I giovani e la web-pornografia

La riflessione di Marialessandra Panozzo, tratta dal libro Il corpo, il sesso, l'amore .

20 Aprile 2019
I giovani e la web-pornografia. Nuove tecnologie

Gli adolescenti fanno sempre più riferimento ai video porno che trovano online come guida pratica per i rapporti sessuali.

La scuola, le poche volte che dà informazioni, lo fa attraverso lezioni tecniche, asettiche e mediche, poco coinvolgenti e utili se si considera la curiosità e le emozioni che il sesso suscita fra i giovani (e non solo). E così i ragazzi cercano on line delle risposte e s’imbattono in una sessualità simulata, stereotipata nei ruoli e con performance irraggiungibili.

I maschi del porno-web sono sempre dominanti e spesso i video sono ripresi dal punto di vista maschile, come se l’uomo avesse la telecamera mentre fa sesso con una donna che ha, soprattutto, il compito di fargli raggiungere l’orgasmo. Qualsiasi cosa il maschio faccia la femmina gode e apprezza, e, se soffre, è perché a lui piace così. Video molto misogini dunque, che creano nei giovani l’aspettativa che tutte le donne desiderino essere prese e usate.

I ragazzi cercano modelli da seguire, posizioni da utilizzare, strategie sessuali, ma diventano facilmente confusi e insicuri di fronte ai peni enormi e sempre in funzione dei film porno: adeguarsi a questo modello (finto) diventa impossibile.

Nel 2017 Erika Lust, una produttrice di film porno femminista, ha creato un sito porno per i genitori, «The porn conversation», dove aiuta padri e madri a gestire al meglio la ricerca di sesso via web dei ragazzi. In alcune scuole degli Stati Uniti si sono tenute lezioni per spiegare che gli attori porno fingono gli amplessi lunghi, che ci sono delle donne che li stimolano prima della ripresa, e che esistono degli uomini i cui organi genitali vengono usati come comparse negli atti sessuali. Inoltre vengono analizzati le cifre che guadagnano attori e attrici in questi film e il business che sta dietro alla pornografia.

«Quando capisci che non si tratta di due persone sullo schermo ma di un’industria, non è più così sexy» ha commentato una ragazza al corso. Più che vietare il porno, cosa ormai impossibile, in queste scuole si cerca di educare i ragazzi ad assistervi in modo responsabile, a riconoscerne i limiti e i messaggi nascosti, a rifiutarne la violenza. […]

La cosa sicuramente più preoccupante è proprio il dilagare della violenza sui siti pornografici, e non solo.
Sempre più spesso si trovano video di sesso estremo, violento, di gruppo, ai limiti dello stupro. È incredibile che questi siti non siano oscurati e bloccati come si fa con quelli dei pedofili. In un’epoca in cui aumentano i femminicidi e le violenze sessuali, non si possono lasciare in rete filmati che stimolino la violenza su donne e uomini. La libertà deve essere contenuta e limitata da un’etica sociale e di rispetto verso l’individuo.

D’altronde la nostra società ha ormai sdoganato le aggressioni verbali nei talk show, in politica, nelle trasmissioni radiofoniche, e ormai essere gentili ed educati sembra un atto rivoluzionario.
Dovremmo riuscire a insegnare ai nostri figli la dolcezza, la correttezza, l’onestà verso se stessi e verso l’altro.

Thich Nhat Hanh, il monaco buddista vietnamita che ha scritto tanti libri sulla pace, dice che nasciamo con molti semi dentro di noi: quello dell’intelligenza, quello della rabbia, quello della gentilezza e così via. Siamo noi e il mondo che ci sta attorno a innaffiare l’uno o l’altro, facendolo crescere; possiamo scegliere di circondarci di persone amorevoli, di guardare film rispettosi, di frequentare ambienti corretti, e il seme che germoglierà in noi sarà quello della benevolenza. Se sceglieremo di guardare trasmissioni violente, assistere a dibattiti aggressivi e leggere libri bellicosi, nutriremo in noi il seme della rabbia e dell’intolleranza.
Siamo noi, quindi, a decidere quali fiori cresceranno nella nostra anima, e sempre noi i responsabili dei giardini interiori dei nostri figli. Accusare solo il mondo che ci circonda è un atto di codardia e di superficialità.

 

Marialessandra Panozzo è sessuologa, specialista in ginecologia e ostetricia. È inoltre diplomata in psicoterapia e specializzata in omeopatia. Attualmente è responsabile dell’ambulatorio di omeopatia per la donna presso la ASL 2 di Lucca. Per Terra Nuova Edizioni ha pubblicato Candida: cure naturali e alimentazione e Il corpo, il sesso, l’amore . Da quest’ultimo libro è tratto il pezzo riportato in questa pagina.

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Aprile 2019

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di Terra Nuova


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