Una vita a km zero

Pochi spostamenti e pochi costi: quante belle cose si possono fare senza inquinare troppo… anche prender moglie! Spunti per una vita a km zero.

28 Dicembre 2011
Ora che sta quasi per finire la biada, pardon la benzina, e che per salvare il Pianeta e giungere alla fine del mese si consiglia da più parti il «km zero», ho pensato a tutte le buone pratiche che potrei attuare. La prima, che conoscono tutti, è quella di acquistare i prodotti dell'orto dal contadino vicino a casa. In questo caso sono fortunato: avendo ereditato un orticello che dista 500 metri dal mio condominio, ogni giorno ho frutta e verdura sul posto. Sia che ci vada a piedi o in bicicletta - un modello con freni a bacchetta dell'altro millennio - questo è un altro esempio di km zero.

I principi generali valgono per tutte le situazioni, e non solo per quelle usuali. Se voglio che la mia automobile duri qualche anno in più, cercherò di fare ogni giorno qualche chilometro in meno: se ne facessi 100, calcolando che il motore ne sopporta 200 mila, dopo 6 anni dovrei rottamarla. Passiamo al nostro corpo, che è per certi versi anche una macchina pensante: se muovo eccessivamente tutti i vari motori ed ingranaggi non potrò certo pretendere di arrivare ai 120 anni e passa, ma mi dovrò accontentare di 50 o 70 anni. Qualcuno mi dirà: «meglio 50 anni da leone che 120 da pecorone»; sta bene, ne riparleremo quando mi inviterà a festeggiare il suo cinquantesimo compleanno. Inoltre più mi muovo e più produco anidride carbonica, che poi sale nell'atmosfera e, insieme a quella prodotta da animali allevati e a quella rilasciata nel bruciare i combustibili fossili per produrre energia, aumenta l'effetto serra.

Ma passiamo al resto. La palestra che frequento dista 900 metri; il pane lo prendo dal forno a 300 metri. Certo, un po' mi dispiace di non incontrare la simpatica fornaia del comune vicino. Ma frequento una signorina che abita quasi a un km. E poi, finalmente, mi sposo e vado ad abitare poco distante dai suoceri: alla sera esco molto meno e, quando arriveranno gli eredi, i nonni potranno venire liberamente, magari a piedi, a coccolarseli.
Anche più avanti quando saranno loro ad aver bisogno di assistenza, saremo a due passi. Il mio meccanico è a 900 metri e quando gli porto la macchina, che ha più di 14 anni, per il controllo annuale, me ne torno poi a casa con la bici di cortesia: un'idea che gli ho suggerito.

Faccio parte (quasi) del «club dei pelati», e ogni tanto passo a trovare mia sorella che a km zero e costo zero mi dà una lavata di capo seguita da una rasata. Stupende le montagne del Trentino, qualche volta ci vado, ma normalmente faccio tre passi sui monticelli nostrani, magari partendo da casa con gli scarponi. Se ho bisogno del muratore, dell'idraulico o dell'elettricista cerco di sceglierli, valutando certamente anche  gli altri elementi, a km zero. Cerco di fare pensieri corti, anche perché le bugie hanno le gambe lunghe, e se ho qualcosa in più da dare a chi ne ha bisogno prima guardo vicino a me, magari alla vedova sotto casa.

Per le vacanze faccio una grossa eccezione: vado una settimana dagli amici Barbara e Franco, che hanno un agriturismo a qualche ora di macchina. Mi ospitano a costo zero in cambio di qualche lavoretto, delle rime e un po' di affetto. Faccio felice anche l'amico benzinaio, che dista 600 metri e mi fa il pieno sia all'andata che al ritorno, e pure il meccanico, che per alcuni spaghetti e pici al farro mi controlla l'auto prima del viaggio. Per ora può bastare, spero solo di aver stimolato la ricerca di altri km zero.

Ah! Dimenticavo che mi faccio da solo i fiori di Bach, alcuni proprio nel mio orto, e qualche piccolo mobile in legno. Anche quel giardino dove tutti andiamo prima o poi a riposare le stanche membra è a 800 metri. In occasione della «corsa degli asini», durante il Palio del mio paese, ho coniato un simpatico proverbio in dialetto bresciano (chi volesse leggere l'intera poesia può richiederla alla redazione): «àzen e moér i ga mia d' éser forestér» (traduzione: asino e moglie non devono essere forestieri).

L'articolo "Una vita a km zero" è tratto dalla rivista Terra Nuova - Gennaio 2012 disponibile anche come eBook.
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di Giuseppe Belleri

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