Cosmesi termale: tra medicina, bellezza e benessere

Calmanti, ad azione antibiotica o antinfiammatoria: le acque termali possono essere un grande aiuto in caso di problemi dermatologici come dermatiti, acne e psoriasi, ma anche il luogo dove rilassarsi e prendersi cura del proprio corpo e della propria bellezza. Una guida per orientarsi nella scelta di acque e stazioni termali.

02 Settembre 2019
Cosmesi termale: tra medicina, bellezza e benessere. Ecocosmesi

I Romani lo sapevano bene: Salus per aquam, la salute passa attraverso l’acqua. E anche oggi con l’acronimo Spa vengono indicate le stazioni termali e più in generale i luoghi di benessere che utilizzano acque e fanghi termali. I trattamenti termali hanno una storia antichissima e già Ippocrate ne descriveva i benefici contro i dolori articolari, muscolari e le affezioni cutanee. Nella Roma Imperiale le terme ebbero un grande sviluppo costituendo un elemento determinante per l’igiene, la cura e il benessere della persona. Ma rappresentavano anche i luoghi della socialità e della convivialità.

Nel Medioevo le dottrine cristiane misero al bando i bagni pubblici, considerati luoghi di promiscuità e perdizione, gran parte degli stabilimenti termali vennero distrutti e l’idroterapia subì una battuta d’arresto.
Bisognerà attendere il Seicento per rivedere rifiorire le stazioni termali, grazie anche ai primi studi scientifici sulla classificazione e sulle proprietà delle varie acque termali. Ma è a partire dagli ultimi anni dell’Ottocento che il termalismo tornò in auge e si svilupparono le prime città termali.

Gli studi

Il termine crenoterapia (dal greco crenè = sorgente) indica l’insieme delle tecniche che utilizzano gli elementi termali, acque e fanghi, per la prevenzione, la cura e la riabilitazione di numerose patologie che riguardano per esempio l’apparato digerente e urinario, l’apparato muscolo-scheletrico, ma anche le affezioni otorinolaringoiatriche e quelle dermatologiche. Attraverso l’inalazione, l’assunzione per via interna, le irrigazioni di acque termali o l’applicazione di fanghi è possibile ottenere ottimi risultati riducendo così l’utilizzo delle terapie farmacologiche e dei loro effetti collaterali.

I trattamenti a base di acque termali si sono dimostrati molto utili in caso di eczemi, dermatiti, psoriasi, acne, rosacea e ustioni agendo a livello immunitario sugli eventi che determinano l’infiammazione cronica, come in questi casi. Le acque termali agiscono anche riparando il mantello idrolipidico della pelle e leniscono il prurito tipico delle dermatiti atopiche. Nonostante la ricchezza di fonti termali in Italia, sono veramente pochi gli studi che dimostrano l’efficacia delle cure termali in ambito dermatologico. Uno di questi riguarda le Terme di Comano e l’efficacia antinfiammatoria delle sue acque in caso di psoriasi e dermatite atopica. Nel resto dell’Europa, invece, gli studi sono stati prodotti da centri molto noti come le Terme di Roche Posay e Avene in Francia che utilizzano acqua bicarbonato-calcio-magnesica dotata di proprietà lenitive e antiossidanti.
In Israele sono state prodotte ricerche interessanti che riguardano la cura della psoriasi e della dermatite allergica attraverso la climatoterapia del Mar Morto che prevede la combinazione di esposizione solare e bagni in acque molto ricche di sali.

Non tutte le acque sono uguali

L’Italia, dalle Alpi alla Sicilia, è uno dei paesi più ricchi: sono note oltre settecento sorgenti minerali fredde e oltre trecento sorgenti termali. Le acque vengono classificate in base alla temperatura alla sorgente, al contenuto salino totale e al tipo di sali contenuti.
La temperatura è indice della profondità del serbatoio naturale di alimentazione della sorgente poiché si ha un aumento della temperatura di un grado ogni trenta metri di profondità. Si hanno sorgenti di acqua fredda (sotto i 20° C) e calde o termali (ipotermali da 20° C a 30° C e termali da 30° C a 40° C), ipertermali se vanno oltre i 40° C.

