Vaccini: un altro medico radiato

L’Ordine dei Medici di Milano ha radiato il dottor Dario Miedico, esponente storico di Medicina Democratica, per le posizioni critiche nei confronti delle attuali politiche di vaccinazioni di massa. E’ il secondo medico radiato perché ha portato dati critici sui vaccini,  dopo il dottor Roberto Gava di Treviso. Ci sono altre decine di richieste di provvedimenti nei confronti di altri medici in tutta Italia.

24 Maggio 2017

L’istruttoria è stata svolta dal presidente dell’Ordine dei medici di Milano, Roberto Carlo Rossi; al termine dell'istruttoria è stata presa la decisione di radiare il dottor Dario Miedico.

La notizia della radiazione del dottor Miedico è stata annunciata dal Corriere della Sera di Milano . Dallo scorso luglio la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), guidata da Roberta Chersevani, è mobilitata con forza contro i medici che hanno espresso critiche documentate nei confronti di alcune scelte riguardanti le vaccinazioni di massa come attualmente somministrate. Chervesani è arrivata a ipotizzare per loro la radiazione dall’Albo e ciò sta avvenendo.

Il dottor Miedico è stato chiamato a rispondere per la partecipazione alla «Prima giornata nazionale contro l’obbligo vaccinale» dello scorso 9 dicembre. Miedico aveva affermato che «i danneggiati dalle vaccinazione sono molto di più dei casi che vengono effettivamente segnalati». Ha poi ribadito le sue affermazioni quando è stato sentito il 27 gennaio: «I vaccini vanno consigliati a tutti con l’indicazione però non solo dei benefici, ma anche dei rischi che risultano da una vasta letteratura scientifica. Io sono medico legale, per cui conosco bene i rischi avendo seguito molte cause di danni». Su Facebook Miedico ha rilanciato: «Non è vero che sono contrario ai vaccini. Ma sono fortemente critico rispetto alla mancata informazione, soprattutto sulle possibili reazioni avverse. Ritenevo che il tempo dei processi alle streghe fosse stato in qualche modo superato».

Il dottor Miedico ha replicato prontamente, ecco le sue parole.

«In data 24 maggio 2017, dopo 51 anni di iscrizione all’Ordine dei Medici di Milano, ho ricevuto la notifica della mia radiazione al seguito delle accuse che mi sono state mosse dall’ordine nazionale che si possono riassumere nel: non aver aderito al pensiero unico in tema di vaccinazioni, prendendo le distanze dal documento FNOMCEO del luglio 2016 sulle vaccinazioni, nell’aver supportato centinaia di famiglie nella richiesta dell’indennizzo dovuto per legge alla subita reazione avversa a vaccinazione da parte di un loro congiunto, nell’aver ribadito in ogni occasione la mia contrarietà all’obbligo vaccinale. Non sono preoccupato per me, sia perché presenterò sicuramente opposizione, sia perché questo fatto non mi impedirà di continuare nella mia opera di divulgazione dei possibili danni correlati ad una pratica sanitaria che, al pari di qualsiasi altra, dovrebbe rivalutare costantemente il rapporto rischi benefici, sia perché la montante reazione di migliaia di persone all’assurdo recente decreto legge che porta a 12 le vaccinazioni obbligatorie mi fa ben sperare in una opposizione di massa che lo faccia decadere. Sono invece preoccupato per la quieta acquiescenza dimostrata fino ad ora dalle organizzazioni sindacali dei medici di fronte a questi fatti, come se rappresentassero un problema personale e non politico, ma mi auguro che i singoli aderenti, rafforzati dalle manifestazioni delle migliaia di famiglie e dalla pubblica dichiarazione di numerosi colleghi, escano allo scoperto denunciando a loro volta la loro contrarietà ad una pesante riduzione della loro libertà di pensiero, di parola e di scelta terapeutica. Pertanto, a nome delle famiglie dei danneggiati, a nome delle persone che vogliono scegliere quali rischi correre, a nome dei colleghi che mantengono il valore della libertà di scelta terapeutica e di pensiero, suffragata da centinaia di studi scientifici, continuerò a mantenere e diffondere le mie idee critiche sulle vaccinazioni, come su qualunque altro argomento di natura sanitaria, in qualunque contesto».

L’Ordine dei medici di Milano è pronto ad avviare anche altri processi contro i medici.

Entro l’estate saranno aperti fascicoli su 16 medici, firmatari di una lettera inviata al presidente dell’Istituto superiore di Sanità Walter Ricciardi il 20 ottobre 2015. L’istruttoria sul comportamento adottato dai 16 dottori parte a oltre un anno e mezzo dalla firma del documento, perché l’Ordine ha ricevuto solo nelle scorse settimane la segnalazione necessaria ad avviare la procedura. In prima battuta i medici saranno ascoltati dal presidente dell’Ordine Carlo Roberto Rossi, che deciderà se rinviarli alla commissione di disciplina, l’unica deputata a fare scattare tra le quattro previste (avvertimento, censura, sospensione, radiazione).

I medici firmatari della lettera a Ricciardi sono Maurizio Bardi, Laura Borghi, Marco Cavo, Carlo Cenerelli, Eugenio De Blasi, Tommaso De Chirico, Beatrice Dedor, medico delle cure palliative oncologiche, Giuseppe Fagone, Giovanna Gigli, Livia Mondina, Annalisa Motelli, Paola Nannei, Raffaella Pomposelli, Antonia Mariapia Ronchi, Mariateresa Sacchi, pediatra e Giulio Viganò. «Oggigiorno, un qualsiasi medico dotato di buon senso e di un minimo di conoscenza scientifica non può essere contro le vaccinazioni pediatriche e infatti conosciamo tutti la loro utilità — scrivono —. Però 35-40 anni di pratica medica specialistica accanto al bambino malato, non frettolosa ma fatta di osservazione e di ascolto, di considerazione di quello che lui ci comunica e di quello che i genitori raccontano, ci ha aperto gli occhi sulla realtà delle reazioni avverse causate dalle vaccinazioni pediatriche. Ci siamo infatti accorti che, dopo un’osservazione minuziosa e prolungata nel tempo di bambini vaccinati e non vaccinati, questi ultimi appaiono indubbiamente e globalmente più sani».

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di TERRA NUOVA


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