Difendiamo i beni comuni!

Gli interessi dei privati e la mano dello Stato minacciano i beni comuni a suon di brevetti e usurpazioni. Si affaccia una nuova alternativa ecologica all'insegna della cooperazione: una pratica sociale vecchia come l'umanità e nuova come internet.

27 Ottobre 2011



C'è un gran coro di rane che ripete continuamente le stesse cose. Tutte insieme gracchiano: «Competitività! Mercato mondiale!». E poi ancora: «Scarsità di risorse!  Concorrenza!». Altre strillano forte: «Proprietà privata!!». E poi, a un volume assordante: «Proprietà intellettuale!!!». Di tanto in tanto si sente una voce più sommessa: «crisi»... e poi, in un tono che riusciamo appena a percepire: «beni comuni», e subito un'altra, molto più imperiosa, che esclama: «Tragedia dei beni comuni!». È una voce così insistente che l'idea ormai si è fissata nella mente di tanti.

L'inganno della scarsità
Abbiamo quindi un problema che non è economico, né sociale, né ecologico. È un problema che si è insediato comodamente nella nostra testa. Il problema è il nostro modo di pensare e di guardare il mondo. O meglio, è il modo in cui veniamo spinti a pensare come pensiamo e i comportamenti che scaturiscono da questo approccio. Proprio per questo motivo, è veramente decisivo imparare a pensare in modo diverso. Facciamo un esempio. Se oggi riuscissimo a convincere la gente che domani ci sarà penuria di latte, cosa pensate che accadrà? Semplice: domani il latte sarà realmente introvabile, perché tutti ne compreranno il più possibile. Questo ci insegna un principio semplice ma fondamentale: le risorse non sono scarse, piuttosto vengono rese scarse.

Si tratta di un meccanismo elementare, eppure ormai siamo abituati a pensare che la scarsità sia una caratteristica insita nelle risorse stesse: nell'acqua, nella terra o nell'aria. Iniziamo quindi col correggere questo pensiero: le risorse sono limitate, ovviamente, ma non sono scarse per loro natura. L'aggettivo «limitato» significa qualcosa di ben diverso. Rimanda semplicemente al fatto che dobbiamo rispettare una misura, un limite. Il limite delle risorse naturali e il nostro stesso limite: il limite umano!...

Sempre nell'articolo:

>> L'homo oeconomicus
>> Allearsi per sopravvivere
>> I commons: una pratica antichissima
>> Le risorse comuni
>> Privatizzazioni, deleghe e brevetti
>> La proprietà intellettuale
>> La privatizzazione delle risorse: un fenomeno recente
>> Enclosure of the commons: un graduale processo di recinsione delle risorse comuni
>> La produzione paritaria o produzione orizzontale
>> Internet, cultura, design: un boom di progetti liberi
>> Un nuovo modello di libertà

La versione completa dell'articolo è pubblicata nel numero cartaceo della rivista Terra Nuova - Novembre 2011 disponibile anche come eBook.

Potete vedere il video della presentazione di Sikle Helfrich sul nostro canale YouTube all'indirizzo



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Letture consigliate:

- Cohousing e condomini solidali
- L'unico mondo che abbiamo
- Pura Vida
- Vivere senza soldi
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di Silke Helfrich

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