Mammografia: più i rischi o i benefici?

Sono sempre più numerosi gli studi scientifici secondo i quali gli screening di massa non riducono la mortalità per cancro al seno...

21 Ottobre 2010
Tali studi non mancano di sottolineare anche i rischi di questo esame: dalle radiazioni impiegate per i test alle sovradiagnosi con conseguente trattamento di donne sane, fino ai falsi positivi, che negli Stati Uniti sono il 50%.

Lo screening per il tumore al seno effettuato tramite mammografia non riduce la mortalità tra le donne e le espone al serio rischio di trattamenti invasivi e dannosi. A sostenerlo sono alcuni team di ricercatori che dal 2000 ad oggi si sono occupati di valutare l'efficacia e la sicurezza delle campagne di prevenzione oncologiche. Da dieci anni le riviste scientifiche pubblicano studi e revisioni che ribadiscono come i programmi di screening per il tumore al seno siano stati avviati in assenza di dati che ne comprovassero l'efficacia, e come i risultati dei follow up inducano a ritenere irrilevante la loro capacità di ridurre la mortalità per cancro al seno. Eppure tali programmi non sono stati rivisti e le autorità di sanità pubblica vengono accusate di ignorare le nuove evidenze e di non fornire informazioni sul reale rapporto costo-beneficio di esami quali la mammografia.

Le evidenze
A riaprire il dibattito è stato l'estate scorsa il British Medical Journal1, con un editoriale della direttrice della rivista, Fiona Godlee, nel quale si difende a spada tratta la scelta del BMJ di pubblicare i numerosi studi del team danese guidato da Peter Gotzsche, secondo cui la mammografia è più dannosa che utile. La Godlee rigetta le accuse di faziosità: «Noi non tifiamo per una parte o per l'altra, noi guardiamo alle evidenze» ha scritto. E proprio per privilegiare le evidenze su questa delicata materia, il BMJ ha pubblicato un'analisi condotta dal professor Klim McPherson, epidemiologo dell'università di Oxford.

Nell'analisi di McPherson si legge: «Non ci sono dubbi, lo screening per il cancro al seno ha benefici limitati e può provocare danni alla donna come singola paziente, oltre ad avere un'efficacia limitata per la comunità». McPherson invoca, scrive la Godlee, «una disamina completa e spassionata dei dati clinici raccolti negli studi recenti e, allo stesso tempo, chiede maggiore onestà da parte delle autorità sanitarie sulle incertezze scientifiche relative e questi programmi....


Sempre nell'articolo:

>> Scarsi benefici e tanti rischi: ecco i perchè

>> La situazione in Italia: la mammografia è prevista come screening di massa

>> Le affermazioni del Canadian National Breast Screening Study: è inutile tra i 40 e i 49 anni

>> Il rischio di sovradiagnosi e conseguente sovratrattamento di donne sane

>> Il rischio dei falsi positivi

>> Il rischio della radioterapia


La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero cartaceo Novembre 2010 di Terra Nuova o come eBook.









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di Claudia Benatti

Ilves dr Guidi

24/02/2011 09:05

Volevo dire alla dottoressa Benatti che a Roma il 17/02/2011 si è costituito il comitato scientifico che vede coinvolte due importanti strutture sul territorio nazionale(Il policlinico Mangiagalli di Milano e l'istituto tumori Pascal di Napoli con il patrocinio anche della IEO e della SIRM)per la validazione nel corso del 2011 della metodica DOBI:Se è interessata a questo argomento posso tenerla informata via mail!I lavori scientifici più importatnti che si sono avviati sono il progetto MOIRA ai policlinico Mangiagalli di Milano e il progetto Underforty dell'istituto tumori di Napoli.Grazie e saluti dr Guidi

Ilves dr Guidi

27/11/2010 18:53

Sono il dr Guidi di Rovereto s/S prov Modena e mi interesso da diversi anni di senologia,condivido pienamente la dannosità dell'esame mammografico e la relativa utilità.Vorrei segnalare alla giornalista Claudia Benatti che peraltro penso sia una Modenese come mè,che dove lavoro io poliambulatorio Physios ci siamo dotati recentemente di uno strumento che utilizza una luce laser:DOBI comfortscan che unito all'ecografia ha una spiccata sensibilità nell'ambito della diagnosi precoce del tumore mammario.La LILT lo sta usando da più di un anno e nella sede di Bologna ha allestito un camper con ecografo e DOBI per raggiungere il maggior numero di donne.Sarei lieto di parlare di questo con la vostra giornalista se anche a lei interessasse approfondire l'argomento.Grazie e saluti dr Guidi

Ilves dr Guidi

27/11/2010 18:52

Sono il dr Guidi di Rovereto s/S prov Modena e mi interesso da diversi anni di senologia,condivido pienamente la dannosità dell'esame mammografico e la relativa utilità.Vorrei segnalare alla giornalista Claudia Benatti che peraltro penso sia una Modenese come mè,che dove lavoro io poliambulatorio Physios ci siamo dotati recentemente di uno strumento che utilizza una luce laser:DOBI comfortscan che unito all'ecografia ha una spiccata sensibilità nell'ambito della diagnosi precoce del tumore mammario.La LILT lo sta usando da più di un anno e nella sede di Bologna ha allestito un camper con ecografo e DOBI per raggiungere il maggior numero di donne.Sarei lieto di parlare di questo con la vostra giornalista se anche a lei interessasse approfondire l'argomento.Grazie e saluti dr Guidi

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