Ascorbato di potassio: un aiuto contro le malattie degenerative?

Questa sostanza, associata al ribosio, è la base del trattamento per malattie degenerative e tumori ideato nel 1947 dal dottor Pantellini e oggi applicato dalla Fondazione che porta il suo nome. Cerchiamo di capirne di più.

20 Marzo 2017

«L’ascorbato di potassio, anche e soprattutto associato a ribosio, sembra contrastare efficacemente il processo di danno cellulare che favorisce l’insorgenza delle malattie degenerative e del cancro». Il dottor Guido Paoli, fisico e responsabile scientifico della Fondazione Valsé Pantellini, e il dottor Andrea Bolognesi, medico e consulente della Fondazione stessa, fanno il punto sulle proprietà di una sostanza che negli ultimi anni sta iniziando a diventare oggetto d’attenzione anche da parte dei gruppi accademici di ricerca. La Fondazione, che collabora attivamente con ricercatori che hanno lavorato nelle università di Parma e Siena, ha raccolto l’eredità scientifica di Gianfrancesco Valsé Pantellini, chimico cui si deve la scoperta nel 1947 delle proprietà terapeutiche dell’ascorbato di potassio.

«Abbiamo sviluppato linee di ricerca sia in vitro su linee cellulari sane e tumorali(1), che in vivo(2) su bambini affetti da malattie rare e orfane, con aumentato rischio oncologico» spiega Paoli. «I risultati sono davvero incoraggianti e sono stati pubblicati su varie riviste scientifiche internazionali(3); la somministrazione di ascorbato di potassio con ribosio ha migliorato sensibilmente le condizioni generali e obiettive dei bambini. Per esempio, sono stati osservati miglioramenti dell’attività cardiaca, delle caratteristiche dei capelli e della cute e miglior controllo del peso. Ha anche ridotto significativamente i parametri di stress ossidativo, normalmente molto elevati e con un ruolo importante nella cancerogenesi. Da alcuni anni l’attenzione della Fondazione Pantellini sulle ricerche in vitro si è spostata sulla combinazione D-ribosio e bicarbonato di potassio quale ulteriore passo avanti nello sviluppo di una strategia che permetta una rapida azione per contrastare i tumori solidi. Su questo composto sono stati pubblicati due lavori del gruppo dell’università di Parma, con il nostro supporto, sulla rivista Cancer Cell International. Sono state prese in esame linee cellulari del tumore al seno e fibroblasti sani dello stesso seno. La somministrazione del composto non ha messo in evidenza alcuna tossicità e ha ridotto la velocità di crescita e sviluppo delle cellule tumorali. Il composto non è genotossico, cioè non va a creare problemi al DNA, ma agisce a livello metabolico. Nelle cellule sane, che continuano a crescere senza alcun problema, la sua azione va a regolare e modulare le funzioni, mentre in quelle tumorali, che hanno bisogno di utilizzare enormi quantità di glucosio, va a ridurre sempre più la loro riserva energetica, cioè cerca di affamarle».

L’azione anti-cancro

Nell’ipotesi iniziale del dottor Pantellini prima e della Fondazione adesso, la cancerogenesi verrebbe innescata a livello fisiologico dallo squilibrio fra sodio e potassio. «Quindi è comprensibile come un’azione diretta per ribilanciare questi elettroliti possa contrastare il processo degenerativo: la nuova immissione di potassio nella cellula cancerosa fa uscire il sodio, che si porta dietro il glucosio non metabolizzato» spiega ancora Paoli. «Questo non significa necessariamente eliminare ogni fonte di glucosio, ma per chi si trova ad affrontare un problema oncologico è essenziale ridurre le fonti di zucchero, soprattutto raffinato».

Una delle contestazioni che viene mossa al metodo Pantellini riguarda il fatto che una stessa sostanza possa contrastare ogni tipo di tumore. «La nostra idea, invece, è che, pur essendo il cancro una malattia multifattoriale, il meccanismo di innesco sia sempre lo stesso» prosegue il dottor Paoli, «e risieda, appunto, nello squilibrio elettrolitico fra sodio e potassio, innescato dallo stress ossidativo. Per questo è ragionevole l’ipotesi di lavoro, ammessa nella scienza, che una stessa molecola possa agire sulle varie forme di tumore, proprio in considerazione di questo unico meccanismo di innesco della patologia. L’ascorbato di potassio, sia nella formulazione classica che con ribosio, è importantissima anche a livello di prevenzione, proprio per cercare di mantenere le giuste concentrazioni di potassio a livello intracellulare e ottimizzare le funzioni metaboliche. Alle concentrazioni utilizzate sui pazienti che si rivolgono alla Fondazione, non c’è tossicità né a livello cardiaco né renale. Chiunque può assumere il composto, ma devono fare estrema attenzione le persone a rischio di ictus o ischemia (o con episodi recenti), le persone in dialisi e quelle con complesse situazioni cardiache. È sempre opportuno che venga fatta un’adeguata valutazione da parte del medico che deve conoscere bene la metodica; è sempre opportuno evitare il fai da te».

