Orecchiette di grano arso e cavolfiore con pomodorini e briciole

La farina di grano arso (o bruciato) è tipica del foggiano. Ha colorazione bigia, profumo intenso e un sapore eccezionale leggermente affumicato e si ottiene dalla macinatura del grano duro tostato. 

25 Dicembre 2016
Orecchiette di grano arso e cavolfiore con pomodorini e briciole

Ingredienti:

1 piccolo cavolfiore

400 grammi di orecchiette di grano arso

300 grammi di pomodorini

2 spicchi di aglio

olio e sale q.b.

peperoncino q.b.

3 fette di pane raffermo

un ciuffo di prezzemolo fresco

Dividete il cavolfiore in cimette, tagliare i pomodorini a metà e metterli in una ciotola con un pizzico di sale. Sbriciolare il pane nel mixer e farlo tostare in padella con olio finché dorato e croccantino. Mescolare a parte queste briciole con prezzemolo tritato.

Portare abbondante acqua a bollore, salare e immergervi il cavolfiore. A metà cottura, aggiungere anche la pasta. 

Nel frattempo rosolare in una padella l’aglio schiacciato e versarvi i pomodorini.

Lasciar dolcemente appassire in modo che si formi un bel sughetto, vivacizzandolo con un pizzico di peperoncino. 

Scolare allora la pasta e versarla in padella. Servire subito con una balle spolverata di briciole. 

Nota: la farina di grano arso (o bruciato) è tipica del foggiano. Ha colorazione bigia, profumo intenso e un sapore eccezionale leggermente affumicato. Si ottiene dalla macinatura del grano duro tostato. In passato veniva ottenuta dal grano raccolto dopo la bruciatura delle stoppie. I proprietari terrieri lasciavano che i contadini più poveri raccogliessero le spighe rimaste a terra (la cosiddetta spigolatura) per ricavarne appunto questa farina “povera”, che oggi è alimento pregiato.

Ricetta tratta dal libro Cavoli e zucche in cucina

Perché cavoli e zucche? Sono piante concrete, domestiche e affidabili, di particolare bellezza nella loro rusticità. Sin dall'antichità, appartengono alle tradizioni culinarie di moltissimi popoli che ne hanno apprezzato il sapore e le virtù salutari. Oggi questi ortaggi comuni, facilmente reperibili ed economicamente accessibili, sono rivalutati per i loro effetti positivi e protettivi per l'organismo umano. Crescono negli orti con una certa facilità e senza la necessità di utilizzare sostanze chimiche, aiutandoci così a sviluppare il consumo di prodotti biologici, più sostenibili per la nostra salute e il mondo in cui viviamo.

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di Terra Nuova


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