Evitate le risposte, sono sempre sbagliate! Note Selvatiche

03/02/2016 di Gabriele Bindi

Cercare delle risposte belle e pronte è una malattia contagiosa. Chi cerca delle risposte per tutta la vita in fondo lo fa per una ragione sola: evitare le domande. Per fortuna c'è Gigi Marzullo che ci insegna come evitare le risposte. Attenzione agli ecofascisti...

Si faccia una domanda e si dia una risposta. È la frase più celebre, l’arma vincente di Gigi Marzullo, il re delle tenebre, il volto occhialuto e spettrale, che accompagna i nottambuli da salotto nelle braccia di Morfeo! La tecnica è ben definita: usare le parole migliori per neutralizzare l’ospite, stendere i telespettatori sul divano, rimboccargli le coperte. Un genio assoluto, Marzullo. La risposta dell’intervistato muore sul nascere, sotto il peso della domanda. Per la risposta non c’è più tempo, perché noi siamo già nel mondo dei sogni. “Ma la vita è un sogno o i sogni ci aiutano a vivere?”.

A uno che scrive su Terra Nuova capita spesso di essere consultato come l'oracolo di Delfi. Come se noi avessimo in mano la sfera di cristallo, la pietra filosofale, o chissà quale altro strumento magico. A questa sventura si può porre rimedio con la tecnica sofistica del marzullismo. Nelle arti marziali dell’antica Cina è uno stratagemma ben definito, quello che prevede di intorbidire le acque per far venire a galla i pesci. Sentite ancora Gigi che colpo del maestro: “Lei crede in quello che fa o fa quello in cui crede?”. Una domanda a cui non può seguire risposta. L’alternativa al marzullismo, ma qui si va davvero nelle sfere alte, sono nelle rivelazioni del profeta di Guzzanti: “la risposta è dentro di te, però è sbagliata!”.

In fondo Quelo aveva ragione: le risposte sono sempre sbagliate. Provvisorie, superficiali. Si trovano a buon mercato, stampate su ogni vetrina, nelle interviste radiofoniche, nei libri di scuola. Anche quelle che ci diamo, nel nostro dialogo interiore, sul lettino dello psicanalista, sono altrettanto effimere e banali. Se uno crede di aver trovato la risposta definitiva prima o poi dovrà ricredersi. Le risposte cambiano, ogni giorno ce n’è una diversa. Se si perde la sana abitudine di farsi delle domande ci si accorge ben presto che a cambiare non è solo l'idea di futuro, ma perfino quella di passato, che non è più così certa come pensavamo. Cambia quello che crediamo di essere, quello che vogliamo. Cambia il presente. A questo divenire non sfugge nemmeno il mondo medico scientifico: un giorno il vino fa bene, l’altro giorno ti fa morire di cirrosi. Il fluoro prima è dannoso, poi diventa indispensabile per i denti dei bambini. Il pesce oggi è salutare, domani ti stende secco a suon di metalli pesanti.

Chi vuole le risposte già pronte è destinato a cambiare ogni giorno scarpe, diete, chiesa, partito, a seguire come un pendolo gli opinion leader del momento. Credo che dovrebbe anche cambiare rivista. Chi cerca delle risposte per tutta la vita in fondo lo fa per una ragione sola: evitare le domande. E vive una vita misera. Guardatevi dunque di non diventare complici di questa carneficina: oggi il virus delle risposte ha contaminato anche il mondo della controinformazione. Me lo ha fatto osservare Simone, cuoco filosofo che si occupa di cibo, di linguaggi e di comunità: ogni anno in Italia escono un migliaio di libri di cucina. Tutti gli autori si presentano come esperti. E tutti ovviamente pretendono di avere ragione. Mille titoli per mille risposte diverse. La soluzione? Il fruttarismo. No, il crudismo. La Dukan. Anzi scusate, la paleodieta. Sappiamo che acqua e limone sciacquano le budella e depurano il fegato, ma ci vogliono altri testi sacri per imparare a mescolare queste due rare sostanze. Mentre il tofu si cucina in 51 modi diversi, né uno di più, né uno di meno, come no!

La sete del pubblico purtroppo non si placa mai: chi vuole risposte beve acqua di mare per dissetarsi. E rischia di fare danni. Perché è proprio qui nelle facili certezze, che nascono il razzismo, il fascismo, i fanatismi. Quello delle risposte preconfezionate è il mondo senza mezze misure dei tagliagola e dei kamikaze. Anche tutte le belle informazioni che diamo su questa rivista potrebbero venire distorte, estremizzate, usate contro qualcuno. C’è sempre chi ha bisogno di sputare sentenze: chi mangia formaggi avrà l’osteoporosi! La scuola pubblica fa schifo! I ricchi rovinano il mondo! Tutta colpa delle scie chimiche! I carnivori sono assassini!

Risposte vere, false, vere a metà. Ma vaglielo a spiegare agli ecofascisti! Hanno già lucidato le armi. Sono gli uomini perfetti, quelli che hanno le idee chiare, che adorano i grandi parolai, che dividono il mondo in buoni e cattivi. L’appello marzulliano è dedicato soprattutto a loro, a chi è sempre in cerca di una risposta dagli altri: fatevi una domanda, ogni tanto, almeno una, e rispondetevi da soli.

Valentina

29/03/2016 12:15

Vero.
"Mandiamoli a cagare i bulli e i vittimisti, gli indignati di mestiere, i fondamentalisti...il senso della vita e chi l'ha mai saputo.. Non dirmi cosa è giusto ma cosa ti è piaciuto.." Jovanotti
Il giorno in cui smetteremo di voler sapere cosa è giusto o sbagliato e piuttosto ci chiederemo che cosa veramente ci fa stare bene credo sarà possibile un profondo e grande cambiamento.

Dante

01/03/2016 16:54

È vero. Cerchiamo sempre risposte da fuori, da qualcuno. Come se vivere fosse un'arte da apprendere e non un impegno con noi stessi. Finiamo per essere dei consumisti di tante e spesso belle proposte che ci promettono la nostra salvezza e spesso la felicità. Le riflessioni di Gabriele Bindi le condivido, sono reali e giustamente un po' autocritiche. Alla fine rischia di vincere la nostra pigrizia, la nostra tentazione di prendere le scorciatoie.

Federico Barsanti

09/02/2016 10:34

Grazie per questo bellissimo articolo che aiuta a sciogliere un po' di crosta dall'incrostato. Illuminante e divertente, leggero e profondo.

Sabine Eck

05/02/2016 16:24

Articol stupendo! ...da divulgare.
I saggi hanno mai risposte pronte.... Magari dicono con tutta calma: "dipende".

gabriele

05/02/2016 11:28

Grazie Alessandro, abbiamo bisogno anche noi di un po' di aria fresca. Se non ci mettiamo un po' in discussione siamo finiti. Che le porte della fortezza restino aperte...torniamo sulle strade!

alessandro

04/02/2016 19:03

ciao redazione!
non sono solito a commenti di alcun genere su questa rivista, nonostante sia un assiduo lettore da diversi anni sia del formato cartaceo che di questo online.
volevo fare i miei più sinceri complimenti per quest'articolo, primo del suo genere a mio avviso, che apre nuove strade al vivere insieme.
un caro saluto, continuate così

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