Autocostruzione ecologica

Alcune indicazioni di base sulle norme esistenti in merito all'autocostruzione ecologica.

26 Giugno 2019
Autocostruzione e riso. Bioedilizia

In Italia l'autocostruzione è permessa, ma viene spesso a trovarsi in una zona grigia dal punto di vista normativo.

In genere, la legge stabilisce che in edilizia vadano utilizzati materiali marcati CE, cioè prodotti che sono stati testati e "trasformati in numeri": coefficienti di isolamento termico, resistenze e altro ancora. La fornitura marchiata garantisce l'uniformità del materiale e delle prestazioni.

Come privati è possibile comprare dei prodotti, ad esempio intonaci premiscelati e certificati, ed eseguire la posa in proprio. È consigliabile comunque farsi affiancare da qualcuno che l'ha già fatto, almeno nelle prime fasi. Bisogna prestare attenzione ai tempi di asciugatura e alla compattazione degli intonaci.

Se si decide di fare tutto da sé, si possono comprare i materiali in una riseria, acquistare la calce in fornace e cavare la terra nel giardino. Conviene essere prudenti, non esistono ricette universali, le proporzioni fra leganti e inerti variano a seconda dei materiali a disposizione e vanno fatte prove in cantiere per formulare intonaci che non crepino o isolanti che non creino condense all'interno del muro. Autocostruire non deve far rima con improvvisare!
Rifare decine di metri quadri di intonaco può essere faticoso e per nulla economico.

Anche per il montaggio di balle di paglia è bene farsi assistere da persone con esperienza, non è sufficiente posare le ballette una sopra l'altra. Si devono comprimere a sufficienza in modo che il volume non cali con il tempo e non si generino crepe negli intonaci.

È consigliabile intonacare la paglia in un periodo appropriato in modo che le malte asciughino abbastanza rapidamente così da non creare ristagni di umidità che favoriscono la creazione di insetti e marciumi.

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Brano tratto dall'articolo Dal chicco di riso alla casa ecologica

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La balla di paglia, come materiale di costruzione, garantisce una notevole riduzione dei costi e dei consumi energetici, grazie alle eccellenti caratteristiche di isolamento termico. I primi edifici risalgono alla fine dell'Ottocento e si devono ai coloni inglesi delle pianure del Nebraska, i quali in mancanza di pietre e di legname utilizzarono con successo balle di paglia per costruire le loro case. Tale tecnica prosperò fino agli anni quaranta quando la diffusione del cemento ne causò il graduale declino.

Attualmente, in tutto il mondo, vengono costruiti circa 1000 nuovi edifici in paglia all'anno. In Italia, uno dei primi fabbricati in balle di paglia è stato realizzato nel comune di Pramaggiore (Ve): si tratta di un'abitazione su due piani, ognuno dei quali ha un'estensione di circa 140 metri quadri. L'edificio, munito di regolare permesso a costruire, è stato realizzato da Stefano Soldati, allievo di Barbara Jones. Egli stesso ha partecipato alla costruzione di una decina di edifici in balle di paglia in diversi paesi europei.

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