Musicosophia®: un "modo" diverso di gustare la musica

Dal 12 al 16 Agosto è in programma un Incontro Internazionale sulla meditazione musicale a Castel Coldrano – Merano (Bz) dove verranno trattati il valore intrinseco dell‘ascolto spirituale, i temi della natura, della meditazione musicale e i loro i grandi benefici.

14 Aprile 2018

Musicosophia, come suggerisce la parola stessa, è l’opportunità di “conoscere” attraverso l’ascolto della musica classica. Grazie ai particolari metodi sviluppati dal Musicologo George Balan, si può arrivare alla profonda comprensione di un brano musicale in maniera leggera e giocosa (senza l’imposizione di studi teorici, lettura delle note e orecchio assoluto). Anche persone che da sempre si considerano poco inclini alla musica, con semplici tecniche e un approccio spirituale autentico alle melodie, riescono ad immergersi nei capolavori musicali e persino a cambiare il proprio modo di affrontare la vita grazie al messaggio “divino” della musica.
Alla „Internationale Schule für die Ausbildung bewussten Musikhörens“ (Scuola internazionale per la formazione dell'ascolto consapevole) si distinguono tre piani nel processo creativo musicale: il primo è quello del compositore, il secondo è quello dell’interprete e il terzo quello dell’ascoltatore.
Sì, proprio così: l’ascoltatore crea musica proprio come il compositore che per primo ha messo il brano su carta o l’ha fatto ascoltare con uno strumento. Nella Musicosophia® – una forma elevata di meditazione musicale – l’ascoltatore assume nella musica un ruolo attivo, che va ben oltre quello di semplice fruitore di sala da concerto.

Dimensioni musicali

"La contrapposizione delle forze musicali“ (“Das Ringen der musikalischen Kräfte” - Wilhelm Furtwängler), che l’ascoltatore sensibile vive in maniera consapevole, è data dall’unione di più elementi che seguono un’idea e un ordine preciso: la cosiddetta architettura musicale. Penetrare in questa struttura interna mantenendo un equilibrio emozionale anche nei cambi melodici, ritmici e armonici più intensi è l’obiettivo della meditazione musicale che comprende otto gradi.

Gli otto gradi della comprensione musicale

Supponiamo di voler approfondire la Sinfonia n. 5 di Franz Schubert, nello specifico il quarto movimento. Sappiamo solo che si tratta di un’opera giovanile composta nel 1816 a 18 anni, dopo aver abbandonato l’insegnamento per intraprendere la carriera artistica. Meno ne sappiamo, meglio è. L’ascolto musicale consapevole funziona anche se non conosciamo nulla del compositore. Anzi, funziona persino meglio, perché affrontiamo il brano senza preconcetti o pregiudizi teorici.
Il primo grado prevede l’ascolto dell’intero movimento ad occhi chiusi, in modo da non avere distrazioni, ma la postura non deve essere quella di chi sonnecchia: é bene stare con la schiena dritta, in posizione stabile e concentrati. In seguito cerchiamo di capire come inizia il movimento e come finisce: da dove parte la musica? Dove sfocia? Come si avvicina e come se ne va?
Come una persona che entra con passo pesante, o si avvicina pian piano, sparisce improvvisamente o si congeda tranquillamente. Il quarto movimento di Schubert inizia bruscamente e termina nello stesso modo.
In seguito accompagniamo il secondo ascolto canticchiando (anche a bocca chiusa). Sì, avete letto correttamente: si può accompagnare l’ascolto della musica classica cantando. Ci rendiamo conto che ci sono passaggi più o meno cantabili. Riconosciamo i temi principali. Accompagnando l’ascolto con il canto, identifichiamo i punti in cui le diverse melodie si incrociano e si incontrano e decidiamo quali cantare e quali no. Questo brano di Schubert è facile da cantare a bocca chiusa. Sembra un valzer ed è stato spesso paragonato a composizioni di Mozart e Haydn. Possiamo individuare due temi.
Arrivati al terzo grado poniamo delle domande alla musica che lentamente ci è diventata sempre più familiare. Abbiamo già chiarito come sono l’inizio e la fine. Esiste un culmine, ci sono punti di svolta? Quante voci/strumenti ascoltiamo? Percepiamo una suddivisione del brano in più parti? Quante? Non si tratta di dare le risposte corrette, bensì di comprendere sempre più a fondo l’architettura interna del movimento. Nel nostro esempio sentiamo solo archi e fiati perché il brano venne scritto per una piccola orchestra privata ed eseguito in pubblico solo molto tempo dopo.
Al quarto e quinto grado rappresentiamo graficamente musica su una lavagna o su un foglio di carta in diversi colori. Possiamo sperimentare con il nostro disegno uno schema formato da curve, gradini e spirali.
Prima di ogni passaggio, ascoltiamo di nuovo il brano, in questo modo si impara a conoscere la musica gradualmente, sempre di più, finché essa ci diventa totalmente familiare. Proprio come facciamo con una persona dopo che l’abbiamo incontrata la prima volta.
Al settimo grado muoviamo le mani seguendo la melodia della musica. Attraverso la Meloritmia capiamo di poter rappresentare i diversi strumenti con mani diverse. Sequenze di movimenti verso l’alto e verso il basso, aumenti e abbassamenti di volume e la presenza di slanci musicali influenzano l’impostazione dei gesti. In questo modo la musica viene percepita anche fisicamente e lentamente l’incontro con la musica si trasforma in un’esperienza spirituale. Col tempo si rivelano momenti, sensazioni che solitamente restano in secondo piano. Siamo colpiti e trasformati dalla profonda bellezza di questa musica.
L’ottavo e ultimo grado corrisponde alla meditazione musicale, nella quale si ascolta in maniera più intima, senza lo svolgimento di alcuna attività esteriore e le melodie vengono ai nostri sensi come amici intimi che ci confortano, ci rallegrano o tranquillizzano. A questo punto la musica inizia con grande calma a dispiegare tutta la sua forza. Il risultato è ancora migliore se accogliamo il suo dono divino con umiltà e gratitudine.
Durante il 26° Incontro internazionale dal 12 al 16 Agosto 2018, tratteremo della natura della meditazione musicale e dei suoi gradi benefici.  

Musicosophia dal 1980 organizza tutto l‘anno corsi in diverse città italiane.

SIEM-Venezia è partner dal 2018 e cura i corsi di formazione sostenuti dal Miur sul metodo della Musicosophia per insegnati e addetti del settore della pedagogia.
Maggiori informazioni:
musicosophia@musicosophia.it
tel 338 9984102
www.musicosophia.com

di Sergio Tonon

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