi sull’autoproduzione di saponi. Per l’autunno stiamo cercando di organizzare un corso di cucina vegetariana e uno sull’autoproduzione di panificati utilizzando farine da grani vecchie varietà e lievito madre.

Che servizi offrite?

Oltre alla vendita di farine, pasta, marmellate e dado vegetale di nostra produzione stiamo cercando di perfezionarci nella panificazione: pane e pizza potrebbero diventare un appuntamento fisso oltre alla produzione di biscotti, grissini e altri prodotti da forno. In futuro speriamo di poter offrire anche altri prodotti che attualmente facciamo solo per uso familiare come sottolio e sottaceti  La fattoria offre inoltre ospitalità attraverso il sito Airbnb, un modo per conoscere persone da altre regioni d’Italia e altri paesi nel mondo:  scambiare opinioni, conoscere altre usanze e stili di vita, un arricchimento per noi e le bambine.

di Isabella Wilczewski

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