Lettera aperta a Vandana Shiva I Semi e la Terra

22/10/2014 di Teodoro Margarita

La lettera che Civiltà Contadina scrive a Vandana Shiva per capire le motivazioni della sua partecipazione come testimonial della manifestazione Milano Expo 2015.

Lettera aperta a Vandana Shiva

Lettera aperta a Vandana Shiva

Domenica 12 ottobre 2014, alla presenza di  centinaia di persone provenienti da tutta Italia e non solo - era presente anche il rappresentante di La Via Campesina dal Sudafrica, espressione del mondo contadino più consapevole e radicale – alla Ri-Maflow, fabbrica occupata ed autogestita dai lavoratori, c'era il meglio di quanto si muove in Italia sul tema della nuova ruralità: dalla Rete degli Ecovillaggi alle fattorie occupate, dai contadini per scelta, ai giovani che hanno deciso di ritornare alla campagna, non mancavano nemmeno i Gas, i collettivi e i centri sociali. Questa partecipata e qualificata assemblea faceva seguito ad una grande manifestazione, circa tremila persone, tenutasi a Milano il giorno prima dal nome “Expo fa male”.

In qualità di dirigente di Civiltà contadina - sono stato anche il presidente dell'associazione nazionale di seedsaver, salvatori di semi - nel mio intervento ho chiesto pubblicamente chiarezza tra le molte ambiguità e dubbie partecipazioni che ruotano intorno all'Expo, e soprattutto il perché un personaggio importante della caratura di Vandana Shiva abbia deciso di far da testimonial  a questo evento.
Senza ricordare i recenti arresti - a dimostrazioni dell'intreccio criminale tra 'ndrangheta, mafia del cemento – il motto di Milano Expo “Nutrire il pianeta. Energia per la vita” prende forma con 1800 ettari di buona terra  seppelliti da una coltre di asfalto e cemento, tra costruzioni, strade ed autostrade, tangenziali inutili, con centinaia di contadini espropriati. Una buona terra, terra della pianura padana, di prima classe, sepolta per sempre da queste opere per Expo.
Proprio intorno a questi espropri e contro la costruzione di queste tangenziali sono nate, in ogni paese intorno all'area, associazioni, comitati e collettivi che lottano per resistere a questa devastazione immane. Una prima vittoria è già stata ottenuta, suffragata dall'azione della magistratura: la ditta Maltauro che sta effettuando i lavori per la contestatissima via d'acqua e i suoi dirigenti sono stati indagati per malversazioni varie, con il sospetto di infiltrazioni criminali.
Il Comitato “No canal” ha visto dimostrate dalla magistratura le sue denunce sul seppellimento di rifiuti tossici a latere di quei lavori. Sulla stampa si possono trovare articoli e servizi in abbondanza. Fosse solamente per questo, ci saremmo aspettati di trovare Vandana Shiva dalla nostra parte.
Ce la immaginavamo, come Josè Bovè, come altri grandi dirigenti di movimenti contadini nel mondo a difendere queste terre minacciate, distrutte da Expo... invece, è lì, su YouTube a far da testimonial e parlare di necessità di “nutrire il pianeta”.
Quale pianeta?
Ne esiste solo uno, e quei poteri che stanno dando vita ad Expo stanno lo vogliono morto, plastificato, cementificato, vogliono i suoi contadini schiavi ed asserviti. Il loro grande lavoro di greenwashing utilizza parole quali “Nutrire il pianeta”... Chi? La Nestlè?
Ma abbiamo dimenticato che perfino l'Oms, l'organizzazione mondiale della sanità, ha condannato questa multinazionale per aver spinto il consumo di latte in polvere nel terzo mondo dove non c'è acqua pulita affinché le madri possano allungare il latte in polvere senza avvelenare i propri bambini?
Nestlè intanto all'Expo si rifà la faccia con il suo padiglione svizzero: torri enormi, piattaforme ricolme di beni di consumo tipicamente elvetici come l'acqua minerale, rondelle di mela, dosi di caffè... man mano che i consumatori ne prendono - sono gratis - le torri si abbassano e questo dovrebbe, nella comunicazione orwelliana della Nestlè “servire a far capire che le risorse del pianeta sono limitate”... ma davvero? Ma chi sta proponendo acqua minerale della quale non c'è assolutamente bisogno?  Ci siamo dimenticati tutte le campagne per l'acqua pubblica, l'acqua del rubinetto? Cosa c'è di etico, di ecologico in tutto questo?  Per non parlare della DuPont, produttore di ogm, nel padiglione Usa.
Quella domenica di ottobre, alla RiMaflow, ci sono stati tantissimi interventi, analisi approfondite e lucidi molto dettagliati su questa “Expo universale” - in rete si trova tutto, tutta la verità che è stata volutamente celata e occultata.

