A cavallo tra il 2015 ed il 2016: "La notte senza tempo..." Ed Il rito continua! Riconoscersi in ciò che è

14/12/2015 di Paolo D'Arpini

Dopo 30 anni che si ripete, il rito della Notte Senza Tempo è ancora fresco e nuovo, come si evince dal titolo, è appunto "senza tempo".

A cavallo tra il 2015 ed il 2016: "La notte senza tempo..." Ed Il rito continua!

Ricordo, quando questa tradizione, lanciata dal Circolo vegetariano VV.TT., era ancora ai primordi, a quel tempo eravamo a Calcata, nella valle del Treja e sentivamo il bisogno di portare il messaggio dell'ecologia anche in forme ludiche, nelle ricorrenze festaiole ormai consolidate, com'è appunto il 31 dicembre.

Così pensammo di organizzare il capodanno alternativo, senza festoni né mortaretti, né brindisi, né cenoni, né luminarie... insomma una nottata all'insegna della riscoperta del nostro habitat e del tempo in cui ci si trova. E l'idea maturò in una esplorazione notturna del territorio, in qualsiasi condizione atmosferica, con la pioggia, la neve, il vento, il ghiaccio che scricchiola sotto i piedi, oppure con la luna piena, con il tepore di un focherello acceso nella notte, con le lacrime e la gioia per aver compreso il messaggio: "Siamo vivi, siamo presenti!"

Ma la Notte senza Tempo è anche uno scherzo, un imbroglio, un modo per attirare quelli che si fermano al guado, ma che vengono abbacinati dal messaggio di una nuova dimensione magica, aldilà della realtà virtuale e della società dei consumi. L'uomo ha bisogno ancora di magia di poesia di trasgressione. Ma non la trasgressione delle pasticche strizza cervelli o del sesso sbrigativo fatto al cesso, non la magia del mago Otelma e delle figurine new age, non lo scaricamento isterico della tensione e la finta condivisione di facebook, non lo stappamento di bottiglie di champagne ammuffite dalla consuetudine...

Ci vuole una vera magia, una vera trasgressione, una vera presenza, la presenza nella natura che ci è madre, che tutti ci accomuna, la consapevolezza di essere vivi.

Così anche quest'anno lo scherzo si ripete.

Stavolta saremo a Ca Lamari di Montecorone, un luogo fra cielo e terra, che alcuni dei nostri amici ecologisti già conoscono perché vi abbiamo organizzato la celebrazione del Solstizio Estivo, e cosa c'è di meglio di trascorrervi anche i giorni del solstizio invernale?

La casa in pietra di Pietro ci accoglierà la sera del 31 dicembre 2015 per condividere il cibo vegetariano da ognuno portato, non mancherà una polenta calda cotta sulla stufa a legna e nemmeno le lenticchie tradizionali con un bicchiere di vino rosso.

Poi giù nella valle, a godere la frescura e poi davanti al fuoco per compiere il rito finale, quello dei buoni propositi per il 2016.

Paolo D Arpini

21/12/2015 11:40

Come Raggiungere Ca’ Lamari: In auto: Da Bologna o da Modena andare a Vignola e da qui prendere la strada provinciale per Zocca, passando da Guiglia. Dopo Guiglia proseguire verso Zocca e superata la frazione chiamata Rocca Malatina, dopo circa 1 chilometro la strada curva a destra ma prima della curva a sinistra si vedrà il cartello che indica Via Lamari, mentre a destra si vede la traversa chiamata Via Tintoria, dirigersi con l’auto in Via Tintoria e parcheggiare dove si può e poi prendere Via Lamari a piedi. La casa di Pietro è la seconda lungo la strada a circa 400 metri dal bivio.

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