il vino biologico ha la sua legge

Finalmente il logo europeo del biologico potrà essere applicato al vino, considerando non solo le uve biologiche, ma l'intero processo di vinificazione, inclusa una limitazione dei solfiti

09 Febbraio 2012

È nato il vino biologico europeo. Una novità sancita per legge dall'Unione Europea soltanto ieri, dopo una lunga attesa durata più di vent'anni.
Esisteva già il vino con uve da agricoltura biologica, ma adesso il marchio bio potrà essere applicato al vino come prodotto finale, con dei parametri che stabiliscono le soglie massime di solfiti e trattamenti. Per i vini rossi è stata riconosciuta una soglia massima di solfiti di 100 mg/litro per il rosso e 150 mg/litro per il bianco. Si tratta di una quota inferiore di 50 mg per ogni categoria nel convenzionale, valori che tuttavia non vengono sempre rispettati soprattutto per spumanti e vini bianchi frizzanti.
Come al solito si è cercato di accontentare tutti, attraverso un compromesso tra le varie lobby. Tanto per intenderci i vini francesi e tedeschi possono usufruire di una deroga sulla percentuale di solfiti: il limite è innalzato a 120 mg/litro per i rossi, e a 170 per i bianchi e rosé. Il trucco è presto svelato: è stato ammesso un differenziale di 30 mg/l quando il tenore di zucchero residuo è superiore a 2 g/l, caso che i vini di produzione nordica ammettono di prassi. Vengono invece vietati l'acido sorbico e la desolforazione. Per i solfiti, inclusi quelli naturali, si fissa anche una soglia minima: non devono esser inferiori a 30-35 mg per litro. Ad oggi esistono ancora una serie di certificazioni volontarie, che fissano precisi parametri per la vinificazione, adesso la nuova legge renderà invece possibile l'adozione di parametri comuni e omogenei.
La nuova legislazione fissa una serie di pratiche enologiche e sostanze ammesse secondo la definizione della norma 606/2009 della Wine Common Market Organisation (CMO). "Il testo non è quello proposto dal bio italiano, ma finalmente siamo arrivati al marchio biologico europeo anche sul vino" è il commento del comitato scientifico di Aiab.
Con questo passaggio l'agricoltura biologica europea colma l'ultima grande lacuna dal punto di vista agricolo e aiuta le aziende a posizionarsi sul mercato internazionale, visto che altre regioni come Usa, Cile, Australia e Sud Africa potevano già vantare una normativa ad hoc. In vino veritas, speriamo...

di Gabriele Bindi

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