Come prendersi cura delle piante: l'annaffiatura

Per prendersi cura al meglio delle proprie piante da appartamento è necessario prestare attenzione alle loro esigenze, soprattutto in fatto di necessità d'acqua. Ecco qualche consiglio utile per imparare a annaffiarle nel modo corretto.

04 Dicembre 2018
Come prendersi cura delle piante: l'annaffiatura. Piante da appartamento

Lo scopo di ogni sistema o pratica di irrigazione è mantenere il terreno umido, né saturo né asciutto.
Il marciume radicale provocato da un’eccessiva umidità è la principale causa di morte delle piante in vaso, sia poste in ambienti chiusi sia all’aperto, e questo fatto, più di qualsiasi altra considerazione, ci fa capire che fornire la giusta quantità di acqua non è facile come sembra, e che la maggior parte delle persone è troppo generosa.

Non tutte le piante hanno lo stesso fabbisogno idrico. Ad alcune, come i banani, serve tantissima acqua, mentre altre, come molti tipi di cactus, morirebbero in fretta se venisse data loro la stessa quantità di acqua di un banano.

Non annaffiate mai le vostre piante da appartamento con acqua fredda di rubinetto: l’acqua fredda è uno shock per la maggior parte delle piante. Usate sempre acqua fresca o tiepida, né calda né fredda. Una tecnica utile consiste nel riempire d’acqua una brocca o una caraffa, per poi lasciarla riposare tutta la notte finché non diventa a temperatura ambiente. Oppure potete aprire l’acqua calda solo un po’ e riscaldare l’acqua fredda.

Quando annaffiare?

Per capire quando le vostre piante hanno bisogno di acqua, vi basta un dito. Il terriccio asciutto sulla superficie del vaso sarà a temperatura ambiente: inserite un dito nella terra fino a quando con la sua punta non troverete della terra fresca e umida, e a quel punto misurate la profondità del terriccio asciutto.

Se non vi fidate delle vostre dita, o anche solo se non volete sporcarvi, esistono molti strumenti per capire quando annaffiare una pianta, come ad esempio sonde a batteria da inserire nel vaso.
Queste sonde possiedono un ago indicatore posto su un misuratore o su un display digitale, ciascuno dei quali vi aiuterà a stabilire lo spessore del terriccio asciutto. Altri strumenti sono dei piccoli oggetti in argilla porosa (alcuni a forma di piccoli lombrichi) da inserire nel terreno: quando sono umidi, diventano scuri, mentre sono chiari quando asciutti.

Abbondante acqua. Le piante che hanno bisogno di molta acqua devono essere annaffiate quando la parte superficiale del terriccio è asciutta fino a una profondità di 1 cm.

Acqua media. Le piante che necessitano di una quantità media di acqua devono essere annaffiate quando la parte superficiale del terriccio è asciutta fino a una profondità di 2,5 cm.

Poca acqua. Le piante che hanno bisogno di poca acqua devono essere annaffiate quando la parte superficiale del terriccio è asciutta fino a una profondità di 5 cm.

Con che frequenza annaffiare?

La frequenza con cui dare acqua dipende dalle esigenze specifiche della pianta, dalla porosità dei vasi e da altri fattori. I vasi in terracotta sono porosi: l’acqua evapora facilmente attraverso le loro pareti, quindi la terra si secca piuttosto in fretta. Nel gergo dei giardinieri, si dice che questi vasi “respirano”.

Al contrario, i vasi in plastica, ceramica smaltata, vetro o metallo non respirano; le loro pareti sono impermeabili all’acqua e, di conseguenza, la terra rimane umida più a lungo.

Anche la temperatura dell’aria, l’umidità e il numero di ore di luce contribuiscono alla frequenza con cui irrigare. Il fabbisogno idrico di una pianta da appartamento aumenta quando la temperatura sale o quando la pianta è in piena crescita o inizia a fiorire. Nelle calde e secche giornate estive dovete annaffiare le piante più spesso che nelle fredde e umide giornate invernali, anche se la pianta si trova dentro casa ed è protetta dalle temperature estreme.

Un altro fattore da considerare in merito all’irrigazione delle piante da interno è il terriccio.

Quello universale è progettato per assorbire e trattenere una quantità di umidità sufficiente, consentendo all’acqua in eccesso di drenare via; inoltre fornisce un’ottima aerazione e quindi favorisce lo sviluppo radicale. Alcuni tipi di terriccio, come i mix per violette africane, sono progettati per mantenere una quantità di umidità leggermente maggiore rispetto al terriccio universale, mentre altri terricci, come le miscele per piante grasse o i substrati per orchidee, non trattengono molta acqua e si dice che “drenano bene”.

Importanza del drenaggio. Come regola generale, non lasciate mai una pianta da appartamento per più di un’ora su un sottovaso pieno d’acqua.
Se il terriccio è umido (né saturo, né secco), allora state facendo un buon lavoro. Annaffiate le vostre piante fino a quando non vedrete l’acqua fuoriuscire dai fori di drenaggio posti sul fondo del vaso e a quel punto fermatevi. Se il vaso poggia su degli appositi piedini o su dei ciottoli, e quindi non è immerso direttamente nell’acqua, allora potete lasciare l’acqua nel sottovaso perché contribuirà ad aumentare l’umidità. In caso contrario, ricontrollate dopo mezz’ora o un’ora: se nel sottovaso c’è ancora dell’acqua, svuotatelo e riposizionate il vaso, e a quel punto potrete stare tranquilli fino all’irrigazione successiva.

Annaffiatoi. Un buon annaffiatoio, adatto alla maggior parte delle piante da appartamento, è piccolo e dotato di un beccuccio molto stretto. È invece inadatto alle piante da interno il grande annaffiatoio da 8 o 10 litri che usate in giardino, dotato di un beccuccio a doccetta da 8 cm con un paio di dozzine di fori. Lasciate quell’ingombrante annaffiatoio in giardino e prendetene uno speciale per le vostre piante da appartamento, che deve essere piccolo e leggero, e con un beccuccio stretto per controllare la direzione dell’acqua.
Posizionate il beccuccio a livello del terriccio e versate l’acqua sulla terra, non sulle foglie. Questo accorgimento è particolarmente importante per le violette africane, in quanto le loro foglie si rovinano se viene loro versata sopra dell’acqua.

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di Terra Nuova


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