Cambiamenti per una vita bioregionale Riconoscersi in ciò che è

21/05/2015 di Caterina Regazzi - caterina.regazzi@alice.it

I cambiamenti in atto sono tanti e sono sotto gli occhi di tutti noi: le persone, forse complice anche la crisi, (che non è una parola con un significato negativo, ma appunto una parola che sottintende la necessità di aggiustamenti), sono più attente ai consumi, specie a quelli alimentari, ma non solo. C'è un settore in forte crescita, che è quello del biologico. Le persone hanno voglia di dedicare più tempo e più risorse a procurarsi un cibo che sia più in sintonia con l'organismo umano e con l'ambiente.

Cambiamenti per una vita bioregionale

Cambiamenti per una vita bioregionale

Nei decenni del boom economico avevamo imparato che potevamo avere cibo di tutti i tipi in abbondanza e a poco prezzo, ma a prezzo (sembra un gioco di parole) della nostra salute fisica e mentale e di quella dell'ambiente. L'importante era produrre di più con la scusa di "nutrire gli affamati" e torna in mente lo slogan "Nutrire il Pianeta" dell'EXPO 2015... ancora ci raccontano la favola della fame nel mondo come se le morti per fame che disgraziatamente forse ancora esistono, dipendessero dalla scarsa redditività delle nostre colture e non dalla dissennatezza dei governi che comandano in questi luoghi sfortunati della terra, che non trovano di meglio che farsi guerre tra tribù e bande rivali, spendendo cifre abnormi per armamenti e in costi umani e rubare dalle casse statali per il proprio tornaconto personale... e allora giù con i pesticidi, i diserbanti ed i concimi chimici.

Le produzioni in esubero per noi occidentali vengono poi per caso devolute in beneficenza ai paesi poveri? Non c'è dubbio, anzi, c'è un gran da fare nella ricerca di nuovi sbocchi per esportare queste "eccedenze", soprattutto se di pregio (prodotti di origine animale come formaggi e salumi).

E' vero che la specie umana si è diffusa sul pianeta in maniera abnorme, popolando ogni angolo dai deserti ai ghiacci artici, ma chi ce l'ha fatto fare? Come le popolazioni animali se lasciate in libertà si autoregolano, aumentando e diminuendo a seconda delle risorse disponibili, così dovrebbe fare l'uomo, senza voler riprodurre e mantenere gli individui umani sempre e comunque, anche in difetto di salute e di cibo. Ma non voglio fare un discorso catastrofista.

La coscienza dell'essere umano dovrebbe aumentare fino a portare spontaneamente ad una riduzione delle nascite, soprattutto nelle zone dove questo problema comincia a farsi sentire ( anche per il discorso dei posti di lavoro, che meriterebbe comunque un discorso a parte: il lavoro ci sarebbe per tutti, basterebbe che ognuno facesse un po' e non che chi ce l'ha deve lavorare 8 ore al giorno e chi non ce l'ha deve farsi mantenere con i sussidi...).

Questi ed altri argomenti potrebbero essere facilmente affrontati e risolti applicando l'ecologia profonda e il bioregionalismo ed un tocco di spiritualità laica potrebbe far si che tutti questi problemi venissero affrontati pensando che siamo su questa Terra di passaggio ma che forse c'eravamo anche prima e forse dopo, ma che comunque, anche se non ci crediamo, il nostro spirito è lo stesso che anima tutti gli altri esseri viventi e non solo e che siamo tutti una unica grande famiglia che si arrabatta per vivere secondo un programma che ci è stato impartito nei secoli, dall'egoismo e avidità umani e di cui faremmo bene a sbarazzarci.

Quante attività inutili, quanti pensieri negativi inutili e dannosi, che ci animano, spesso dal mattino quando ci svegliamo!

