Memoria di un rapporto tra personeumane: una donna e una cagnetta Riconoscersi in ciò che è

03/07/2018 di Caterina Regazzi

Tra una persona e un cane può crearsi un legame profondissimo... vivere sulla propria pelle questo legame è una delle cose più belle che ci possa capitare, anche se quando se ne vanno, questi amici ci lasciano un vuoto incolmabile.

Memoria di un rapporto tra personeumane: una donna e una cagnetta. Amici a quattro zampe

Non è facile raccontare di una convivenza durata 15 anni. Una convivenza con un cane. Una cagnetta, 11 o 12 chili di peso, colore bianco e marrone, orecchie all'ingiù, pelo semilungo, coda vaporosa, odore delicato, occhi grandi e dolci; nome: Magò.

Non è facile perché anche solo scrivere queste prime parole, e quindi ricordare di lei che non c'è più, mi suscita lacrime. Non è facile perché tornano alla mente sensazioni ed emozioni buone ma anche meno buone, di cui alcune si vorrebbero nascondere, si vorrebbe non averle mai provate.

Come in una vera convivenza con una persona umana ci sono momenti di gioia e amore e momenti di buio e di insofferenza, con la differenza che, con un umano, anche il più vicino, con il tuo compagno o con tua figlia ci sono anche momenti di distacco lunghi, che consideri normali, mentre con lei i momenti di separazione (esclusi quelli per il lavoro che erano di poche ore) sono stati veramente pochi nei nostri 15 anni di vita assieme.

Anzi, quando Viola non c'era, quando Paolo non c'era, quando non c'erano più i miei genitori, quando non c'erano amici, lei c'era sempre. E sempre felice (anche se non era un cane che sprizzava gioia) di stare con me, sempre nella stessa stanza o fuori in passeggiata, tutte le volte che la portavo con me.

Era un cane discreto, una scodinzolata e qualche saltello quando arrivavo a casa dal lavoro; ma quando salivo la scala dal garage a casa, difficilmente non spuntava dall'alto il suo muso dolce.

Le sue posizioni erano sempre le stesse, a seconda di dove stavo io: sul divano quando stavo in sala, sul suo cuscino in camera da letto o a terra quando faceva molto caldo.

Quando io e Viola siamo andate al canile a cercare un cane, ci siamo subito innamorate di quegli occhi grandi, dolci e un po' tristi, che ci erano sembrati verdi. Dopo averla portata a casa, nei primi tempi mi ero quasi pentita: se rimanevo in casa non era possibile che stesse da sola in una stanza e io in un'altra, così ben presto ha trovato posto sempre dove ero io. Non doveva mai esserci una porta chiusa tra me e lei. Se io mi chiudevo in camera per fare una telefonata riservata, lei si metteva fuori a uggiolare finché le aprivo la porta.

Solo la sua mancanza, ora, mi fa capire quanto ormai facesse parte di me. Nella casa dove ormai abito da 14 anni lei c'è sempre stata, da quando sto con Paolo (9 anni) lei c'è sempre stata, sono state rare le volte in cui non l'ho portata con me (ad esempio a Calcata o a Treia se ci restavo per pochi giorni), e quando l'ho fatto è stato sempre per risparmiarle lo stress del viaggio, che per lei era grande e di conseguenza lo diventava anche per me.

La sua asocialità nei confronti degli altri cani, che io non ho saputo «guarire», ha fatto sì che forse abbia avuto più esperienze «umane» che «canine». Non credo abbia mai creato problemi quelle poche volte che l'ho lasciata con amici per qualche giorno: Mara ed Eugenia, Rosalba (con Diana), Mariapia, Fabrizio, Liliana (e le loro cagnoline). Non socializzava con gli altri cani ma neppure li disturbava.

Per certi versi mi assomigliava, forse assomigliava in particolare alla me di 15 anni fa. Per questo ci siamo scelte e amalgamate. Spero nel frattempo di essere un po' cresciuta.

Mi ha insegnato l'amore incondizionato e, con qualche difficoltà, la pazienza, ma me ne sono resa conto solo alla fine. Spero di averle dato abbastanza affetto, mai quanto quello che lei provava per me.

Mi lascia un delicato sentimento di nostalgia che sta maturando in questi giorni. Sono cinque giorni che manca e da una parte a volte mi sembra di sentire ancora il ticchettio delle sue unghie sul pavimento, a volte mi sembra che non ci sia più già da tanto tempo.

Purtroppo non credo a tutte quelle storie di ponti dell'arcobaleno, ma credo che anche un cane che viene a mancare, se hai avuto con lui un rapporto come è stato il nostro, lo porti nel cuore per la vita.

dolce Magò grazia

04/07/2018 11:36

dolce come la sua mamma Caterina che sa esprimere così bene i sentimenti...quando guardo la mia gattina Pussi a volte mi viene una tristezza pensando che forse sarà lei a lasciarmi e ricordo le volte che ho perso il mio micio e ci ho fatto sempre una malattia...voglio credere che ci ritroveremo nell'altra dimensione uniti nel Grande Spirito.
bacioni . Grazia

Condoglianze MARCO BRACCI

04/07/2018 10:23

A volte mi son chiesto "Perché certi animali, a cui ci affezioniamo tanto, hanno una vita così breve, per cui, nel corso della nostra, ne prendiamo più di uno e ogni volta che ci lasciano dobbiamo soffrire?" Beh, l'unica risposta plausibile che mi sono dato è: "Perché tramite questo dolore possiamo riconoscere il dolore della nostra anima per essersi allontanata dalla Patria Eterna, da cui tutti proveniamo, affinché, prima o poi, ci decidiamo a rimetterci in cammino per ritornarci."

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