Uranio e vaccini: commissione d’inchiesta

Via libera unanime dell'aula della Camera (405 i sì) all'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni.

03 Luglio 2015

Le morti sono state messe in relazioni da più di un sospetto e da documenti all'esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini, con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni.

La commissione sarà composta da venti deputati nominati dal presidente della Camera e dovrà concludere i suoi lavori entro ventiquattro mesi dalla sua costituzione. Alla scadenza del primo anno di attività dovrà presentare una relazione intermedia, e al termine dell'attività una relazione finale. Procede con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria ordinaria e può avvalersi della collaborazione di ufficiali di polizia giudiziaria di propria scelta e di altre adeguate collaborazioni tecniche. Può acquisire copie di atti e documenti relativi a indagini,procedimenti o inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organismi inquirenti. Per i fatti oggetto dell'inchiesta non sono opponibili il segreto d'ufficio, il segreto professionale e il segreto di Stato. I componenti della Commissione, il personale addetto alla stessa e ogni altra persona che collabora con la Commissione e compie o concorre a compiere atti di inchiesta, oppure ne viene a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizio, sono obbligati al segreto. 

«Vogliamo che questa commissione di inchiesta parlamentare, la quarta che si occupa di uranio impoverito, sia quella che renda definitiva giustizia ai nostri militari morti, che si sono ammalati gravemente, e alle loro famiglie. Per raggiungere questo scopo sarà necessaria la massima unità d’intenti, trasparenza e il superamento di quelle zone grigie che negli ultimi 20 anni hanno impedito di fare luce fino in fondo. Ci aspettiamo dunque la massima collaborazione, da parte di tutti. In caso contrario, denunceremo ostruzionismi sia in sede istituzionale che in pubblico». Così il gruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, che ha dato parere favorevole alla proposta di legge abbinata M5S-Sel che prevede l’istituzione di una commissione d’inchiesta monocamerale per fare luce, nei prossimi due anni, «sui casi di morte e gravi malattie che hanno colpito i militari impiegati in missioni all’estero, nei poligoni di tiro e nei depositi di munizioni. Non solo: approfondiremo anche tematiche legate ai vaccini e alle loro modalità di somministrazione, ai rischi connessi al gas radon e all’amianto con i quali i militari sono a contatto».

di Beatrice Salvemini

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