Raffreddore: gli alimenti per sfiammare e drenare

In inverno, le vie respiratorie sono spesso infiammate e ci sentiamo raffreddati. A volte è colpa di un eccesso di muco. Ecco gli alimenti giusti e le buone pratiche della Medicina Tradizionale Cinese per prevenire e curare.

26 Gennaio 2020
Raffreddore: gli alimenti per sfiammare e drenare. Salute naturale

A volte la parola muco fa paura. Ma se non ci fosse il muco il nostro stomaco, ad esempio, non potrebbe proteggersi dall’aggressione corrosiva dell’acido gastrico che danneggerebbe le membrane cellulari. Se questi meccanismi di protezione fallissero, sulle pareti del tratto gastrointestinale si svilupperebbero zone di erosione, ovvero ulcere.
Allo stesso modo, il muco, in condizioni normali, ricopre e protegge le mucose dell’apparato respiratorio.

Ecco perché parlare di dieta senza muco non ha senso. Vorrebbe dire dieta senza vita. Il problema si pone quando queste secrezioni diventano eccessive. Ovvero quando i tessuti che rivestono superfici del nostro corpo producono troppo muco.
Se le vie respiratorie si infiammano, ad esempio, aumenta la secrezione di muco e si manifestano sintomatologie a noi note come raffreddore e, quindi, catarro. Questa condizione è generalmente espressione di uno stato infiammatorio.

In Medicina Tradizionale Cinese (MTC) la presenza di catarro può essere riconducibile a fattori climatici esterni, come umidità, freddo, vento. Oppure a un deficit della milza, organo energetico molto legato alla nostra alimentazione. Secondo questa lettura, la milza è l’organo che dirige l’energia pura degli alimenti verso l’alto ai polmoni, affinché si unisca all’aria per formare l’energia pettorale, che scende al rene e rafforza la nostra energia vitale, e va al cuore per formare il sangue.

Il ruolo della milza

La milza ci fornisce energia di nutrimento. Ha il compito di trasportare e trasformare i liquidi verso gli organi e i tessuti, nutrendoli e umidificandoli. La quota inutilizzabile viene inviata al rene ed eventualmente espulsa dalla vescica. Un eccesso di umidità nel corpo indebolisce l’energia della milza.
Nel Su Wen, testo classico di Medicina Cinese, leggiamo che «gli edemi e i gonfiori sono delle affezioni che appartengono alla milza. […] La milza produce i catarri e il polmone li immagazzina». Quindi, la sua funzione è quella di fare in modo che nel corpo non si accumuli umidità. E, quando questo organo energetico è in deficit, ci sarà un disordine nel trasporto dei liquidi che si accumuleranno anche nel polmone.

Dunque, cosa fare? È necessario non indebolire la milza, sostenerla e seguire una dieta antinfiammatoria; aiutandoci a drenare l’eccesso di umidità. Vediamo come.

Alimenti che sfiammano

Come insegnano i testi classici di medicina, è necessario innanzitutto non nuocere. A tal fine, è bene basare la nostra alimentazione prevalentemente su cibi vegetali, con cereali integrali, verdure, legumi e frutta, compresa quella oleosa. È opportuno ridurre i cibi che favoriscono l’infiammazione, ovvero lo zucchero, i cibi raffinati (come riso bianco, farina 00) e i cibi ad alto impatto glicemico, come le patate. Sarebbe saggio, per gestire lo squilibrio, fare attenzione ai cibi di origine animale, ad eccezione del pesce.
Quest’ultimo andrebbe preferito pescato e di taglia piccola, come il pesce azzurro; ha azione antinfiammatoria grazie alla presenza di omega3, da cui il nostro organismo sintetizza sostanze antinfiammatorie. Sono molto ricchi di omega3 anche i semi di lino.

