L’orizzonte olistico delle arti marziali

Il principio dell'olismo, presente a livello capillare nella cultura cinese, viene applicato nelle arti marziali a vari livelli. Scopriamo insieme quali.

08 Luglio 2017
L’orizzonte olistico delle arti marziali

La cultura cinese è permeata dal principio dell’olismo, che nella pratica delle arti marziali possiamo intendere a vari livelli.

Un primo livello riguarda la totalità della persona: con le arti marziali l’individuo ricerca uno sviluppo armonico del corpo senza privilegiarne una parte rispetto a un’altra, stimolando l’elasticità e garantendo la comunicazione e l’integrazione tra tutti gli apparati che compongono l’organismo. Nella pratica collettiva, gli effetti sono ancora più importanti, perché si crea un campo di qi, un’interazione tra l’energia di più soggetti, che va a creare un nuovo equilibrio, diverso da quello individuale: in questo caso, la salute del singolo individuo si promuove uniformando la respirazione all’unisono.

Poi, a un secondo livello, c’è l’unità tra il soggetto e l’esterno, per cui un corpo si dice armonico solo se riesce ad adattarsi continuamente agli stimoli che l’ambiente esterno gli dà. A questo livello, la salute consiste nel reagire agli sbalzi climatici senza ammalarsi, saper scegliere i cibi in accordo con la stagione, interagire con degli stimoli lesivi al fine di ridurre il danno e mantenere l’integrità del corpo.

Infine, un terzo livello consta nella tensione all’unità che deve essere sviluppata tra le varie componenti della società, un’integrazione armonica in cui i compiti e le abilità di ogni membro vengono valorizzati e inseriti in una pratica di scambi paritari.

L'articolo completo è apparso sul Mensile Terra Nuova Giugno 2017

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