Frutti selvatici: è tempo di raccolta!

Non ci sono solo le more, i lamponi, le ciliegie e le mele selvatiche; i campi abbandonati e i boschi sono ricchi di frutti spontanei ottimi per preparare marmellate, dolci, bevande e rimedi naturali: ecco come riconoscerli e utilizzarli, noti e meno noti.

29 Luglio 2009




Con la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno i nostri boschi si riempiono di frutti, i cui semi diventeranno nuove piante in primavera. Consumare e trasformare frutti spontanei e selvatici è il migliore modo di cibarsi di alimenti vivi, freschissimi e quindi ricchi di preziosi elementi nutritivi.

Naturalmente, bisogna avere l'accortezza di scegliere luoghi lontani da campi coltivati e in particolare da frutteti. Se effettuata con attenzione, senza danneggiare le piante, la raccolta di bacche selvatiche frutti non compromette l'equilibrio dell'ecosistema di un bosco o di una siepe. Il frutto è per sua natura destinato a separarsi dalla pianta che lo ha generato.

Ultima imprescindibile raccomandazione è di raccogliere solo ciò che si è profondamente sicuri di riconoscere. Molti frutti, per quanto belli e apparentemente gustosi, sono tossici se non addirittura velenosi.

L'articolo, accompagnato da bellissime immagini, vi invita alla riscoperta di  25 frutti spontanei fornendo le indicazioni utili circa il giusto periodo di raccolta, il luogo dove trovarli e il come utilizzarli sia in cucina che in medicina naturale.



La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Settembre 2009 di Terra Nuova disponibile anche nella versione eBook.

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di Elisa Nicoli