La giornata della gentilezza

Il 13 novembre si celebra la Giornata mondiale della gentilezza e l'associazione "Cor et amor" rilancia l'iniziativa che da anni ormai porta avanti con i bambini, cioè i Giochi della gentilezza, che coinvolgono ormai migliaia di bambini.

13 Novembre 2017

«Per la Giornata Mondiale della Gentilezza propongo di giocare al Gioco della Gentilezza, “caccia alle parole gentili”; per giocare è sufficiente avere un dizionario, ma va bene anche un libro, una rivista e dopo avere stabilito un tempo di gioco vince chi riesce a trovare più parole gentili». A lanciare l'idea è Luca Nardi, ideatore dei Giochi nazionali della gentilezza e anima dell'associazione "Cor et amor". E lo fa in occasione della Giornata mondiale della gentilezza, 13 novembre.

«Lo stesso gioco lo propongo nei seminari che tengo coi bambini adattandolo anche all’ambiente, cioè chiedendo loro di individuare più cose gentili possibili presenti nel luogo in cui si gioca» continua Nardi, che dal 2012 organizza I Giochi della Gentilezza. Ha iniziato a livello locale in Canavese (TO) ed in Valle d’Aosta, poi i Giochi hanno raggiunto una diffusione nazionale, anche grazie all’Associazione Culturale Cor et Amor, che si occupa di diffonderne la conoscenza e la pratica prevalentemente via web sul sito www.igiochidellagentilezza.it su cui vengono gestiti Giocopedia della Gentilezza (il libero manuale on line dove vengono condivisi dagli utenti e pubblicati una buona parte dei Giochi della Gentilezza) e la Giornata Nazionale dei Giochi della Gentilezza (che si svolge il 22 Settembre e che quest’anno, alla 2° edizione, ha visto la partecipazione di 18.550 partecipanti e 935 classi dall’Asilo Nido alle scuole secondarie di primo grado, di tutte le Regioni d’Italia ed il riconoscimento attraverso il patrocinio da parte di 246 Comuni e Città Italiane ed 11 Regioni); entrambe le iniziative sono libere e gratuite.

«Per riconoscere la gentilezza occorre tanta attenzione - prosegue Nardi - È importante essere gentili per stare bene, ma non sempre bisogna esserlo ad ogni costo, anche la gentilezza ha le sue eccezioni. Se qualcuno è gentile spontaneamente con noi possiamo contraccambiare ringraziandolo, ma se lo è per ottenere qualcosa in cambio allora abbiamo sempre la possibilità, se non lo gradiamo, di dire No Grazie ed essere comunque gentili. Esistono diverse forme e sfumature di gentilezza e diversi modi per comunicarla, riconoscerli consente di distinguere tra cosa è e non è gentile. In un periodo in cui diverse persone che hanno subito molestie ed abusi hanno trovato la forza di denunciarlo pubblicamente è opportuno fare chiarezza sulla gentilezza a livello preventivo, specialmente coi più giovani, spiegando loro per esempio che non é obbligatorio essere sempre accondiscendenti per essere gentili, che la gentilezza può essere spontanea e benevola, ma a volte anche manipolativa, che un bacio o un abbraccio sono gesti gentili, ma se sono imposti ad una persona che non li gradisce, non sono più tali. La gentilezza quella vera, vissuta col “cuore”, che emoziona e trasmette calore, ha la capacità di fare stare bene sia chi la dona che colui che la riceve».

«Per godere appieno delle straordinarie potenzialità della gentilezza occorre conoscerla e per farlo bisogna saper essere umili nell’ammettere che la gentilezza non è banale ne tanto meno scontata, altrimenti tutti saremmo gentili e non esisterebbero i conflitti, il bullismo, la violenza e l’intolleranza e soprattutto bisogna riconoscere che non è innata in tutti, a molti deve prima essere fatta conoscere, poi con l’esperienza allenata, affinché possa essere messa in pratica spontaneamente. Da quando in età adolescenziale ho subito un abuso da parte di un “amico” di famiglia, che ho reso pubblico 5 anni fa, ho cercato di capire perché fosse accaduto? Qual era stata la ragione? Cosa potevo fare per aiutare bambini e ragazzi ad evitare che vivessero una situazione analoga? Con la nascita di mia figlia, per amore di genitore e per cercare di proteggerla, ho sviluppato I Giochi della Gentilezza, frutto del mio percorso formativo, laurea in Scienze Motorie, di studio ed approfondimento della gentilezza e della mia esperienza di vita; un modo per trasmettere conoscenze “gentili” a bambini e ragazzi utili per prevenire ed affrontare una situazione di abuso, senza mai trattare esplicitamente questo argomento, per tutelare la sensibilità dei più giovani. Nel corso degli anni la finalità dei Giochi della Gentilezza è stata ampliata, ricercando il benessere e la crescita della persona in generale, attraverso la diffusione della conoscenza, dell’esperienza e della pratica della gentilezza e rivolgendosi a tutti, ma mantenendo sempre una particolare attenzione ai bambini ed ai ragazzi ed a tutti gli adulti che li circondano (genitori, insegnanti, educatori, allenatori, animatori). Sogno un domani ancora più gentile e penso che per raggiungere questo obiettivo occorra circondare i bambini di oggi di gentilezza (a casa, a scuola, nello sport, nel tempo libero, sui media, su internet), affinché possano divenire degli adulti gentili».

di Terra Nuova

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