La valigia della decrescita felice

Piccole azioni di gioiosa decrescita quotidiana.

09 Marzo 2011
Pensiamo alla materia prima, l'origine di quel prodotto. Ci appaiono foreste equatoriali oppure il bosco a pochi chilometri? Vediamo file di freddi incomprensibili strumenti metallici oppure gesti pazienti e sapienti in un piccolo laboratorio artigiano? Quanta energia consuma quando lo utilizziamo?

La nostra immaginazione ci porta ancora oltre... dove andrà a finire questo oggetto che sta tra i mille altri oggetti nella mia casa? Avrà una vita lunga, ci sono affezionato? Forse non vedo l'ora di disfarmene per comprarne uno nuovo. Lo vediamo perso tra mille altri oggetti abbandonati in una distesa putrescente, oppure ci appare con un ultimo lembo di consistenza e di riconoscimento in un fuoco consolatorio. Magari lo immagineremo tra i mille altri oggetti di un'altra casa, con nuovi affetti e forse nuovi usi.

Fare viaggiare la nostra immaginazione a partire dalla nostra casa ci evoca facilmente sensazioni che potremo accettare o respingere. Potremmo accettare di vedere un campo di cotone, persone chine a raccogliere i fiori bianchi, un velivolo che passa spruzzando sostanze chimiche, potremmo accettare di vedere piccole mani scure che filano rapidamente la variopinta tovaglietta su cui ogni giorno mangiamo, così come potremmo accettare di vedere ardere l'ultimo filo blu in mezzo ad altri oggetti rapidamente sostituiti.

Ma se tutto questo non ci sarà facile accettarlo... immaginiamo una storia diversa, costruiamola noi stessi. Possiamo immaginare degli oggetti che ci fanno risparmiare energia e acqua potabile, anche inquinando meno l'aria e l'acqua. Possiamo limitare l'uso di imballaggi, in particolare in plastica, e trovare delle soluzioni creative per recuperare  materiali, prima di delegare ad altri il loro riciclo o smaltimento. Possiamo scoprire o riscoprire materiali alternativi al petrolio, più duraturi o più facilmente degradabili. Possiamo ingegnarci ad autoprodurre le cose fondamentali che ci servono nel quotidiano.

Noi ci siamo divertiti a selezionare alcuni oggetti e li abbiamo inseriti in una valigetta, un simbolo da portare sempre con noi per diffondere una cultura della sobrietà e della creatività. Se vi divertite in questo gioco di immaginazione concreta, scriveteci i vostri consigli e spunti di riflessione all'indirizzo della redazione oppure all'email lettere@aamterranuova.it.

Anche grazie al vostro contributo la valigetta potrà diventare sempre più ricca e la Terra recuperare pian piano le forze perdute. 

Pannolino lavabile
Se in Italia usassimo tutti pannolini lavabili, eviteremmo di buttare ogni giorno più di 6 milioni di pannolini usa-e-getta. Se volete acquistare un moderno pannolino ecologico in tessuto comodo, morbido e soprattutto lavabile, potete rivolgervi a Mariluna. Un'alternativa più radicale è quella di educare il bambino al vasino fin dai primi mesi di vita (vedi "Senza pannolino" di Laurie Boucke, Terra Nuova Edizioni).

Coppetta mestruale
Una donna produce circa 300 kg di assorbenti durante il periodo fertile. Le alternative ci sono: la più economica ed ecologica è la coppetta mestruale in silicone anallergico. Ci sono poi gli assorbenti lavabili, oppure quelli usa-e-getta in cotone bio non sbiancato con sostanze tossiche. Gli assorbenti lavabili si possono anche autoprodurre: vedi www.wen.org.uk/sanpro/resources.htm (inglese).

Spugnetta abrasiva ed elastici
La psicologia cognitiva studia la «fissità funzionale», che limita il nostro pensiero alla funzione abituale di un oggetto, impedendoci di riconcettualizzarlo. Diamo il via al recupero creativo! Con le retine di plastica di frutta e verdura si può fare una spugnetta abrasiva per piatti, inserendone alcune all'interno di una retina, chiusa alle estremità con un filo. Tagliando guanti da cucina bucati per il largo, a strisce parallele, si possono ottenere degli elastici. Le calze di nylon rotte possono essere usate al posto delle veline cattura-polvere usa-e-getta... e così via sperimentando!

Sacchetto di cotone
Al posto dei sacchetti usa-e-getta in plastica, ma anche in bioplastiche o di carta, è meglio scegliere un sacchetto di cotone, possibilmente bio, equo e solidale, che si può lavare e che dura per anni. Si possono anche (ri)scoprire i tovaglioli e i fazzoletti in cotone: sicuramente i cassetti delle vostre nonne ne sono ancora pieni... fateveli regalare!

Caraffa
Un invito a consumare acqua del rubinetto, che rispetto all'acqua in bottiglia è sottoposta a maggiori controlli, non percorre migliaia di chilometri e non consuma tonnellate di bottiglie di plastica all'anno.

Luffa
È una spugna vegetale, coltivabile anche in Italia. Delicatamente esfoliante, aiuta a rimuovere le cellule morte e le piccole imperfezioni della pelle. Ideale anche per la pulizia della casa e dei piatti, è completamente biodegradabile e può essere gettato nel compost.

Allume di potassio
È un perfetto deodorante naturale, limitando la proliferazione dei batteri responsabili dei cattivi odori senza utilizzare sostanze chimiche di sintesi, e senza coprire l'odore naturale del nostro corpo, di cui abbiamo imparato ad avere paura e che invece ci rende più autentici.