Expo sarà la pietra tombale sulla biodiversità europea, la porta spalancata al transgenico: noi riteniamo quindi che l'uso di personaggi come Vandana Shiva serva ad indorare la pillola e siano il tocco più raffinato a questo maquillage intorno a quella losca operazione a nome Expo.

Altri, li abbiamo sentiti di persona, come il regista Ermanno Olmi , e pubblicamente hanno espresso il loro desiderio di volersi ritirare da questo ruolo di “Ambassador” di Expo.
Lei, Vandana Shiva, ha un ufficio a Firenze, Navdanya ha una sezione italiana, possibile che i suoi responsabili per l'Italia non le abbiano detto nulla?
Questa lettera aperta, signora Vandana Shiva esige una risposta.
Noi ci aspettiamo che giunga presto alle sue orecchie: infinite analisi, libri e documentazioni sono a sua disposizione per capire, valutare, decidere.
Sappia che noi - variegato mondo di seedsaver, contadini per scelta, collettivi e Gas - siamo un mondo in marcia per una vita libera il più possibile dal profitto, siamo irriducibili ed appassionati, innamorati della Terra; abbiamo letto, studiato e assimilato che “small is beautiful”, crediamo nella convivialità, nelle comunità, nei rapporti di vicinato, nelle medicine dolci.

A noi che abbiamo una visione olistica del mondo interessa molto una sua risposta.
E confidiamo in questa, qualunque essa sia, per radicarci ulteriormente nei territori, nei luoghi nei quali viviamo e coltiviamo, nelle campagne e città d'Italia, luoghi contro i quali Expo 2015 si appresta a sparare con milioni e milioni di euro spesi in comunicazione, una campagna di offuscamento, di seppellimento che non ha eguali.
Noi abbiamo intuito, ben prima che questo evento si manifestasse, le implicazioni planetarie e letali sulle sorti dell'agricoltura mondiale. Dopo Expo nulla sarà come prima.
E ci permetta di dirlo, è solamente grazie al nostro lavoro di controinformazione, al nostro faticoso e tenace lavoro di squadra che, alla fine, qualche buon seme (non Ogm) si salverà.
Ci aspettiamo una risposta e che Lei voglia incontrarci.
Ci siamo formati sui suoi libri, come su quelli di altri grandi nomi come Commoner, Bookchin, Illich... non ci deluda.
Saluti di terra e di semi

Giovanna Bonfili

17/05/2015 00:14

Carissimo condivido in pieno il tuo punto di vista...è come per il Dai Lama andare ad esporre le sue critiche in Cina...La capitolazione del mito Vandana...che ritiene di poter comunicare nell'interno della cornice del nemico...quindi accetta il compromesso irreversibilmente...