E pensare che la vita potrebbe essere ed è sempre così bella e varia, stimolante, se riusciamo a scorgere negli occhi del nostro vicino, dei nostri compagni, figli, genitori, noi stessi, il nostro Sé!
 

caterina

21/05/2015 13:54

Di questi temi se ne parlerà durante l'Incontro Collettivo Ecologista 2015
Incontro Collettivo Ecologista 2015
Ca' Lamari, Montecorone di Zocca (Modena)

20 giugno 2015:
Dal mattino accoglienza dei viaggiatori che vengono da lontano e si sistemano e fanno amicizia con il luogo ed i suoi abitanti. Pic-nic al sacco autogestito
Ore 16 – Primo giro di condivisione con il bastone della parola, facilitatore Paolo
Ore 18 - Escursione erboristica nei dintorni alla ricerca di fiori ed erbe per la preparazione dell'acqua benedetta solstiziale, accompagnatrice Nelly
Ore 19.30 – Cena condivisa all'aperto con il cibo da ognuno portato e con l'integrazione di pane cotto al forno a legna, insalata rustica etc. a cura di Monica C.
Ore 21 – Accensione del fuoco rituale nell'aia. Danza sciamanica e salto del fuoco, a cura di Pietro di Tolè
Ore 22 – Osservazione delle stelle, mantra e meditazione

21 giugno 2015:
Ore 9.30 – Gita a piedi nel bosco fino a Montecorone, conduce Pietro
Ore 10.30 - Panoramica dalla piazza su Sasso di Sant'Andrea, e giro di condivisione con il bastone della parola attorno ad un quecia centenaria, facilitatore Sergio
Ore 12.30 – Ritorno a Ca' Lamari e pranzo bioregionale a cura di Monica C.
Ore 15.30 – Esperimenti di ecopsicologia corporea a cura di Monica F.
Ore 16.30 – Giro di condivione con il bastone della parola e presentazione del nuovo numero di "Quaderni di Vita Bioregionale 2015", facilitatrice Caterina
Ore 18.30 - Conclusioni e scambio indirizzi. Per chi resta musica e danze agresti

Partecipazioni: La partecipazione al Collettivo Ecologista è libera e volontaria, la manifestazione non è coperta da polizza assicurativa. Si richiede una compartecipazione ai lavori comunitari ed il rispetto dei luoghi e delle norme di convivenza ecologista. A chi usufruisce della mensa prandiale sarà richiesto un piccolo contributo forfettario. Si potrà pernottare a Ca' Lamari venendo muniti di sacco a pelo. Possibilità di montare la propria tenda. Per le spese generali girerà un cappello.

Come Raggiungere Ca' Lamari: In treno – Da Bologna o Modena prendere il treno locale per Vignola. Da lì recarsi alla fermata autobus che si trova in centro città (tra Acquerello e Pegaso), partenza autobus per Zocca: 8.10 – 10.20 – 12.10 – 13.10 – 17.40 – 18.45. Scendere a fermata Sassi (subito dopo Rocca Malatina), poi imboccare Via Lamari e proseguire sino alla casa di Pietro. - In auto: Da bologna o da Modena andare a Vignola e da qui prendere la strada provinciale per Zocca, passando da Guiglia. Dopo Guiglia proseguire verso Zocca e superata la frazione chiamata Rocca Malatina, dopo circa 1 chilometro la strada curva a destra ma prima della curva a sinistra si vedrà il cartello che indica Via Lamari, mentre a destra si vede la traversa chiamata Via Tintoria, dirigersi con l'auto in Via Tintoria e parcheggiare dove si può e poi prendere Via Lamari a piedi. La casa di Pietro è la seconda lungo la strada a circa 400 metri dal bivio.

Condivisioni: Durante i due giorni dell'Incontro sarà possibile esporre e scambiare le proprie autoproduzioni artigianali ed artistiche: libri, riviste, oggetti d'uso, conserve e oli, etc.

Per info. sui programmi: bioregionalismo.treia@gmail.com – Cell. 333.6023090
Per info. logistiche: Tel.: 059/989639 - 340.2148222

caterina

21/05/2015 13:48

Siete tutti invitati al Collettivo Ecologista del 20 e 21 giugno a Montecorone!

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