«Nei miei scatti catturo l'anima che esce allo scoperto»

Padova, Genova, Aosta, Milano e Modena: si è concluso il tour italiano del fotografo statunitense Steve McCurry, uno dei più intensi esponenti della fotografia contemporanea degli ultimi trent’anni.

24 Ottobre 2016

Durante il suo tour Steve McCurry ha presentato i due volumi editi da Mondadori Electa ; il primo, Steve McCurry. Leggere, una raccolta di fotografie in cui sono ritratte persone da tutto il mondo nell’atto del leggere, il secondo, Il mondo di Steve McCurry, un libro nel quale si racconta al giornalista Gianni Riotta.

In tanti lo hanno atteso, ascoltato e applaudito durante le tappe italiane, che gli hanno consentito di raccontare e condividere il suo modo intenso e profondo di “raccontare storie” soprattutto attraverso i volti, le emozioni e le situazioni delle persone, in tutto il mondo. «Ogni individuo racconta una storia e io la catturo con la fotografia – spiega McCurry – e, così come ogni storia può essere a sé, anche ogni scatto ha vita propria, benché possa e debba essere inserito in una trama più ampia che sta nell’abilità del fotografo tessere perché abbia voce e corpo».  

Famosa è una sua frase che sintetizza il suo percorso e spiega la bellezza dei suoi scatti: «Se sai aspettare, le persone si dimenticano della tua macchina fotografica e la loro anima esce allo scoperto».

McCurry, che da tempo si è avvicinato alla cultura e alla prospettiva buddista, ha fondato nel 2004 ImagineAsia , organizzazione no-profit che lavora in collaborazione con le comunità locali per garantire risorse e opportunità educative ai bambini e ai ragazzi dell’Afghanistan.

Al Palazzo delle Arti di Napoli dal 28 ottobre 2016 al 12 febbraio 2017 è possibile visitare la mostra “Steve McCurry senza confini” .

di Terra Nuova

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