Le orchidee Cattleya: cure per la coltivazione

Le orchidee sono senza dubbio molto affascinanti e in tanti amano coltivarle come piante da appartamento, per abbellire e colorare con i loro fiori le proprie case. Non è facile, però, curarle al meglio permettendo loro di prosperare e continuare a fiorire. Ecco alcuni consigli su una delle specie più diffuse.

09 Agosto 2019
Le orchidee Cattleya: cure per la coltivazione. Giardinaggio

Negli anni Quaranta e Cinquanta, le orchidee Cattleya erano molto alla moda tra le donne dell’alta società ed è stata la First Lady Mamie Eisenhower a renderle popolari: durante i due mandati del marito in qualità di Presidente degli Stati Uniti, di rado è stata vista in pubblico senza una o due di queste orchidee.

I fiori sono molto grandi e possono superare i 15 cm di larghezza, sono molto profumati e disponibili in ogni gamma di colore, ad eccezione del blu. Di solito il loro petalo inferiore, o labello, è molto grande e si arrotola fino a formare un tubo alla base, mentre i due petali superiori sono piatti, spesso larghi quanto il labello, e potrebbero essere o non essere dello stesso colore di quest’ultimo. I tre sepali, invece, sono più stretti e appuntiti dei tre petali.

Molte sono le orchidee che appartengono all’alleanza Cattleya. Ciascun genere naturale appartenente a questa alleanza comprende più specie, e alcuni ne comprendono molte. Il genere Cattleya, ad esempio, comprende 113 specie, mentre il genere Broughtonia solo sei. Gli ibridatori sono stati molto impegnati a creare ogni incrocio intergenerico possibile all’interno di questo gruppo, e si conoscono ibridi il cui patrimonio genetico conta informazioni appartenenti ad antenati anche di sette generi diversi.

Molte delle piante di questo gruppo sono di grandi dimensioni. Una tipica orchidea dell’alleanza Cattleya ha dei lunghi e sottili pseudobulbi che assomigliano un po’ a degli steli nodosi. Sono molto rigidi (quasi legnosi), piuttosto claviformi (spessi alla sommità e sottili alla base), verdi e solcati. La loro dimensione varia da 2,5 a 11,5 cm, a seconda delle specie o degli ibridi coinvolti, e ciascuno presenta sulla sommità un’unica foglia (unifogliato) o due (bifogliato). Le foglie sono estremamente rigide, coriacee e solide; sono così dure da sembrare di plastica. Le piante posseggono un rizoma strisciante da cui crescono dei nuovi pseudobulbi fino a riempire il vaso. Con il passare degli anni, alcuni vivaisti preferiscono rinvasare le proprie piante in vasi sempre più grandi fino a ottenere un magnifico esemplare che, fiorito con dozzine di fiori tutti insieme, rappresenta uno spettacolo davvero meraviglioso. Ma è molto difficile riuscire a ottenere una pianta così grande e allo stesso tempo evitare che le radici marciscano.

La maggior parte dei vivaisti preferisce operare una divisione periodica tra le proprie orchidee, così da mantenerle più piccole e più gestibili. I produttori moderni hanno creato un intero universo di Cattleya in miniatura e facili da coltivare, che spesso non superano i 15 cm di altezza in un vaso da 10 cm: la misura perfetta per molte situazioni, tra cui il davanzale di casa vostra.
Lo stelo di queste orchidee emerge dalla sommità degli pseudobulbi. In alcune specie, come la Broughtonia sanguinea, gli steli sono sottili, lunghi 60 cm e sorreggono vari fiori larghi 5 cm. In altre, come la Cattleya coccinea, sono corti e tozzi, e sorreggono pochi fiori larghi 7,5 cm. Una specie di grandi dimensioni come la C. labiata presenta un’infiorescenza corta e tarchiata, con tre enormi fiori larghi 15-20 cm. Ovviamente gli ibridi intergenerici variano molto per quel che riguarda la dimensione, il numero e la disposizione dei fiori.

Di solito, quando comprate un’orchidea Cattleya, questa è in pieno fiore. Poi, quando i fiori iniziano ad appassire, sperate che la pianta fiorisca di nuovo l’anno successivo. Molte persone, però, hanno difficoltà a far nuovamente fiorire le proprie orchidee. Con questa, come con tutte le orchidee da appartamento, il trucco consiste nel prestare attenzione al processo di sviluppo della pianta. Quando l’ultimo fiore sarà appassito, cercate le nuove radici e le nuove zone di sviluppo che emergono dai rizomi. Quando vedete queste nuove radici verdi brillanti con le loro estremità bianche, siate diligenti e mantenete la vostra pianta ben idratata e fertilizzata. Non fatela seccare e assicuratevi che riceva abbastanza luce, calore e un blando ma costante fertilizzante. Quei nuovi elementi in via di sviluppo che avete notato matureranno lentamente fino a diventare un nuovo pseudobulbo, il quale fiorirà per voi l’anno successivo.

