Parto consapevole

Sempre di più il parto è diventato un atto medicalizzato. Da trent'anni Jeannine Parvati Baker pratica e sostiene il «parto non assistito». Di che cosa si tratta?

16 Giugno 2010
Jeannine Parvati Baker è un personaggio poliedrico e sorprendente: allo stesso tempo ostetrica, maestra di yoga, erborista, astrologa e esperta in cerimonie sacre. È la fondatrice di Hygieia College, una scuola esoterica internazionale di scienza femminile e di arte ostetrica esperenziale (libera traduzione di «mystery school in womancraft and lay-midwifery»), che si pone come obiettivo la guarigione della Terra attraverso la guarigione della nascita. Attualmente si occupa di un programma residenziale di apprendistato nello Utah (Usa) e porta avanti uno studio privato di consultazioni astrologiche e di consultazioni telefoniche su molteplici temi legati allo stile di vita naturale e alla famiglia.

È autrice di Yoga prenatale e parto naturale1, prima edizione del 1974 (l'unico suo testo ad essere stato pubblicato finora in Italia e da tempo esaurito), ultima edizione riveduta e aggiornata del 2001. Si dice che questo sia il migliore e più amato libro di yoga ad accompagnare le future madri verso una nascita intesa come rito di passaggio spirituale e naturale. Nel 1978 pubblica Hygieia: un'erbario per le donne, nel quale esplora le stagioni della fertilità con particolare attenzione alla gravidanza, alla nascita e all'allattamento. Il terzo libro, del 1986, è Il concepimento consapevole: viaggio elementale nel labirinto della sessualità, un trattato approfondito di psicologia pre e perinatale, una scienza in costante espansione.

Jeannine partecipa assiduamente alle conferenze internazionali incentrate su questi temi e scrive articoli per numerose riviste. Fa parte del comitato editoriale del Journal of pre- and perinatal psychology and health ed è nella lista dei consulenti della National Organization of Circumcision Information Resource Centers (NOCIRC). Ho raccolto questa intervista nel corso di un soggiorno di tre mesi da Jeannine, che mi ha accolta come apprendista e si è lasciata accudire nel suo percorso di guarigione da una forma degenerativa del fegato, complicazione di un'epatite C verosimilmente contratta a seguito di un'iniezione antiD2 per incompatibilità di fattore RH.

D: Jeannine, presentati ai lettori italiani...
R: Innanzitutto mi sento onorata di poter far sentire la mia voce in un paese la cui cultura ha contribuito enormemente al nostro mondo e all'arte di essere madre. Sono una custode della nascita, una birthkeeper. Custodisco ciò che dell'antica maniera di dare alla luce i nostri figli e della sua nuova evoluzione costituisce il meglio per il nostro intero pianeta e lascia emergere l'essenza profonda di ogni famiglia. La missione della custode della nascita è di divulgare il segreto più grande del mondo: la nascita (e il parto) è un'esperienza estatica! Se concepiamo consapevolmente i nostri figli possiamo esprimere fino in fondo l'amore di cui siamo capaci. Ogni bambino che nasce è un regalo che offriamo a tutta la comunità vivente. Igea, la dea della guarigione, ci invita a considerare la nascita e la consapevolezza della fertilità come opportunità per guarire il pianeta.

D: Quali esperienze sono state di capitale importanza per il tuo percorso personale?
R: Parlerò dei riconoscimenti che mi sono stati offerti dalla comunità globale perchè da molto tempo mi sento investita della responsabilità di fungere da messaggera. L'Università di Georgetown, in seno alla Conferenza Mondiale per la Protezione dei Diritti del Bambino, mi ha consegnato un premio per il mio impegno riguardo le mutilazioni genitali. Si tratta di un tema che mi è sempre stato caro; prima ancora di diventare madre, avevo intuito che esse costituiscono un'aggressione e sono sintomo di una cultura violenta. Quindi, volendo davvero «camminare sulle parole che dico», dovevo impegnarmi per la salvaguardia dell'integrità fisica del neonato invitando con fermezza a gettare bisturi e forbici per sospendere ogni pratica di circoncisione (che negli Usa viene effettuata di routine su tutti i maschi). Tutti soffrono di questa pratica. Dietro le giustificazioni culturali e religiose si cela il rituale sanguinario di una cultura basata sulla dominanza, che perpetua una tradizione che distrugge quella che dovrebbe essere l'occupazione naturale dell'essere umano: amarsi l'un l'altro, rendersi servizio reciprocamente e divertirsi il più possibile assieme nel corso della vita. Con enorme soddisfazione ho ricevuto inoltre di recente il riconoscimento Living treasure dalla rivista Mothering. Devo confessare che lo ambivo da moltissimi anni ed ero davvero impaziente. Adesso che mi è stato assegnato, ho la certezza che il mio lavoro è riconosciuto anche da un largo pubblico. Infatti agli occhi di Mothering (e del 99% delle pubblicazioni mondiali) esso è completamente radicale e si spinge al di là di ogni limite. Mia passione infatti è in particolare la nascita libera, altrimenti detta «parto non assistito», che considero il parto fisiologico previsto dalla natura. Di conseguenza il riconoscimento di una rivista popolare come Mothering, mi rende euforica: significa che le madri, e particolarmente questa nuova generazione di giovani madri, ha una scelta migliore. Conscia del rischio di peccare di modestia, concludo confessandovi che il risultato più appagante del mio percorso sono sei figli deliziosi, gioia del mio cuore, e mia nipote, nata in acqua nella mia casa, senza assistenza, concepita consapevolmente. Qualunque altro successo sbiadisce di fronte alla dimostrazione vivente del mio impegno.