Teodoro Margarita

08/11/2014 07:24

Caro Giannozzo,
troppo profonde le tue ragioni. E' giusto che ciascuno non pretenda di ridurre gli altri a sè. Si combatte una battaglia comune ed il nemico, che tale per me sono le corporations, lo si aggredisce e indebolisce da lati e con armi diverse. Ma io mi ritrovo a lottare sul fronte lombardo e i miei compagni devono ad Expo una serie infinita di aggressioni che non permettono e non permetteranno riconciliazione. Come si fa, e sarebbe il minimo, a liberare 1800 ettari da asfalto e cemento? Per cui tutto ciò che sapeva di ambiguità, di greenwashing molto sofisticato, lo stiamo attaccando. Fa parte del nostre percorso, è la nostra storia su questo territorio. Vandana Shiva è un'icona e quando non scende sul terreno a parlare, dibattere con i militanti, tale resta. Lascami dire che senza la Confederation Paysanne, 50mila contadini associati, forti, radicati su tutta la Francia, Josè Bovè non sarebbe andato da nessuna parte ed egli è stato accolto da duecentomila persone sul Larzac, e c'ero anch'io, quando è spuntato, libero, sul palco a ringraziare per avere lottato il suo sindacato di base. Ora, in Francia, esistono sempre i Faucheurs volontaires ed agiscono alla luce del sole, senza passamontagna e eradicano campi Ogm. E' la nostra modalità di agire. Costruire un movimento, e chi lo rappresenta deve rendere conto. Come Joao Pedro Stedile che alla Ri-Maflow ha detto " Il Movimento Sem Terra non ha segretari perchè avere dei capi significa indicare all'avverasrio chi si deve corrompere" è stato un oceano di applausi. Ma Joao Pedro è un dirigente dei Sem Terra, Lo è, indubbiamente. Si tratta di questo, Giannozzo. Vorremmo Vandana Shiva tra noi, una volta, ad una riunione della rete No-Expo, sarebbe trattata con amicizia e venerazione, lei direbbe le sue ragioni. Stai certo che la componente femminile, ho tante mail a testimoniarlo, la adora e noi, le donne, abbiamo imparato ad ascoltarle.
Un abbraccio. Teodoro.

Giannozzo Pucci

06/11/2014 20:42

Caro Teodoro,
ho piena fiducia in Vandana, sono certo che lei sta dando più noia di me e di molti di noi alle corporazioni del biotec come dimostra l'articolo del New Yorker e quelli che gli hanno fatto eco. Se lei ha deciso di muoversi diversamente da noi vuol dire che ha le sue ragioni sicuramente molto efficaci, almeno finora. Voglio superare la logica del partito in cui tutti come un sol uomo seguono contemporaneamente la linea di una perfetta logica razionale, una proiezione geometrica sul foglio di una catena di idee perfette, chiare e distinte. Se siamo un organismo che sta insieme, che ha un'anima sola, che ha fiducia l'uno nell'altro, il nostro modo di combattere non è di militare con un unico generale. Ogni parte fa, coi suoi tempi e modi, la sua battaglia, che poi vista dall'alto è una rete. Come dice il manifesto del Fronte di Liberazione del Contadino impazzito? "Lascia molte più tracce del necessario, alcune nella direzione sbagliata." Ti chiedo più fiducia e più creatività di fuoco contro quella realtà tentacolare che sono le corporazioni biotec e la cultura che finanziano e ed esprimono.
So bene che i tuoi ragionamenti su Vandana dalla prospettiva in cui ti poni non fanno una grinza, ma non c'è peggiore errore che la verità meno uno. E quell'uno che manca è la fiducia, la certezza che lei parlerà non quando lo deciderai tu o qualcun altro, ma come e quando lei lo riterrà meglio agli effetti della nostra visione comune. Uno dei metodi seguiti dai nemici del genere umano comunque si chiamino, ad esempio tutti coloro che considerano un ostacolo al commercio il principio di precauzione, è il seguente: colpisci il pastore e saranno disperse le pecore. Per questo è necessario che, in consonanza con Vandana, vengano fuori gli altri "pastori" che esistono ma che si manifestano sempre più fortemente tali nella misura in cui riescono a far crescere in vitalità e forza la rete di un movimento che non potrà essere disperso colpendo i suoi pastori.
Fra noi veterani esiste anche una febbre particolare che è l'influenza del pioniere, la quale ci fa essere un po' esclusivi nei nostri ragionamenti. Intorno a Vandana ho sentito delle antipatie da influenza dei pionieri per cui qualsiasi cosa faccia c'è sempre dietro l'angolo qualche verde invecchiato che si sente di avere più quarti di nobiltà italiana e sta sempre con la matita rossa o blu. Questo non sei tu, ma anche per questo motivo preferisco l'atteggiamento fiducioso di chi fa il suo senza criticare chi, del suo movimento, sceglie altre strade.
Un caro saluto
Giannozzo Pucci