Il cereale più indicato per ridurre l’infiammazione è il riso integrale, meglio se in chicco, chiaramente da coltivazione biologica. Questo magnifico cereale contiene specifiche sostanze, non presenti nel riso raffinato, tra cui il polifenolo tricina che contrasta la sintesi di molecole infiammatorie. Utile accompagnare il riso integrale con il gomasio, che rinforza le nostre difese immunitarie.

Per ridurre l’infiammazione possiamo aiutarci con alcuni dei seguenti cibi vegetali, da assumere comunque con moderazione: curcuma o curry, per la presenza di curcumina, prodotti tradizionali di soia (miso, tempeh, salsa di soia) e kuzu, la radice della Pueraria lobata, una pianta selvatica rampicante appartenente alla famiglia delle leguminose. Questi contengono flavonoidi come la genisteina, con effetto antiossidante e antinfiammatorio.

Possiamo confortarci anche con una bevanda calda di kukicha, un tè verde in rametti con un contenuto di teina irrilevante. Il tè verde contiene epigallocatechina gallato, una componente polifenolica. I polifenoli sono potenti antiossidanti in grado di ridurre i radicali liberi associati all’invecchiamento e al danneggiamento cellulare.

Sopprime l’infiammazione anche l’acido butirrico prodotto dalla fermentazione della fibra alimentare da parte dei batteri intestinali. Per questo motivo è importante mantenere sempre un intestino sano. Il nutrimento di questi batteri intestinali (il nostro microbiota) è assicurato proprio dalle fibre alimentari che assumiamo attraverso un’alimentazione prevalentemente vegetale. Per aiutare il nostro intestino potremmo accompagnare il pasto con una magnifica zuppa di miso, unendo un’alga, come ad esempio la wakame, e la radice di loto essiccata, che ha un effetto benefico sul sistema respiratorio e fluidifica il muco, favorendone l’eliminazione. E anche con la zucca, che tonifica la milza, ma senza eccedere con le quantità, per non favorire invece l’accumulo di umidità. Perché se poco fa bene, tanto non fa meglio.

Le alghe sono fonte di omega3, un acido grasso essenziale utile per ridurre l’infiammazione. Sono ricche di iodio, un minerale che può riequilibrare l’attività della tiroide: un valido supporto quindi per aumentare il nostro metabolismo e farci sentire più energici. Il miso ha proprietà probiotiche, ovvero contiene batteri buoni come il Lactobacillus acidophilus, un microrganismo simbiotico che riesce a contrastare la crescita di batteri patogeni quali ad esempio l’Escherichia coli e la Candida e favorisce le normali funzioni intestinali.
Anche la cipolla ha un’azione diuretica, depurativa, mucolitica. È ricca del flavonoide quercetina, con potere antiossidante e antinfiammatorio. Interessante anche il grano saraceno, che aiuta ad eliminare dal corpo i liquidi in eccesso. La quercitrina del saraceno è un flavonoide con attività antinfiammatoria e immunosoppressiva.

I latticini e il muco

E il classico latte caldo e miele? Il calore di questo preparato ci fornisce effettivamente una sensazione di benessere. Che sarà temporanea ed illusoria, in questo caso. Questo perché latte e miele favoriscono la produzione di muco, peggiorando la condizione. Lo stesso vale per lo yogurt: secondo la Medicina Tradizionale Cinese ha un effetto umidificante, il che vuol dire, anche in questo caso, più produzione di muco.

Ricordiamo che l’utilizzo di cibi freddi consuma l’energia della milza, che è costretta a lavorare maggiormente per scaldare il cibo e portarlo a una temperatura adatta al nostro corpo. Il rischio è quello di indebolire questo organo e peggiorare il suo deficit, aumentando ristagno e muco. Quindi, se si ha un problema di catarro, sarebbe opportuno fare attenzione ai cibi crudi, in particolare la frutta. Meglio cuocerla o riscaldarla leggermente, magari aggiungendo un po’ di kuzu.

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Gennaio 2020

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