D: Quando si è manifestata con chiarezza la tua missione?
R: Sto ancora aspettando!

D: ...e che evoluzione ha avuto nel corso del tempo?
R: L'evoluzione si sta continuamente «evolvendo»! Ogni volta che mi sembra di capire, non capisco proprio per niente: questa è la natura del mistero. Quando non avrò più domande sarà arrivato il momento per me di lasciare la Terra.

D: Stai praticando come ostetrica da molti anni, quanti esattamente?
R: Ho assistito al mio primo parto nel 1969. Per me ogni nascita è una prima nascita. È unica. Quello che ho imparato, ha fatto completamente piazza pulita di ogni idea che avevo prima su questo evento. Se la pensassi diversamente, dovrei smettere con la mia professione, perchè mancherei dell'umiltà necessaria a rendere servizio.

D: ...la domanda completa era: nel corso di questi anni hai assistito molte donne nel loro percorso di nascita, che cosa hai imparato?
R: Ho imparato soprattutto che ogni donna è una dea in embrione e la Terra è il posto in cui possiamo esprimere la nostra bellezza, la nostra verità e quello che siamo venuti a concretizzare in questa vita, ovvero il motivo della nostra stessa nascita. Quello che io sono venuta a fare quaggiù mi si sta rivelando giorno per giorno mentre lo affino, lo metto a fuoco e lo manifesto. L'opportunità splendida che mi si offre come ostetrica è quella di poter tirare fuori da ogni donna quello che lei già è potenzialmente, anche se magari non ne è cosciente. Il bambino nel suo grembo tuttavia lo è! Il mio lavoro consiste nell'accompagnare una donna, o meglio una coppia, nel grande viaggio che stanno intraprendendo, partendo idealmente dalla preparazione al concepimento consapevole.

D: Quante donne hai assistito?
R: Non le conto. Non mi interessa di provare che sono un'assistente alla nascita credibile, perchè l'assistente più credibile è in ogni caso il bambino. Se soddisfiamo le sue necessità, tutto è già lì. Non manca nulla. Quando mi chiamano, vado e capisco che la donna desidera quello che la mia presenza le ricorda. So comunque che, a parte gli amanti originali e il nascituro, non è necessario nessun altro in questo prezioso momento, sempre se la necessaria purificazione dalle paure e dai miti che ci portiamo dentro ha avuto luogo. Uno di questi miti è infatti che la donna abbia bisogno di aiuto durante il parto. Per questo la mia presenza è sottile, energetica direi, apparentemente impercettibile, e la mia assenza è la dimostrazione evidente che ho svolto fino in fondo il mio lavoro.

D: Che cosa intendi per concepimento consapevole e come influenza tutta la nostra vita e la nostra sessualità?
R: La bellezza del concepimento consapevole è che si tratta di una specie di messaggio cifrato personale che influenza tutta la collettività. La storia che ti attende può rivelarsi attraverso sogni, immagini, visioni; oppure puoi riconoscere il richiamo del bambino nella meditazione e nel soffio del respiro. Allora sai di essere stata scelta e che è giunto il momento di prepararsi. Tuttavia quanti finora sinceramente hanno scelto di fondare una famiglia vivendo con piena consapevolezza ogni piccola tappa? È necessario trovare il coraggio per fare diversamente in futuro. Ci tengo a sottolineare che ognuno di noi, indipendentemente dal fatto di essere o meno genitore, è dalla nascita madre o padre potenziale. Si tratta di una capacità biologica intrinseca, dobbiamo solo decidere come manifestare questa attitudine. Alcuni si riproducono, altri preferiscono mezzi diversi di espressione della propria creatività. Poco importa se sia poesia, amore, attenzione, impegno, qualunque cosa in cui ci sentiamo coinvolti deve andare oltre noi stessi. Altrimenti, continuando sulla strada dell'individualismo e dell'isolamento, resteremo nella situazione attuale in cui assistiamo alla dissacrazione del pianeta e alla violenza verso i nostri figli. È una storia antica, molto noiosa e credo sia proprio il momento di smettere. Interrompendo questo circolo vizioso di sofferenza, prima della nascita, prima ancora del concepimento, offriamo al bambino per tutta la vita il supporto dell'intera comunità. Ogni bambino ha il diritto di essere benvenuto, incondizionatamente. Tutto ciò lo affermo con la certezza e la convinzione di chi conosce molto bene il proprio mestiere.

D: Quali temi ti stanno particolarmente a cuore ora?
R: Mi dedico alle relazioni umane. L'aspetto più importante della vita è comprendere che quello che consideriamo divino o spirituale, è l'intimità. Man mano che procedo con questo studio, aumenta la mia capacità di essere genuinamente me stessa (non solo ciò che l'ego predilige!) e di pari passo il livello di intimità di tutte le mie relazioni. Non esiste una gioia più grande di riconoscere il cuore e l'anima di chi ci circonda e comprendere perchè il grande spirito ci ha messo in contatto proprio in questo momento. «All'inizio c'era il verbo, e il verbo fu fatto carne»: è la sacrosanta verità. Le parole sono potenti, pertanto ogni parola che ho trasmesso ci è stata donata ed è la mia versione della verità. Usatela per quello che è. 


Articolo tratto dal numero arretrato di Terra Nuova Settembre 2005




Le nostre riviste: TERRA NUOVA e SALUTE E'

Acquista ultimo numero

Abbonati alla rivista

Acquista un arretrato

I libri di Terra Nuova Edizioni

Visita lo shop on line

di Clara Scropetta

Posta un commento

Inserisci entrambe le parole sottostanti, con o senza spazi.
Le lettere non sono case-sensitive.
Non riesci a leggerlo? Provane un'altra