Il metodo Pantellini

La Fondazione sta, quindi, continuando a proporre ai pazienti una metodica terapeutica basata su ascorbato di potassio e ribosio e sugli schemi studiati a suo tempo dal dottor Pantellini. Uno dei consulenti medici di punta dell’ente è il dottor Andrea Bolognesi, che illustra questo approccio. «La metodica Pantellini consiste nell’uso di ascorbato di potassio con o senza ribosio, da somministrare in genere tre volte al giorno nei casi di patologia oncologica conclamata. A questa terapia di fondo si aggiungono, in casi particolari, a seconda della gravità e a discrezione del medico, altre sostanze farmacologiche, per via iniettiva o endovenosa, con la funzione di potenziare e rendere maggiormente biodisponibile l’ascorbato stesso. Tali sostanze, prevalentemente vitaminiche, hanno anche una funzione tonica e detossificante, utilissima per gli organismi messi a dura prova dalla malattia e dalle terapie. Durata e frequenza della somministrazione variano notevolmente da caso a caso e seguono in genere l’andamento clinico. Esistono poi situazioni nelle quali la nostra metodica non si può applicare, cioè quando si fa uso giornaliero di chemioterapici per via orale; in tali casi, suggeriamo l’uso di sostanze che hanno una tradizione consolidata».

L’efficacia

«Anche nei casi più gravi e avanzati, ho riscontrato un miglioramento delle condizioni generali, un recupero di energia vitale e una diminuzione del dolore e dei processi infiammatori» spiega il dottor Bolognesi. «Le potenzialità dell’ascorbato di potassio sono molto vaste e poco note. Spesso veniamo a conoscenza di miglioramenti anche in patologie non propriamente di nostra pertinenza, come il diabete, le cefalee, le artriti e l’ipertensione. Riteniamo quindi utile e auspicabile proseguire in questa direzione con ulteriori studi, raffronti e raccolta di casi clinici. Le malattie degenerative e i tumori sono la vera epidemia di questi tempi e le armi che si mostrano efficaci contro di essi vanno sviluppate e utilizzate».

1)In collaborazione con l’università di Parma (prof.sse Ida Ortalli e Simonetta Croci, dott. Luca Bruni)

2)In collaborazione con la prof.ssa Cecilia Anichini, pediatra e genetista dell’università di Siena

3) Si veda: Anichini C. et al., Beckwith-Wiedemann syndrome: potassium ascorbate with ribose therapy in a syndrome with high neoplastic risk in «Anticancer Research», 31, 2011, pag. 3973-3976; Anichini C. et al., Antioxidant effects of potassium ascorbate with ribose therapy in a case of Prader Willi syndrome in «Disease Markers», 33, 2012, pag. 179-183; Anichini C. et al., Antioxidant effects of potassium ascorbate with ribose in Costello syndrome in «Anticancer Research», 33, 2013, pag. 691-696; Anichini C. et al., Antioxidant strategies in genetic syndromes with high neoplastic risk in infant in «Tumori»,100,2014, pag. 590-599; Croci S. et al., Potassium bicarbonate and D-ribose effects on A72 canine and HTB-126 human cancer cell line proliferation in vitro in «Cancer Cell Int», 2011; Bruni L. et al. K-D:rib dampens Hs 578T cancer cell chemoinvasion and proliferation in «Cancer Cell Int», 2014; Bruni L., Croci S., K-D:rib cancer cell proliferation inibitor and DNAzyme folding promoter in «Journal of Biological Research», 2014

CENTENARIO DELLA NASCITA DEL DOTTOR PANTELLINI

Il 2 aprile 2017 ricorreranno 100 anni dalla nascita del dottor Gianfrancesco Valsé Pantellini. La Fondazione che porta il suo nome ne ricorderà la figura e la sua attività di ricerca e di studio in una giornata di testimonianze e contributi di chi lo ha conosciuto direttamente.

Info: www.pantellini.org .

Letture utili:

di Terra Nuova

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