Scarpe ecologiche: il futuro che incalza

Ogni scarpa ha la sua impronta. Inquinamento, tossicità, mancanza di futuro per i lavoratori. Per fortuna c'è chi traccia la strada della filiera corta e della produzione ecologica per uscire dalla crisi. Il nostro viaggio tra scarpe riciclate, vegan e vero made in Italy.

27 Ottobre 2011
Dimmi cosa ti metti ai piedi e ti dirò chi sei. Giorgio Gaber aveva le idee chiare: il mocassino è di destra e la scarpa da tennis, un po' slacciata, è di sinistra, in una variante un po' cafona. Oggi, che i grandi marchi dominano il mercato, e anche i negozi hanno perso la loro indipendenza, questa suddivisione non funziona più, né in senso politico, né come connotazione sociale.

Tutto si riduce a una questione di logo. Si potrebbe tutt'al più distinguere tra chi calza Nike e chi sceglie Adidas, chi compra Geox oppure opta per Bata. Ci si identifica con il tipo di personalità costruita ad arte da stilisti o pubblicitari, soddisfatti della nostra etichetta più che della scarpa in sé. Se ci mettessimo, come fece Nanni Moretti in un suo film, a spiare scarpe e calzini dei passanti sopra un marciapiede, potremmo arrivare a una prima facile conclusione: l'universo delle calzature è più conformista di quanto si creda. Cambiano i modelli, ma non le marche, che rimangono sostanzialmente sempre le solite. Le aziende medio piccole, che hanno fatto la gloria del modello imprenditoriale italiano e creato generazioni di calzolai, dando lavoro a intere famiglie, sono sempre più tagliate fuori. Il consumatore medio vuole i modelli griffati, con produttori e negozianti che si trovano stretti nella morsa del ricatto commerciale.

L'esempio è quello del gatto con gli stivali, di chi usa l'astuzia dentro un quadro normativo a dir poco rocambolesco. Un sistema che calza alla perfezione al sistema delle lobby. Se da una parte le aziende invocano il «sistema Paese» contro le contraffazioni vendute in strada dagli ambulanti, dall'altra parte continuano a chiudere le fabbriche in Italia per aprirle chissà dove. L'intento è che le grandi aziende possano continuare a produrre i manufatti in Cina o Tunisia. Quando arrivano in Italia, ci si incollano i tacchi o qualche fibbia ed ecco fatta la magia del made in Italy, anche se l'80% è prodotto chi sa dove e chi sa come....


Sempre nell'articolo:

>> L'ambiente sotto i piedi
>> Le calzature in materiali reciclati
>> Progetto "Risorse future": artigiani marchegiani
>> Made in Italy ed ecologia
>> Le scarpe vegan dal sughero sardo
>> Made in Italy ed ecosostenibilità
>> Come scegliere...

Box1: Veleni tra i piedi
Cromo esavalente, coloranti cancerogeni, biocidi. Regolarmente ogni due o tre mesi si sente parlare di maxi sequestri di scarpe prodotte nei paesi asiatici....

Box2: Scarpe ergonomiche: fanno bene davvero?
Instabili si nasce o si diventa? Le scarpe basculanti promettono di aggiustare la postura, risolvere i problemi di schiena, ma anche di dimagrire. Quanto c'è di vero? Qualche riflessione col parere degli esperti...

La versione completa dell'articolo è pubblicata nel numero cartaceo della rivista Terra Nuova - Novembre 2011 disponibile anche come eBook.



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di Gabriele Bindi

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