Le piante che aiutano lo stomaco

La fitoterapia può rivelarsi un valido aiuto per combattere l'acidità e gli altri disturbi dello stomaco. Vediamo quali sono le piante che ci vengono in aiuto.

27 Luglio 2018
Le piante che aiutano lo stomaco. Salute naturale

Camomilla

Ritenuta una pianta dalla buona azione rilassante, viene spesso utilizzata come rimedio di eccellenza in tutte quelle situazioni in cui sia necessario un effetto calmante. In realtà le proprietà farmacologiche della camomilla sono decisamente di tipo antinfiammatorio e svolgono un effetto particolarmente benefico ogni qualvolta si desideri “spegnere” il bruciore gastrico. Un utilizzo quotidiano, limitato alla prima parte della giornata per evitare un’eccessiva irrequietezza notturna, è di grande aiuto per disinfiammare la mucosa gastrica: 2-3 tazze di tisana a temperatura ambiente sono sufficienti per riportare il nostro stomaco a una situazione di calma – cosa utilissima in tutti i casi di gastrite ricorrente perché ci permette di evitare l’utilizzo di farmaci antiacidi.

L’assunzione di camomilla va protratta, per un esito risolutivo, per almeno tre mesi: la sua azione si esplica grazie all’effetto protettivo sulla superficie mucosale esercitato dalla presenza di polisaccaridi. È possibile potenziare tale effetto aggiungendo alla tisana di camomilla semi di lino precedentemente ammollati in acqua per una mezz’ora.

Altea (macerazione a freddo della radice) e malva (decotto delle foglie)

Sono anch’esse droghe ricche in polisaccaridi e possono essere utilizzate in sinergia, con utili benefici nei casi di reflusso esofageo. Ogniqualvolta si desideri ottenere una funzione di tipo protettivo delle mucose, semplicemente si può preparare un decotto con malva, camomilla e liquirizia (eventualmente) da assumere dopo il pasto. Preferibilmente a temperatura ambiente.

Menta piperita

L’infuso di foglie di menta può rappresentare un buon rimedio in tutti quei casi in cui sia presente la sensazione di nausea; infatti l’olio essenziale in essa contenuto svolge un’azione anestetica a carico delle terminazioni nervose, azione che si traduce in effetto antinausea e antiemetico. L’unica accortezza è di evitare l’uso della menta nei casi di gastrite conclamata; per questi è meglio preferire la camomilla e la liquirizia.

Aloe

Nel 77 d. C. Plinio la definì “l’unico lassativo che è anche tonico per lo stomaco”. Le proprietà delle piante grasse del genere Aloe nei confronti dell’apparato gastrico si devono principalmente al contenuto in aloina e polisaccaridi; questi due componenti permettono la protezione della mucosa, formando una sorta di gel che agisce da barriera nei confronti delle aggressioni esterne.

Le principali sostanze bioattive presenti nell’aloe sono:
• amminoacidi essenziali, soprattutto lisina e treonina;
• sali minerali, in particolare calcio e potassio;
• antrachinoni (aloina e aloe emodina), cui si deve l’azione lassativa, antiossidante e detossificante;
• polisaccaridi (zuccheri, fibre solubili), che riducono l’intensità dei processi infiammatori a carico del sistema gastrointestinale e svolgono attività immunostimolante, antinfiammatoria e cicatrizzante.

Da ricordare in particolare l’acemannano, dallo spiccato effetto gastroprotettivo.
La forma di assunzione è il succo, e dal momento che Aloe vera presenta una quantità minore di aloina, è di gran lunga la specie preferibile per lo stomaco. Si può assumere al risveglio come forma di prevenzione, oppure una mezz’ora prima dei pasti in fase acuta, sfruttandone la proprietà barriera.
Per un’azione ancora più mirata ricordiamo il frullato prebiotico con Hericium.

