Perché ci ammaliamo?

«Stiamo assistendo alla crisi della medicina moderna: le antiche immagini spirituali dell'uomo si sono progressivamente appiattite, lasciando spazio a una visione meccanicistica della vita e della medicina, in cui l'uomo non è più considerato nella sua realtà di corpo, anima e spirito, ma solo nella sua fisicità.

02 Maggio 2011
La malattia, infatti, appare come un enigma insolubile e incomprensibile; solo una conoscenza dell'uomo che lo comprenda nella sua triplice realtà corporea, può ridare dignità alla professione medica e restituire al malato una terapia umana». Questo è il pensiero che il dottor Stefano Gasperi esprime sull'argomento «malattia».

L'approccio antroposofico intende ampliare l'ordinaria ricerca scientifica al di là di quanto è fisico-materiale e quindi percepibile, coinvolgendo nella sua indagine anche le dimensioni della vita, dell'anima e dello spirito dell'uomo. La malattia, quindi, è considerata sempre come una rottura dell'equilibrio psichico oltre che fisico. Così, lo studio profondo dei rapporti tra funzioni organiche e gli equivalenti processi psichici permette di comprendere l'insorgere della malattia e di approdare a una terapia che si propone come un risanamento dell'uomo nella sua interezza. Nella nostra intervista Gasperi ci spiega come l'antroposofia interpreta e cura le patologie psico-fisiche dell'individuo....

D: Perché l'uomo si ammala? Che significato dà l'individuo alla malattia?
R: Malattia non è assenza di salute. Per dirla con Jung: le malattie, ma anche le difficoltà della vita, rappresentano delle tappe necessarie lungo il cammino di individuazione dell'Uomo. Quindi, tale domanda non può trovare una risposta esauriente attraverso una visione meccanicistica della vita, nella quale individuo e malattia sono considerati disgiunti e le cause di quest'ultima vengono ricercate solo all'esterno dell'uomo (germi, fattori cancerogeni, ambientali) o al suo interno (comportamento cellulare, anomalie genetiche), senza mai essere collegate alla sua intera natura. La malattia è sempre interna all'uomo, nasce dalla disarmonia nel rapporto tra le sue componenti fisiche, animiche e spirituali.
Secondo una visione spirituale del mondo, la malattia rappresenta un fattore evolutivo di crescita, un pareggio karmico. Karma non significa che tutto quello che l'uomo vive e subisce sia la conseguenza di debiti o errori del passato, ma semplicemente che a ogni causa segue un effetto e viceversa...


La descrizione completa dell'articolo è disponibile nel numero cartaceo di  Terra Nuova - Maggio 2011 in vendita anche nella versione eBook.
 

 
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di Najla Calistri

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