Un pupazzo fai da te

Questo Natale, invece di comprare un peluche per i vostri bimbi, perché non provate a crearvelo da soli? Meglio optare quindi per la creatività, per esempio provando a fare un regalo con le vostre mani. In questo articolo trovate le indicazioni per cimentarvi nella creazione di un pupazzo per i vostri bambini.

14 Dicembre 2016
Pupazzo fai da te

Presto sarà Natale e si comincia a dover fronteggiare l’ansia da regalo. Per quanto allettante, l’astensionismo potrebbe rivelarsi una tattica troppo aggressiva. Meglio optare per la creatività: per esempio provare a fare un regalo con le nostre mani!

In queste pagine vi proponiamo di cimentarvi nella creazione di un pupazzo per i vostri bambini. Si tratta di un modello base, talmente semplice da poter essere realizzato con una macchina per cucire in una serata. È adatto ai principianti assoluti, soprattutto quelli che soffrono di ansia da prestazione! Da questo modello potete partire poi per scatenare la vostra creatività nella scelta dei materiali e delle forme.

Materiali

Il bello del farsi un pupazzo è che si possono utilizzare materiali di recupero in maniera creativa. Un qualunque pezzo di stoffa morbido può essere adatto per fare il corpo. Gli occhi possono essere bottoni spaiati, pezzetti di stoffa o quello che la fantasia vi suggerisce.

L’imbottitura, invece del classico kapok, può essere realizzata con della vecchia lana avanzata, i ritagli di stoffa avanzati nella creazione del pupazzo, pezzetti di gommapiuma...

Poi servono: degli spilli; del filo grosso e del filo più sottile; un ago; una macchina per cucire (o tanta pazienza); un paio di forbici; carta, matita e gomma per disegnare il modello.

Come fare

Innanzitutto occorre disegnare su carta la silhouette del pupazzo che si vuole realizzare (cartamodello), la cui forma e dimensione è assolutamente a piacere, diciamo dai 10 cm in su! L’unica cosa importante di cui tenere conto è che una volta cucito, il pupazzo andrà rivoltato: per questo deve essere composto di più parti.

L’esempio riportato in queste pagine è un orsacchiotto, e in questo caso i disegni separati devono essere fatti per il corpo e per le gambe. È importante anche immaginare le parti più strette che si verranno a creare, attraverso le quali la stoffa dovrà riuscire a passare nel momento in cui verrà rivoltata: il collo, ad esempio, non deve essere troppo stretto.

Per fare in modo che la figura sia, almeno in partenza, simmetrica, si piega in due verticalmente il foglio usato per il cartamodello e se ne traccia solo metà, calcando con la mano in modo che la linea passi anche sull’altra metà del foglio.

Si ritaglia poi la silhouette intera e la si spilla su due pezzi di stoffa uguali sovrapposti, con le due parti del rovescio verso l’esterno (figura1). Le gambe andranno alla fine inserite nel corpo, quindi occorre lasciare un bordo più lungo rispetto a quello disegnato, che invece corrisponde alla dimensione prescelta (figura2).

Con la macchina per cucire (oppure con un ago, un filo grosso e molta buona volontà) si percorre poi tutto il profilo del modello in carta con una cucitura resistente (figura3), partendo dalla parte che si lascia aperta per poter inserire l’imbottitura (la base del corpo (figura 4) e la base della gamba (figura 5).

Si ritaglia quindi a qualche millimetro dalla cucitura (figura 6 e 7) avendo l’accortezza di fare delle incisioni con le forbici in corrispondenza di tutti gli angoli, in particolare alla base del collo, delle braccia e sopra le orecchie, per evitare che la stoffa tiri una volta rivoltata (figura 8). È un passaggio tanto necessario quanto più la stoffa è grossa e rigida.

A questo punto è arrivato il momento di rigirare la stoffa su se stessa. Se ci si aiuta con il fondo di un ferro da maglia o il manico di un mestolo è molto più facile. Lo si appoggia sul lato chiuso e si comincia a spingere (figura 9), facendo scivolare pian piano la stoffa (figura 10). La zampa finita la si vede nella figura 11. Per il corpo ci vuole un po’ più di tempo e di accortezza.

Prima di imbottire le parti è meglio fare le rifiniture, in particolare occhi, eventuale naso e bocca. Vanno tutti cuciti a mano col filo grosso. Poi si può procedere con l’inserimento dell’elemento scelto per l’imbottitura nei vari pezzi di cui è composto il pupazzo (figura 12). È meglio riempirlo a settori, tenendo un po’ separati testa e corpo, in modo tale che il collo sia più mobile. Le gambe vanno chiuse con una cucitura per fermare l’imbottitura.

Non resta che attaccare le gambe al corpo, operazione da effettuare con un filo grosso a mano.

Il pupazzo è pronto: buon Natale!

Articolo tratto dal MENSILE TERRA NUOVA 

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di E. Nicoli


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