Teodoro Margarita

26/10/2014 10:37

Caro Giannozzo, Vandana Shiva è testimonial, consapevole, lo ha ribadito, giovedi 23 ottobre 2014 ad Eleonora Martini, speciale su Il Manifesto, ha esposto le sue ragioni, magari da voi condivise, e sarebbero rispettabili. Perchè no? Se lei vuole stare dentro quell'evento che ritiene di poter, con la sua credibilità e visibilità di influenzare positivamente, è un suo pieno diritto e nessuno lo mette in discussione. Ma io, noi e siamo decine e decine di realtà, migliaia di persone, seedsaver, contadini, attivisti, ci stiamo battendo contro Expo in quanto ladra di terra fertile, in quanto veicolo, preminente di perniciose iddee su una gro-tecno-bioagricoltura che avversiamo. Noi intendiamo palesare le ambiguità intrinseche all'evento e non possiamo e nè dobbiamo tacere. Anche Slow Food fa parte, ha scelto di far parte di quell'evento. Noi, movimento No expo con la poca visibilità che abbiamo facciamo il nostro coerente lavoro di formiche. Quanto a te Giannozzo, ti conosco e ti stimo da oltre vent'anni, non è affatto in questione la tua limpida posizione contro contro il moloch agroindustraile e chi si sogna di farlo, semplicemente, abbiamo rilevato una contraddizione. Noi vorremmo che Vandana Shiva fosse alla nostra testa. Ma, di fatto, da diversi mesi, mentre in giugno Ermanno Olmi, pubblicamente, noi c'eravamo, ha attaccato con veemenza Expo, da vandana non abbiamo sentito frasi simili. Tutto qui. Aspettiamo sue risposte. Non siamo in grado e nemmeno vogliamo "processare" nessuno, a questo ci pensa il Nw Yorker o il Corriere, noi non abbiamo questa "potenza di fuoco". Vorremmo soltanto chiarimenti e farlo pubblicamente non è una colpa. Vandana Shiva, ancorchè più famosa, è una militante, come noi, ha quindi, una responsabilità maggiore. Un abbraccio e un saluto fraterno. Ti ricorderai di me, esordi delle Liste Verdi e Aam Terra Nuova, primi anni Ottanta. Teodoro

Oliver Haag

26/10/2014 02:28

Ho grandissima stima per Vandana ma francamente non comprendo la sua partecipazione in veste di testimonial a Expo2015 per cui sottoscrivo la lettera aperta di Teodoro.

Giannozzo Pucci

25/10/2014 11:13

Caro Teodoro, sono d'accordo e l'ho saputo solo stamattina perché le cose che succedono sono tante e non si può star dietro a tutto in tempo reale, ma quello che non condivido è la tua presa di posizione pubblica come primo passo, perché Vandana è parte di noi e un punto forte del nostro movimento, se non vogliamo fare karakiri in un periodo in cui le corporazioni hanno cominciato a distruggere la sua credibilità e paradossalmente attaccarla anche per il ruolo di ambasciatore dell'EXPO 15, parliamone prima fra noi a voce e cerchiamo i passi migliori da fare. Giannozzo Pucci

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