CONDIZIONI AMBIENTALI OTTIMALI

LUCE ABBONDANTE. Queste orchidee hanno bisogno di una luce molto intensa, ma non possono essere esposte direttamente ai raggi solari perché le loro spesse foglie si brucerebbero. L’ideale è una finestra esposta a sud dotata di tende leggere per filtrare la luce, ma anche una finestra esposta a est o a ovest potrebbe andare bene.

TEMPERATURE MODERATE. 20-25°C di giorno e 15-20°C di notte. Le orchidee Cattleya non sono sensibili al calore quanto altre orchidee, ma la temperatura non deve comunque superare i 30°C.

POCA ACQUA. Annaffiatele una volta a settimana. Le orchidee sono sensibili alla qualità dell’acqua ed è meglio irrigarle con acqua filtrata, piovana o distillata anziché con acqua del rubinetto. Versate dell’acqua tiepida su tutta la zona radicale fino a quando il terriccio non risulterà saturo. Lasciate che il vaso faccia fuoriuscire l’acqua e l’aria in eccesso, poi rimettetelo a posto. Contrassegnate la posizione del vaso, così da assicurarvi di rimetterlo sempre nello stesso punto. Se girate il vaso dell’orchidea, anche i fiori tenderanno a girarsi alla ricerca della luce, andando così a intaccare il proprio portamento elegante.

UMIDITÀ. Nebulizzate più volte a settimana con uno spruzzino o con un nebulizzatore portatile. Ponete il vaso su un sottovaso o in una bacinella piena d’acqua, assicurandovi che poggi su appositi piedini o ciottoli e quindi che non sia immerso direttamente nell’acqua. Considerate l’utilizzo di un umidificatore nella stanza in cui si trova la pianta.

TERRICCIO. Substrato biologico di buona qualità specifico per orchidee, ad esempio a base di corteccia. Non usate terreno da giardino o un normale terriccio per piante in vaso, altrimenti ucciderete questa orchidea epifita.

FERTILIZZANTE. Organico bilanciato, liquido o solubile in acqua. Applicate un quarto di dose almeno una volta a settimana, subito dopo aver annaffiato la vostra orchidea.

INVASATURA. L’orchidea Cattleya deve essere rinvasata più o meno ogni due anni. Scegliete un vaso dal diametro di 5 cm più grande di quello attuale. In generale le orchidee preferiscono avere le radici aggrovigliate all’interno di vasi di piccole dimensioni. Trapiantatela dopo il completamento della fioritura e quando nuove radici e nuove parti iniziano a svilupparsi. Le radici sono spesse e resistenti e aderiscono come colla al vaso, specialmente se di terracotta. È facile rovinarle quando le estraete dal vaso, quindi trattatele con delicatezza. Ricordatevi di annaffiare la vostra orchidea dopo averla rinvasata o trapiantata, e non fatela seccare.

PROPAGAZIONE. Si propagano facilmente mediante divisione del rizoma.

PROBLEMI PIÙ COMUNI

Scottature, cocciniglie farinose e marciume radicale.

________________________________________________________________________________________________________

Articolo tratto dal libro Curare le piante da appartamento senza veleni

Le fronde delle felci si stanno ingiallendo? I fiori e le foglie della tua begonia preferita mostrano preoccupanti macchie scure? L’orchidea è quasi avvizzita e la rosa sul balcone è piena di pidocchi? Niente paura: seguendo i consigli di questo libro potrai curare e mantenere al meglio le tue piante, senza usare pericolosi prodotti tossici.

In queste pagine troverai tutte le indicazioni per prenderti cura di oltre 140 specie tra piante perenni, bulbose, orchidee, palme, cactus, rampicanti, felci e arbusti. A ognuna di esse è dedicata una scheda dettagliata con le esigenze in tema di luce, acqua, terriccio e cure colturali.

Una sezione specifica del libro è dedicata al riconoscimento dei parassiti e della malattie più comuni e alla loro cura con l’impiego di formulati biologici e naturali come propoli, sapone di Marsiglia, olio di Neem, macerato di ortica e Bacillus thuringiensis.

Un testo indispensabile per tutti gli amanti del verde attenti al benessere delle proprie piante, ma anche al rispetto dell’ambiente.

In OFFERTA SCONTO su www.terranuovalibri.it

 

 

SFOGLIA UN'ANTEPRIMA DEL LIBRO

di Terra Nuova


Forse ti interessa anche:

Posta un commento