In base al contenuto salino totale vengono invece suddivise in: acque oligominerali, mediominerali e minerali. Sotto l’aspetto qualitativo i componenti salini maggiormente presenti sono: bicarbonati, solfati, cloruri di calcio, magnesio e sodio. Possono essere presenti in piccolissime quantità anche metalli come potassio, litio, ferro, manganese, fluoro e gli acidi solfidrico, borico, fosforico, silicico. I gas che si trovano sciolti nelle acque termali o che si sviluppano alle sorgenti sono principalmente l’anidride carbonica e l’idrogeno solforato nonché piccole quantità di ossigeno e azoto.

Le fonti termali di interesse cosmetico sono: quelle ad acqua sulfurea o sulfurea salso-bromo-iodica utilizzate per il trattamento di acne, dermatiti e eczemi, come quelle di Acireale, Ischia, Sirmione e Tabiano; quella solforosa calcio-magnesica per bagni contro psoriasi e varici di Alta Val Nervia; ci sono poi le sorgenti calde solfato-bicarbonato-calcio-magnesiche e bicarbonato-alcaline per bagni e fanghi contro obesità e cellulite (Bagni di Bormio e Bagni di Romagna) e le fonti ipotermali bicarbonato-calcio-magnesiche di Comano, dalle documentate proprietà antinfiammatorie, lenitive ed emollienti, utilizzate in caso di eczemi, psoriasi, orticaria, follicolite.

Ovviamente è sconsigliato il fai da te ed è invece necessario rivolgersi al proprio dermatologo o ad uno specialista in medicina termale per individuare il trattamento termale più adatto alle esigenze della propria pelle.

Non solo affezioni cutanee

Oggi le terme sono anche il luogo in cui rilassarsi e concedersi qualche trattamento legato al benessere e alla cura del proprio corpo e della propria bellezza. Le acque e i fanghi termali trovano infatti impiego anche in ambito dermocosmetico e rappresentano un ottimo rimedio in caso di ritenzione idrica e cellulite, pelle impura asfittica e invecchiamento cutaneo, grazie anche all’utilizzo sinergico di estratti vegetali ad azione antiossidante e antinfiammatoria.

L’argilla, alla base dei fanghi termali, ottenuti dalla commistione di acqua termale e argilla, è da sempre utilizzata in cosmetologia e già nell’antichità era considerata una base eccezionale per gli oli essenziali per preparare impacchi e maschere per il viso. Inoltre grazie alle proprietà antinfiammatorie e detossificanti viene utilizzata per la cura delle infiammazioni della pelle, dai foruncoli alle scottature solari, alle ustioni. I fanghi, utilizzati in medicina e in estetica sotto forma di impacchi e cataplasmi, uniscono l’attività biologica delle acque termali da cui derivano alle proprietà dell’argilla. A questo si unisce l’effetto della loro temperatura, che generalmente si avvicina a quella corporea e stimola la microcircolazione del derma. Inoltre, i fanghi a livello cutaneo inducono la sudorazione favorendo l’eliminazione delle tossine e delle scorie metaboliche.

Oggi sono disponibili sul mercato anche prodotti cosmetici a base di acque e fanghi termali indicati per proseguire i trattamenti una volta rientrati a casa. Prima di acquistarli ponete però attenzione alla composizione totale del prodotto che non deve contenere ingredienti problematici per la pelle e inquinanti per l’ambiente come petrolati, siliconi, emulsionanti e «additivi» vari di origine petrolchimica, conservanti disturbatori endocrini o che rilasciano formaldeide.

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Giugno 2019

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di Alessandra Miraglia


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