Riduttore di flusso
Permette di consumare fino al 50% di acqua potabile in meno rispetto ad un comune rubinetto, mantenendo inalterata la pressione.

Spazzolino da denti con manico riutilizzabile
Invece di buttare via l'intero spazzolino, esistono in commercio degli spazzolini di cui si gettano solo le setole, con un risparmio notevole di plastica.

Quaderno autoprodotto
Cucendo insieme fogli di carta stampati da un solo lato si possono creare blocchi e quaderni. Anche le buste da lettera possono essere riutilizzate, incollandoci sopra dei fogli bianchi o semplicemente capovolgendole e reincollandole.

Bacinella
Ogni volta che ci laviamo le mani, o sciacquiamo le verdure, consumiamo diversi litri d'acqua. Recuperando quest'acqua con una bacinella, la si può usare per scaricare il wc. Risparmiando in questo modo circa 20 litri d'acqua al giorno si riduce anche l'energia per pomparla, per potabilizzarla e per riscaldarla.

Rivista
Riviste che trattano i temi della decrescita possono diventare un punto di riferimento dove condividere esperienze di vita, autoproduzioni, riflessioni, strumenti di critica ecc. Abbonarsi significa assicurare a queste realtà l'indipendenza economica necessaria per un'informazione veramente libera.

Matterello
Simboleggia l'autoproduzione di beni alimentari: pane, pasta, aceto, yogurt... La soddisfazione che si prova a mangiare alimenti realizzati con le proprie mani è impagabile. Oltre a dare la possibilità di scegliere gli ingredienti, si risparmia denaro, trasporti e imballaggi.

Bicicletta
Finché siamo forti ed in salute, nelle nostre città vale la pena muoversi in bicicletta. Spesso risulta essere il mezzo più veloce, ed è anche il più economico: non consuma benzina, consente un quotidiano esercizio fisico, la manutenzione è minima e la si può fare anche autonomamente. Elimina i problemi di parcheggio e di code.

Detersivi autoprodotti
Farsi i detersivi in casa è semplice, veloce ed economico. Si limita l'inquinamento, si eliminano gli imballaggi... e ci si diverte! Ingredienti fondamentali sono il bicarbonato, l'aceto e il sapone di Marsiglia. In una serata, con un litro d'olio e dopo un mese di stagionatura, potrete disporre di tutto il sapone che vi serve per pulire casa e panni per un anno. (Vedi «Detersivi fai da te», Terra Nuova di dicembre 2007).

Borraccia
Invece di acquistare quotidianamente bottigliette di plastica da mezzo litro, ci si può procurare una borraccia da montagna e riempirla di acqua del rubinetto o di una bevanda preparata in casa. In ufficio si può tenere una tazza di vetro o ceramica, evitando i bicchieri di plastica dei distributori automatici.

Candela
Non si tratta di tornare al Medioevo, ma di (ri)scoprire il valore di un'illuminazione non invasiva e dell'oscurità, che libera lo spazio agli altri sensi, in particolare del tatto. Una candela si può fare facilmente in casa con materiali atossici e naturali, con cera d'api e stoppino in cotone. Per risparmiare corrente elettrica si possono usare anche le lampadine a fluorescenza, che però contenendo sostanze tossiche sono difficili da smaltire. Nel futuro comunque si prevede la diffusione dei Led.

Libro usato
È importante imparare a condividere l'esperienza d'uso di un bene, per limitare il dispendio di risorse energetiche e di materie prime. Per riscoprire la gioia di donare, scambiare, condividere.

Semi
Trovare lo spazio anche solo per una pianta di pomodoro sul proprio balconcino cittadino consente di risparmiare in imballaggi, chilometri di trasporto, pesticidi. Mangiare il proprio pomodoro, inoltre, è una soddisfazione impagabile.

Frullino per montare i cibi a mano
Molto spesso potremmo fare a mano i lavori che deleghiamo alle macchine. Si impiega più tempo e si fa più fatica, ma si fa anche più ginnastica, si risparmia corrente e ci si concede uno spazio di lentezza per una sana riflessione.

Pupazzo fatto con un calzetto usato
Spesso i giochi che troviamo nei negozi convenzionali sono pregni della filosofia dell'usa-e-getta. I vantaggi di autocostruirsi i giocattoli sono molteplici: è possibile scegliere materiali naturali o di recupero; si evitano le sostanze tossiche; i giocattoli autoprodotti possono essere facilmente aggiustati, smontati e ricostruiti, stimolando la creatività e la manualità del bambino - ma anche dell'adulto!

Carta di giornale
Può essere impiegata in maniera creativa per impacchettare i regali. Tagliata a striscioline, diventa una perfetta lettiera per gatti, per poi essere gettata nel compost. Allo stesso scopo si può utilizzare segatura recuperata da un falegname o da una segheria.



Articolo tratto da Terra Nuova - Luglio/Agosto 2008 disponibile nella versione eBook.




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Libri consigliati:
-
Manuale di sopravvivenza alla fine del petrolio
- Piante spontanee in cucina
- Biocarburanti fai da te
- Guida alla bioedilizia e alla casa bioecologica
- Autocostruzione dei pannelli fotovoltaici
- Autocostruzione di un pannello solare termico
- La casa bioecologica
- L'unico mondo che abbiamo



di Elisa Nicoli

Maria

07/06/2011 18:05

Il mio gatto della lettiera di carta o segatura non vuol proprio saperne: e vi lascio immaginare gli effetti collaterali dei miei tentativi di insegnargli un po' di sana consapevolezza ecologica. Qualcuno ha per caso provato anche altri materiali o ha alre idee? Grazie...

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