Bambini vegetariani: una scelta possibile?

I bambini vegetariani si ammalano di più o di meno? Hanno una crescita regolare? Presentano qualche carenza? Ne parliamo con il dottor Luciano Proietti, pediatra esperto di alimentazione vegetariana.

14 Giugno 2010
Troppo sale, troppi grassi saturi, troppo zucchero, troppo cibo raffinato e poca fibra: questi i principali errori dell'alimentazione «occidentale». Pochi cereali integrali fino a 6 anni, allattamento materno prolungato, dieta vegetariana con cibi biologici e biodinamici e tante coccole e amore: questa la ricetta per i nostri bambini del dottor Luciano Proietti, pediatra esperto di alimentazione vegetariana a livello nazionale. Partiamo dall'inizio, cercando di capire come nasce la consapevolezza di diventare vegetariani.

D: Dottore, ci può raccontare come è nata la sua dieta, e quella dei molti genitori che l'hanno seguita e la seguono tuttora?
R: Il vegetarismo dovrebbe essere un atteggiamento mentale di rispetto e amore verso tutti gli esseri viventi. Poi diventa automatico rifiutare l'uccisione o lo sfruttamento di altri esseri viventi, anche se ritenuti inferiori nella scala evolutiva. Naturalmente solo se noi adulti abbiamo un equilibrio psichico, emotivo e quindi fisico potremo far crescere i nostri figli vegetariani e in salute salute. La nostra salute fisica proviene in gran parte dalla nostra salute emotiva e psico-sociale.

D: Quali sono gli errori del genitore italiano medio nell'alimentazione dei figli?
R: La cultura alimentare convenzionale «occidentale» propone una dieta troppo ricca di proteine animali, zuccheri raffinati e grassi saturi, che portano a una serie di malattie moderne come obesità, osteoporosi, malattie cardio-vascolari, diabete, tumori, malattie degenerative del sistema nervoso.

D: Come spiega il crescente numero di bambini in sovrappeso anche in tenera età?
R: Come italiani deteniamo il triste primato dei bambini più obesi tra i paesi europei. La causa sta, oltre che nell'alimentazione che contempla troppi zuccheri, grassi e proteine, anche nella mancanza di movimento fisico. Nei paesi industrializzati come il nostro il rischio dell'obesità e dell'ipernutrizione costituiscono un problema di difficile soluzione.


La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero cartaceo Luglio/Agosto 2010 di Terra Nuova o come eBook.






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di Silvia Amerighi

fernando

13/07/2010 11:01

forse ti interessa...Ciao

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