Buon 2017: Terra Nuova festeggia i 40 anni

Siamo nel 2017. E il pensiero non può non andare al lontano 1977, anno di "concepimento" della rivista Terra Nuova. Tempi molto diversi da quelli di oggi. E siamo ancora qui, con tutta la nostra comunità, a festeggiare i... nostri primi 40 anni! Grazie a tutti voi!

01 Gennaio 2017

Gli anni anni 70... erano anni, almeno in apparenza, più spaziosi e movimentati. Non c’erano Facebook e WhatsApp e tantomeno i computer. Per telefonare si andava nelle cabine della Sip e si scrivevano ancora tante lettere e cartoline. Nell’aria c’era tanta voglia di cambiare e tutto sembrava possibile, anche creare una rivista dal nulla, senza quattrini e senza un’esperienza giornalistica alle spalle. È così che nel settembre del ’77 un gruppo di giovani si incontra a Bologna per mettere insieme i saperi critici legati all’alimentazione, all’agricoltura e alla medicina. Nasce il bollettino di coordinamento AAM (Agricoltura Alimentazione Medicina): poche pagine, stampate in proprio e diffusione militante. Ci vorranno cinque anni, tante riunioni e molti chilometri in treno per trasformare quella scarna pubblicazione in un giornale destinato a diventare in poco tempo cassa di risonanza e strumento di collegamento dei fermenti di cambiamento di quegli anni. Dopo qualche anno, la testata si trasforma in Aam Terra Nuova e alla denuncia si affiancano le proposte per uno stile di vita a basso impatto ambientale. Dalle pagine della rivista prendono forma le voci di chi in Italia promuove il consumo consapevole, l’alimentazione naturale, il vegetarianesimo, il biologico, l’omeopatia, le energie rinnovabili, la bioedilizia, le botteghe dell’equo e solidale, le prime esperienze di finanza etica. Oggi molte di quelle proposte, bollate quarant’anni fa come fantasie di pochi sognatori, sono entrate a far parte del nostro modo di vivere. Il biologico si trova ovunque, le auto elettriche cominciano a circolare sempre più numerose, il nucleare è ormai archiviato, l’agopuntura è riconosciuta dal sistema sanitario, i prodotti dell’equo e solidale si trovano nei supermercati e i ristoranti vegan nascono come funghi. Tutto bene allora? Non proprio. Il mercato è sempre molto rapace nei confronti delle proposte innovative, soprattutto quando possono produrre profitto. Se ne appropria svuotandole del loro carico valoriale per poi trasformarle in merce e in etichette prive di significato. È questa la bandiera di cui Terra Nuova si fa oggi portatrice: imparare a guardare in profondità noi stessi e le nostre scelte. Cercare l’autenticità e l’empatia, non fermarsi alla superficie delle cose e delle relazioni. Evitare di cadere nella trappola di chi utilizza la sostenibilità per colorare di green, bio, slow e veggie ciò che di realmente ecologico ha ben poco.

Dunque, buon compleanno Terra Nuova! E grazie a tutti voi che ci leggete per il vostro sostegno ed entusiasmo.

di Terra Nuova

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