Anche in agosto l'orto richiede attenzioni: ecco i lavori da fare

Siamo in piena estate, ma le attività nell'orto e in giardino non si fermano. È necessario proteggere le piante dalgli attachi del ragnetto rosso e particolare attenzione va prestata alle piante in vaso, che soffrono di più il caldo. Ecco i consigli di Terra Nuova.

01 Agosto 2018
Anche in agosto l'orto richiede attenzioni: ecco i lavori da fare

Un decotto contro il ragnetto rosso

Con il caldo e la siccità le foglie di melanzane, fagioli e fagiolini, pomodori e melo possono perdere colore e diventare bronzacee. Non si tratta di un effetto diretto delle elevate temperature, ma dei danni causati dal proliferare di un parassita: il ragnetto rosso.

Oltre alle alterazioni del colore, il ragnetto può causare bruciature sul margine fogliare o diffuse punteggiature. L’uso di un decotto di aglio e cipolla svolge una funzione preventiva sul parassita, ma al comparire dei primi sintomi conviene intervenire: nebulizzando ripetutamente gli ortaggi colpiti con acqua fredda, ricorrendo ai fitoseidi, acari predatori del ragnetto rosso che si acquistano facilmente via internet oppure eseguendo un trattamento con un prodotto a base del fungo parassita Beauveria bassiana.

Una raccolta impeccabile

In piena estate è meglio raccogliere frutta e verdura nelle prime ore della giornata, dopo che le piante hanno potuto godere del fresco della notte.

Subito dopo la raccolta, le verdure a foglia (insalate, radicchi, biete e così via) vanno immerse in una bacinella d’acqua per evitare l’appassimento e migliorare il turgore delle foglie. Successivamente vanno coperte con un sacco di juta o con un panno bagnato per ripararle dal sole e dal caldo. Se non è possibile fare la raccolta al mattino presto, conviene aspettare la sera, quando le temperature iniziano a diminuire, evitando sempre le ore più calde della giornata.

Piante in vaso e colpi di calore

Le piante coltivate in vaso sono particolarmente esposte al caldo perché i vasi non offrono la stessa capacità di coibentazione del terreno e le radici crescono in un ambiente che, in estate, è tendenzialmente molto più caldo di quello delle piante coltivate a terra. È possibile migliorare la coibentazione dei vasi rivestendoli con un panno di feltro o di un altro tessuto in grado di assorbire acqua, tenendo questo panno costantemente inumidito. Quando il vaso si scalda, l’acqua di cui è imbibito il materiale inizia a evaporare impedendo così il rapido riscaldamento del terriccio. L’acqua in eccesso viene anche ceduta verso l’interno man mano che il terriccio si asciuga assicurando così una dotazione idrica prolungata. Questo accorgimento riduce i consumi idrici e migliora le caratteristiche dei vasi, regolando la temperatura in prossimità delle radici.

Le piante coltivate in vaso sono esposte anche alla siccità, perché la disponibilità idrica è sempre limitata dalle dimensioni del contenitore. La puntualità e la perseveranza nell’irrigazione sono sempre importanti, ma lo diventano ancor più nella stagione estiva. Nei mesi più caldi, soprattutto per le piante più esposte al sole, si possono limitare i consumi idrici coprendo il terriccio con una pacciamatura di gusci di frutta secca, cortecce, lapillo o cartone che riducono l’evaporazione.

Sarà utile usare tende o arelle, almeno nelle ore centrali della giornata, per produrre delle zone d’ombra e ridurre i consumi idrici.

Ricordiamo che i vasi di terracotta, nei quali il terriccio si asciuga più rapidamente, sarebbero da evitare. Questo materiale, infatti, è traspirante e non è ideale per le coltivazioni in vaso durante il periodo estivo.

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Luglio-Agosto 2018

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di Francesco Beldì


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