Semi di pace dai territori di guerra

Unire l'insegnamento di Thich Nhat Hanh con il metodo della comunicazione non violenta di Marshall Rosenberg: è questa l'esperienza di Hagit Lifshitz, ex ufficiale di polizia di Gerusalemme, oggi attivista per la pace.

23 Marzo 2010
Hagit Lifshitz: ex ufficiale di polizia, oggi attivista per la pace, di lei colpisce subito la solarità e la simpatia. Con una lunga esperienza come mediatrice e facilitatrice di conflitti, Hagit pratica la meditazione da molti anni e partecipa a gruppi di dialogo tra israeliani e palestinesi. Ha fondato Mifgash, un centro di mediazione per la comunità presente a Gerusalemme e in altre località israeliane. Nel suo lavoro ha messo insieme l'insegnamento di Thich Nhat Hanh e il metodo della comunicazione non violenta di Marshall Rosenberg.

L'abbiamo intervistata per voi a margine della terza conferenza internazionale del Forum delle ong per la pace di Israele e Palestina, organizzato lo scorso febbraio dalla Regione toscana.

D:Gerusalemme non è certo una città dov'è facile praticare la nonviolenza. Se poi si lavora nella polizia la cosa diventa una grande sfida: com'è iniziata la tua ricerca?
R: Ho incontrato per la prima volta Marshall Rosenberg quindici anni fa, quando venne a Gerusalemme per presentare la comunicazione non violenta. Allora ero ancora un ufficiale della polizia israeliana. Le sue parole mi colpirono profondamente. Quello che Marshall proponeva era un metodo semplice ed efficace per trasformare in modo positivo le nostre relazioni e rendere più rispettosa ed efficace la comunicazione nei contesti più diversi: dalla famiglia agli ambiti sociali più ampi, per finire a quello tra i popoli. Ascoltando le sue parole, capii che la comunicazione non violenta era proprio quello che cercavo. Così decisi di accompagnare Marshall ovunque cercando di imparare da ogni suo gesto e comportamento, dal suo modo di vivere e non solo da ciò che insegnava. Dopo qualche tempo lasciai la polizia e fondai una piccola ong allo scopo di proporre un approccio non violento alla risoluzione dei conflitti: la proposta è di imparare a considerare i conflitti come opportunità. Sono convinta che i conflitti non sono esperienze negative.
Se sappiamo cosa fare con essi, possono trasformarsi in grandi opportunità di trasformazione, crescita e arricchimento. Qualche anno più tardi ebbi la fortuna di incontrare Thich Nhat Hanh. La sua pratica della presenza mentale, la meditazione, i suoi insegnamenti mi toccarono in maniera molto potente e profonda. Così in modo naturale ho cominciato a mettere insieme questi due approcci: la comunicazione non violenta di Marshall Rosemberg e la pratica della presenza mentale di Thich Nhat Hanh.....



La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero cartaceo Aprile 2010 di Terra Nuova o come eBook.






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