Lasciar fare alla natura

Intervista a Panos Manikis, il più noto allievo di Fukuoka in Europa e instancabile sostenitore dell'agricoltura naturale.

08 Luglio 2009
Panos, all'anagrafe Panaiotis Manikis, è uno dei più noti allievi di Masanobu Fukuoka, il celebre agronomo giapponese pioniere dell'agricoltura naturale e autore di numerosi testi tra cui La Rivoluzione del filo di paglia. Conosciuto anche in Italia per avere guidato nel nostro paese alcune campagne di semine con le tradizionali palline d'argilla, Panos è sicuramente il più attivo sostenitore dell'agricoltura naturale in Europa.

Siamo andati a trovarlo in Grecia nella sua azienda situata nei pressi di Emessa, per rivolgergli alcune domande sulla sua attività di «seminatore» e sul significato di praticare oggi l'agricoltura naturale.

D: Come sei approdato all'agricoltura naturale, qual è la tua storia?

R: A diciotto anni, mi è stata diagnosticata una patologia cardiaca, a causa della quale dovevo evitare stress e affaticamenti. Ho seguito alla lettera le prescrizioni della medicina convenzionale, ma senza nessun risultato. Ero convinto di essere ammalato e che oramai non valeva la pena di vivere. Dopo quattro anni di cure, avevo ingurgitato migliaia di pasticche e altri farmaci, ma non vedevo miglioramenti, così ho buttato via tutto e ho deciso di curarmi in altro modo. Ho cominciato a seguire un regime vegetariano, constatando sulla mia pelle quanto una dieta corretta ed equilibrata può influire sulla salute. Dopo un anno mi sentivo già meglio, ero in piena forma anche se la mia alimentazione non si poteva definire perfetta, in quanto la frutta e la verdura che consumavo erano prodotte con largo uso di pesticidi e concimi chimici - trent'anni fa in Grecia non esistevano ancora prodotti biologici.
In ogni caso, l'effetto benefico della dieta, mi fece pensare all'importanza dell'alimentazione sugli animali e le piante. All'epoca ero studente di agraria all'università di Atene. E così ho cominciato a cercare libri che parlavano di agricoltura ecologica e naturale. Ho trovato qualche libro di agricoltura biodinamica, ma quello che mi ha maggiormente colpito è stato La rivoluzione del filo di paglia di Fukuoka, mi sembrava proprio quello che stavo cercando.


D: E poi come hai conosciuto Fukuoka?

R: Sei mesi dopo sono partito per il Giappone con 300 dollari e un biglietto aereo di sola andata. Non sapevo quasi nulla di Fukuoka, se non che viveva sull'isola di Shikoku. Una volta approdato sull'isola, ho cercato il suo indirizzo alla stazione di polizia e poi all'università. Sono rimasto sei mesi nella sua fattoria. All'inizio non capivo molto, anche se c'era qualcuno sempre pronto a tradurre, ma non m'importava più di tanto perché sentivo che stavo tra persone che lavoravano in armonia con la natura. Dopo sei mesi, sono tornato in Europa con Fukuoka visitando diversi paesi: Italia, Svizzera, Austria, Francia, Olanda per poi ritornare in Grecia. Oggi, considero quella mia malattia giovanile una sorta di fortuna, senza la quale non avrei conosciuto l'agricoltura naturale e un modo diverso di vedere la vita......


La versione completa dell'intervista è disponibile nel numero di Giugno 2006 di Terra Nuova.

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di F.G.