Aglio

Uno studio recente ha evidenziato come l’aglio crudo si sia dimostrato efficace nell’eradicazione del batterio patogeno più comune dello stomaco, l’H. pylori. L’effetto si deve al suo principio attivo, l’allicina, un affascinante composto biologicamente attivo, le cui proprietà sono una diretta conseguenza della chimica della molecola.
Quest’ultima si comporta nel nostro organismo come un detossificante grazie alla presenza di composti solforati, in pratica agendo con un meccanismo redox-dipendente (cioè che dipende da reazioni di ossido-riduzione). Le proprietà antibatteriche sono dose-dipendenti; l’allicina è in grado di inibire la proliferazione di batteri e funghi o uccidere le cellule a titolo definitivo. Si è potuto notare come sia in grado, nelle linee cellulari cancerose di mammifero, di indurne la morte e inibirne la proliferazione.
Nell’aglio è naturalmente presente l’allina, che per trasformarsi nella forma attiva dell’allicina necessita di triturazione o spremitura prima dell’uso.
Dal momento che questa preziosa molecola è soggetta a rapida degradazione, consigliamo di consumare gli spicchi a crudo o di aspettare una decina di minuti prima di cuocerli affinché la reazione di conversione si verifichi. L’estratto secco di aglio potrebbe invece essere un’ottima soluzione per quanti, pur non gradendo il bulbo fresco, vogliano beneficiare delle sue proprietà terapeutiche.

Esistono in commercio delle compresse confettate, titolate in allina, che rilasciano l’allicina solo dopo essere state inghiottite. Questo evita il fastidioso e indesiderato effetto sull’alito e sul sudore.

Zenzero

La parte utilizzata è il rizoma, in cui sono presenti gli oli essenziali a effetto farmacologico, i sesquiterpeni, e altre sostanze acri non volatili, i gingeroli e gli shogaoli. Questo rizoma vanta un antico impiego come antinausea (effetto dovuto alla presenza del gingerolo), ma ha pure un’azione antinfiammatoria di lunga data, dovuta agli oli essenziali.
A questo proposito, lo zenzero è in grado di prevenire la gastrite e la formazione di ulcere, anche quelle dovute all’assunzione di FANS. Al fine di un’azione farmacologica efficace, indispensabile ad esempio in fase acuta, è consigliabile procurarsi uno zenzero titolato almeno 2,5-3% in sesquiterpeni, quale si trova nel preparato galenico.
Il meccanismo d’azione risiede nei suoi composti attivi, che antagonizzano a livello gastrico i recettori della serotonina (5-HT3) implicati nell’induzione di nausea e vomito. In tal modo si riduce la possibilità che il segnale emetico proceda dallo stomaco al cervello senza interferire con il sistema vestibolare; il blocco dei recettori causa il rilascio di acetilcolina, che aumenta la motilità gastrica.

Cannella

Spezia originaria dell’India sudoccidentale, la cannella è tradizionalmente usata come insaporitore in dolci e bevande. La ricerca scientifica ha rivolto la sua attenzione soprattutto sulle proprietà ipoglicemizzanti, ma attualmente ci sono studi che indagano altri effetti terapeutici. Le autorità sanitarie tedesche ne hanno approvato la corteccia per spasmi gastrointestinali lievi, con l’esito di stimolare l’appetito e favorire la digestione. Alcuni studi hanno evidenziato come la cannella possa essere utile in situazioni di gas intestinale, grazie alle sue proprietà carminative.

Cautela è consigliata nell’uso di questa spezia a tutti i soggetti che hanno delle ulcere in corso, in quanto può irritare la parete gastrica in uno stomaco già compromesso.

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Tisana mela e cannella

Ingredienti per 1 dose

• qualche fettina di mela fresca o essiccata
• 1 stecca di cannella
• 1 cucchiaino di cannella in polvere
•1 fettina di zenzero

Procedimento

Mettete le fettine di mela, la stecca di cannella e lo zenzero in una casseruola con 250 ml di acqua e portate a ebollizione. Lasciate sobbollire per 5 minuti, quindi filtrate e aggiungete un cucchiaino di cannella in polvere.

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Articolo tratto dal libro Acidità di stomaco addio!

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di Terra Nuova


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