L'omeopatia NON UCCIDE

In seguito alla triste vicenda della giovane ragazza fiorentina, deceduta dopo aver sospeso le iniezioni di insulina su errata indicazione di una dubbia dottoressa, l'omeopatia viene messa nuovamente sotto accusa e ingiustamente criticata, fino ad affermare che curarsi con metodi naturali uccide.

15 Maggio 2008
Le indagini a Firenze proseguono, per ora quello che è certo è che la presunta omeopata è una donna americana di 70 anni, Marjorie Randolph, la quale avrebbe prescritto una cura di vitamine alla ragazza di 16 anni malata di diabete e morta in seguito alla sospensione dell'insulina, un farmaco salvavita per chi è diabetico. La donna, che non risulta negli elenchi on line dell'ordine dei medici è stata accusata di omicidio volontario ed esercizio abusivo della professione medica.

La Federazione Italiana delle associazioni e dei medici omeopati (Fiamo) dichiara apertamente che la terapia insulinica non può essere sostituita e che prescrivere una cura vitaminica non a nulla a che vedere con i principi omeopatici che si basano su precisi metodi di similitudine.
"Una terapia sostitutiva salvavita come quella insulinica non può essere sostituita da alcun prodotto omeopatico, la cui azione si esplica attraverso la regolazione di funzioni comunque esistenti" si legge in un comunicato stampa della Fiamo.
Viene precisato inoltre che l'omeopatia è atto medico e va esercitata quindi da un medico abilitato e non, come in questo caso, da imbroglioni o improvvisati guaritori che screditano il lavoro e l'impegno di tanti medici omeopati.

"E' un episodio estremamente grave!". A dirlo e' Lionello Milani, omeopata e presidente dell'Accademia internazionale di medicina fisiologica e di regolazione. "E' un episodio estremamente grave per tre motivi: primo, perchè sembra che chi ha consigliato la somministrazione di farmaci omeopatici non avesse le carte in regola per farlo; secondo, perchè anche se le avesse avute non poteva sostituire un farmaco salvavita come l'insulina con un corrispondente omeopatico; terzo c'è stata disinformazione dei media, che hanno passato il messaggio secondo cui l'omeopatia può uccidere".
"L'omeopatia - ha proseguito l'esperto - non consiglia di sostituirsi ai salvavita, ai farmaci di pronto soccorso, e non ha mai consigliato di ridurre drasticamente le terapia di fase acuta, come ad esempio gli antibiotici".

I media dopo il tragico evento continuano a fomentare il pregiudizio nei confronti delle cure omeopatiche con titoli da prima pagina quali: "Ragazza morta a causa dell'omeopatia", "L'omeopatia che uccide" e utilizzando termini quali "guaritrice" e "pozioni magiche" riferendosi all'ambito delle medicine alternative.

Quello che consigliamo ad ogni cittadino è di non "darsi in pasto" a ciarlatani o imbonitori specialmente se si tratta di salute, ma di rivolgersi ad un medico omeopata accreditato, che crede nei principi dell'omeopatia e li applica con accuratezza e capacità.

Consigliamo anche di non credere a tutto quello che scrive la stampa e di non soffermarsi soltanto su un titolo suggestivo, fatto ad hoc per strumentalizzare la vicenda, a discapito di tutti coloro che si curano quotidianamente con l'omeopatia e di tutti i medici che hanno deciso di ridurre il peso dell'eccessiva medicalizzazione a favore di un approccio olistico che guarda sia al corpo che alla mente.

Quello che risulta chiaro da questa triste vicenda, dove purtroppo a rimetterci è stata una giovane ragazza, è che un vero omeopata non avrebbe mai consigliato la sospensione dell'insulina, farmaco vitale per un diabetico.<

di Federica Del Guerra

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