Spaghetti ai pesticidi: c'è anche Barilla!

Un test effettuato in Svizzera dimostra la presenza di insetticidi negli spaghetti più comuni acquistati nei supermercati. Si salvano i prodotti biologici. Prodotti contaminati, anche se nella norma...

24 Marzo 2014

Spaghetti ai pesticidi: c'è anche Barilla
Una notizia che fa scalpore e che viene da un test effettuato in Svizzera: alcuni spaghetti, ad esclusione di quelli da agricoltura biologica, contengono tracce di erbicidi e pesticidi. A certificare questa amara verità è un test comparativo effettuato dalla rivista svizzera di consumatori Bon à savoir. La notizia rimbalzata in tv attraverso la Radiotelevisione svizzera RTS, ma non ha oltrepassato con altrettanto clamore la catena alpina. Il confronto è avvenuto su 15 campioni di spaghetti, di cui 13 prodotti convenzionali e 2 prodotti bio. I prodotti biologici, di due marche elvetiche, passano il test senza note negative.
Mentre su sei confezioni sono state trovate tracce di pirimifos metile che viene usato per la conservazione del grano nei silos, queste confezioni sono Prix Garantie, Combino, Reggano, Barilla e La Pasta di Flavio. In due altri campioni sono state rinvenute anche tracce di altri disinfestanti (cipermetrina e terbufos).
Dispiace dover rilevare che quattro di questi prodotti sono di origine italiana, anche se non conosciamo la provenienza dei grani impiegati. Le marche sono Combino, Reggano, Barilla, La pasta di fallivo. Nessuna traccia di pesticidi come dicevamo in tutti i prodotti biologici, ma anche in De Cecco, Garofalo e nella confezione di spaghetti Barilla integrali.
Bisogna evidenziare che tutte le quantità di residui trovati rimangono al di sotto dei limiti imposti dalla legge. Ma si potrebbe disquisire a lungo sulla quantità minima tollerabile di insetticidi assunti per via alimentare. Sui i loro effetti sulla salute, anche in quantità minime, e sulle ripercussioni di carattere biologico e ambientale. La produzione agricola biologica senza il ricorso a concimi chimici di sintesi e a diserbanti è la risposta più idonea per limitare le contaminazioni.

di Gabriele Bindi

frank

12/10/2015 09:01

fare luce e colpire con multe salatissime i responsabili, subito!

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