Candele fatte in casa

La soddisfazione che si prova nell’illuminare gli ambienti, risparmiando energia, con candele autoprodotte ripaga dai piccoli sforzi che tale attività richiede. Con l'avvicinarsi del Natale, poi, questa attività di fai da te può rivelarsi veramente utile e divertente.

20 Novembre 2018
Candele fatte in casa. Fai da te

Cera

Nonostante sia più facile da recuperare, sia come materiale di riciclo (vecchie candele), sia come cera vergine, la cera in paraffina è generalmente da evitare, data la potenziale tossicità e la sua derivazione dal petrolio, materia prima non rinnovabile.

Dalla soia o dalla palma si ottengono cere vegetali che possono essere acquistate on line: tuttavia alla richiesta di informazioni circa la provenienza della materia prima spesso non sanno rispondere, mentre sarebbe fondamentale sapere se la soia è geneticamente modificata e se l’olio di palma proviene da coltivazioni intensive.

La soluzione probabilmente più sostenibile, anche se non accettata dai vegani, è l’impiego di cera d’api. La si può recuperare facilmente da un apicoltore della propria zona a massimo 10 euro al chilo. Fa poca strada per arrivare nelle nostre case e ci può fare intrecciare nuove relazioni sociali virtuose, che permettono di ritrovare un collegamento sul territorio in cui viviamo e all’apicoltore di trovare nuove reti per vendere i propri prodotti, troppo spesso svenduti alla grande distribuzione.

Stoppino

Esistono in commercio stoppini in cotone al 100%. Si possono anche recuperare da vecchie candele, oppure farli del diametro desiderato con cotone da uncinetto (possibilmente organico) o utilizzare comuni cordini, facendo attenzione che non abbiano componenti in nylon. È importante prendere in considerazione il rapporto tra il diametro della candela e il diametro dello stoppino: se lo spessore dello stoppino è eccessivo, la candela comincia a fumare, se troppo sottile, si spegne e viene sommerso dalla cera fusa.

Stampi

Esistono stampi da acquistare, ma più divertente è sperimentare le forme più varie, riutilizzando contenitori altrimenti destinati al bidone della spazzatura. Qualunque materiale va bene, purché sia termoresistente. Contenitori in plastica, contenitori per latte o succhi di frutta, vecchi stampini per budini o biscotti, palle in plastica, gusci vuoti delle uova eccetera.

Profumi e coloranti (facoltativi)

Sono le sostanze più difficili da trovare naturali e non tossiche. Si possono fare esperimenti con poche gocce di olio essenziale di alta qualità per la profumazione. Per la colorazione si può provare con coloranti vegetali per alimenti solubili in olio. Tenete conto che la candela finita sarà più scura. Profumi e coloranti vanno aggiunti in piccole dosi alla cera fusa, subito prima di versarla negli stampi.

Norme di sicurezza

La cera è infiammabile: la cera d’api ad esempio prende fuoco a 120° C. Tenete controllata la temperatura con un termometro da cucina o da laboratorio, che misuri almeno 100° C. In ogni caso è sufficiente versare la cera negli stampi una volta raggiunto il punto di fusione, così si evita di surriscaldarla. L’unico inconveniente è che se non viene scaldata a sufficienza, nella candela si potrebbero formare delle bolle d’aria. Nel caso remoto in cui si infiammasse, mai tentare di spegnerla con acqua, perché gli schizzi potrebbero provocare ustioni. Chiudere la pentola con un coperchio è normalmente sufficiente a togliere l’ossigeno che permette la combustione.

Diverse tecniche

Il procedimento base è lo stesso per le tecniche in stampo, in vaso e a immersione. La cera deve essere portata al punto di fusione (cera di soia circa 55° C, cera d’api circa 65° C) a fuoco lento, a bagno-maria. Immergere una pentola contenente la cera in una di diametro maggiore, contenente acqua che viene portata e mantenuta in ebollizione. Lo stoppino deve essere preventivamente immerso nella cera liquida, estratto e tenuto teso finché non si irrigidisce. La cera tende a restringersi nel raffreddarsi. Spesso è necessario colare nuovamente una parte di cera nello stampo per riempire gli eventuali avvallamenti.

In stampo, con estrazione

Preparate lo stampo ungendolo internamente d’olio, per facilitare l’estrazione della candela una volta solidificata. Inserite lo stoppino irrigidito, facendone fuoriuscire un capo da un foro praticato in quella che sarà la testa della candela. Sigillatelo con un pezzo di plastilina, per evitare la fuoriuscita di cera liquida. L’altro capo dello stoppino va legato ad un bastoncino trasversale all’imboccatura dello stampo, per mantenerlo in posizione. Versate la cera nello stampo. Date dei colpi leggeri sulle pareti laterali, per evitare la formazione di bolle d’aria. Una candela di dimensioni medie dovrebbe solidificarsi in un paio d’ore. Per sicurezza lasciare passare una notte. Una volta estratta, per lucidarla si possono usare calze di nylon usate.

In vaso

È la soluzione ideale. Sono rapidissime da realizzare, durano più a lungo, non necessitano di portacandele e il vaso, una volta finita la candela, può essere nuovamente riutilizzato. In questo caso lo stoppino, sempre irrigidito di cera, può essere fissato all’interno con una base metallica – la si incolla facilmente sul fondo immergendola per un attimo nella cera liquefatta – per una maggiore stabilità. La testa dello stoppino va sempre legata a un bastoncino trasversale all’imboccatura del vaso. Versate la cera sciolta all’interno del vaso e lasciate solidificare.

Immersione

È il metodo più antico e più lento, per fare una candela ci vogliono un paio d’ore. Tenete lo stoppino almeno 5 centimetri più lungo della dimensione desiderata. Sciogliete la cera in un contenitore profondo quanto la candela. Continuate a immergere lo stoppino e tirarlo fuori facendolo asciugare, finché non diventa del diametro desiderato.

Arrotolamento

Il modo più veloce in assoluto per fare le candele è arrotolare un foglio di cera d’api attorno a uno stoppino. Tagliate il foglio di cera con una forbice. Posizionate lo stoppino lungo l’inizio di un lato, lasciandolo sporgere in testa e in coda. Cominciate ad arrotolare il foglio stretto attorno allo stoppino, premendo bene con le dita. Il calore delle mani è sufficiente per scaldare la cera quel tanto che basta per incollarla. Ripiegate un capo dello stoppino verso l’interno e continuate ad arrotolare la candela. Unica pecca, questo tipo di candela si scioglie molto rapidamente.

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova  

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di E. Nicoli


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