Piemonte e Liguria: nasce la rete locale degli ecovillaggi!

Dall'1 al 3 settembre presso La Casa Rotta (CN), il gruppo “Clan Piemonte e Liguria” formatosi al raduno estivo degli ecovillaggi, si è incontrato per condividere esperienze di vita comunitaria e per creare una rete territoriale.

13 Settembre 2017

Il raduno estivo della Rete italiana villaggi ecologici è un incontro annuale aperto a tutti, che si svolge a fine luglio, ogni anno in un ecovillaggio diverso. Oltre ad essere l'occasione per gli ecovillaggisti di ritrovarsi e conoscersi, è pensato come un'introduzione all'articolato stile di vita ecologico e comunitario da essi sperimentato. Tra le attività del raduno, vi è l'incontro dei clan: gruppi regionali composti da una venti-trenta persone tra ecovillaggisti e partecipanti, dove è possibile conoscersi in profondità e confrontarsi sulla possibilità di una collaborazione territoriale durante tutto l'anno. Da questa esperienza, e sulla scia del clan Triveneto già attivo da tre anni, nasce il clan Piemonte e Liguria, che si è dato appuntamento dal 1 al 3 settembre presso La Casa Rotta (CN) per consolidare la rete territoriale.

Un ecovillaggio in costruzione per una rete nascente

La Casa Rotta è un ecovillaggio in costruzione attivo dal 2012 composto da sei adulti e tre bambini; è una realtà agricola comunitaria formata da due casolari e otto ettari condotti col metodo biodinamico e permaculturale, sita nel comune di Cherasco, in provincia di Cuneo. Da due anni è socia RIVE e all'ultimo raduno si è distinta per il suo grande contributo al progetto PACE .

Il raduno del clan Piemonte e Liguria, che ha richiamato partecipanti anche dalla Lombardia, ha coinvolto diverse realtà attive nel territorio, tra cui il progetto di scuola parentale Lauto Educare , Olat-ValChiusella, il progetto di ecorifugio in Val Susa, il cohousing “Il roseto dei due Papi” di Savona, il cohousing di Reaglie il progetto VividiSanaPianta di Priocca, il gruppo movimento della decrescita felice di Alba, Italia che Cambia Piemonte , la Cavallerizza di Torino e associazione Tatawelo .

Conoscersi, imparare e ridere

“L'incontro è iniziato con una cena condivisa e un cerchio di conoscenza reciproca intorno al fuoco” racconta Michela Lenta, de La Casa Rotta “il sabato mattina è iniziato con una meditazione e poi i partecipanti si sono divisi in tre gruppi: c'è chi ha visitato l'orto ed ha aiutato nei lavori; chi ha scelto di seguire il gruppo edile e sperimentare la tecnica del cocciopesto; chi ha preparato i pasti ed allestito gli spazi per la serata. Il pomeriggio è stato dedicato al “fare rete”, al comprendere le motivazioni che hanno spinto i partecipanti a essere presenti all'incontro. Mentre parlavamo, è stato bellissimo avere i bambini in mezzo al cerchio, coinvolgerli nelle presentazioni e ridere insieme a loro”. I bimbi avevano anche attività parallele: “il sabato sera è stato dedicato alle “favole delle salamandre” proposte dall'associazione Burattinarte, con cui La Casa Rotta collabora da tre anni” spiega Michela “immaginate una parata di bimbi nell'orto, con in mano lampade colorate a forma di pesce e barche, fatte di carta di riso, che illuminano la notte, diretti al cerchio intorno al fuoco dove Consuelo, Stefano e Claudio hanno narrato, al loro arrivo, due fiabe dei fratelli Grimm spiegate in chiave antroposofica. I bimbi hanno ascoltato lavorando l'argilla e disegnando”. Poi i canti sotto la luna e le stelle hanno segnato la fine della giornata e l'inizio del tempo del riposo.

Innamorarsi è il sigillo della rete

La domenica mattina è trascorsa all'insegna della condivisione delle impressioni, delle idee e dei sentimenti emersi nel tempo passato insieme: “ho visto la rete emergere” dice senza velare l'emozione Michela “si è resa visibile, si è incamminata come un bimbo che fa i primi passi. Sono emerse connessioni possibili, abbiamo scambiato informazioni e promessi di visitare le singole realtà. In un certo senso, ci siamo innamorati”. Essere innamorati del proprio territorio è già un ottimo punto di partenza per prendersene cura e salvaguardarne la biodiversità e la salubrità. Ma innamorarsi dei suoi abitanti pone buone basi per la relazione e quindi, per la realizzazione dei sogni. Si potrebbe dire che l'innamoramento è la caratteristica, il sigillo, della svolta ecologica duratura, a tutti i livelli: ecologico, culturale, economico e sociale dal momento in cui è necessaria una risposta sistemica alla complessa relazione tra gli esseri umani e la Terra. Gli ecovillaggi stanno sperimentando soluzioni alternative per ogni aspetto della vita e sostengono un cambio di paradigma basato sull'amore e, proprio perché è un percorso difficile e pieno di trabocchetti, è meglio se il cammino lo si compie insieme.

Se vuoi essere parte di questo cambiamento, scrivi a casa.rotta@yahoo.it.

Se vuoi leggere un approfondimento dell'incontro, clicca qui .

Vuoi saperne di più sulle comunità intenzionali?

Sono sempre più numerosi giovani e meno giovani che decidono di andare a vivere in un cohousing o in un ecovillaggio, una scelta dettata non solo da motivi economici (vivere insieme costa decisamente meno), ma anche dal crescente bisogno di uno stile di vita sobrio e a basso impatto ambientale, basato su relazioni autentiche e di solidarietà. Il panorama delle esperienze comunitarie, in Italia e all'estero, è assai ricco e variegato. Sempre più spesso si riconosce il valore sociale oltre che ambientale del vivere insieme, tanto che anche in Italia sono in crescita le amministrazioni locali che promuovono bandi per l'assegnazione di terreni o edifici destinati al cosiddetto housing sociale; è successo in Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna e altrove. L'autrice racconta la storia e soprattutto il presente di ecovillaggi e cohousing già attivi in Italia, dei numerosi progetti in via di realizzazione e aperti a nuove adesioni, e delle esperienze internazionali più significative. Quella che emerge è una mappa completa e variegata, utile per chi vuole approfondire una tematica ancora poco conosciuta oppure per chi ha già avviato una riflessione e un percorso, e che nel libro può trovare suggestioni, stimoli e contatti per proseguire il proprio cammino.

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di Francesca Guidotti


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