Attuazione bioregionale e considerazioni sul cambiamento possibile Riconoscersi in ciò che è

18/01/2018 di Lorenzo Merlo

"Dopo aver magnato, magnato e ben bevuto, ora siamo al rifiuto di ciò che abbiamo avuto." -  Siamo a proporlo come soluzione, anche a chi ancora non ne ha abbastanza e anche a chi non ne ha avuto per niente.

Attuazione bioregionale e considerazioni sul cambiamento possibile

Effettivamente condivido il pensiero che è l’esigenza che produce l’intelligenza. Prima ne avevamo una ora ne abbiamo un’altra.

Ognuno arriva con la propria. Ognuno non ritiene accettabile castrarla. Ognuno non ritiene dignitoso sottomettersi all’altrui. La frammentazione e l’impossibilità di aggregare  si frappongono all'attuazione ecologista e bioregionale.

Non è ancora il momento giusto?

Manca un esteta, cioè un "leader"?

Siamo rigonfi di saperi tecnici e crediamo bastino anche ad unire gli spiriti?

Chi è già passato all'ascetismo, visto che anche solo telefonare contraddice le intenzioni di fondo?

Chi è in grado di riconoscere – e accreditare – l’intelligenza/esigenza che ci ha portato qua?

Il movimento hippy non ci parlava mezzo secolo fa di cose che ora urliamo come nostre?

Se in 50 anni lo standard che possiamo vantare è in buona misura da noi tutto criticabile, che significa? Che chi ci ha preceduto era totalmente inetto? O che le dinamiche hanno permesso tanto e non tanto altro?

Ora siamo noi al cospetto delle dinamiche. Siamo noi a chiederci come unire gli spiriti e a domandarci se un esteta serva più di un competente.

La soluzione è nella musica e la prenderà chi la danza.

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