In agosto proteggiamo l'orto e il giardino senza acaricidi ed erbicidi

Nei mesi estivi dobbiamo difendere orto e giardino dall'aumento delle erbe spontanee e dall'attacco di alcuni acari. I consigli di Terra Nuova per farlo in modo naturale, senza l'uso di erbicidi e acaricidi.

02 Agosto 2019
In agosto proteggiamo l'orto e il giardino senza acaricidi ed erbicidi. Agricoltura naturale

Dal giardino al campo coltivato

Le tecniche di giardinaggio rivolte alla riduzione degli sfalci trovano una loro ragion d’essere anche nelle aree coltivate. I miscugli per i prati fioriti, soprattutto quelli contenenti specie spontanee, possono essere impiegati per realizzare fasce tampone fra le coltivazioni principali e i corsi d’acqua e per il pascolo delle api.

Nei frutteti e nei vigneti, invece, è sempre consigliabile praticare lo sfalcio alternato, cioè una fila sì e una fila no, per assicurare la presenza di un ambiente adatto a ospitare gli insetti utili e quelli indifferenti, cioè quella miriade di specie che non danneggia le coltivazioni e che rappresenta una fonte alimentare essenziale per gli insetti utili che restano in prossimità delle coltivazioni anche in assenza dei parassiti di cui si nutrono. Queste strutture inerbite, oltre a proteggere gli insetti, favoriscono la presenza di alcuni uccelli e piccoli mammiferi che trovano nell’erba un rifugio e un habitat ideale per la loro sopravvivenza.

Al riparo dagli acari, senza acaricidi!

Ridurre l’uso di prodotti fitosanitari è una scelta sempre auspicabile per la tutela della salute umana e per la protezione della biodiversità. I periodi di caldo intenso, come quelli tipici del mese di agosto, favoriscono lo sviluppo di un parassita che attacca le melanzane, i fagioli e i fagiolini, i pomodori, il melo e molte piante ornamentali. Si tratta del ragnetto rosso, un acaro invisibile a occhio nudo, la cui presenza è rilevabile per la presenza di alcuni sintomi che possono presentarsi separatamente o simultaneamente: la pagina superiore delle foglie si decolora e diventa di color bronzo, il margine fogliare appare come fosse bruciato, le foglie presentano diffuse punteggiature biancastre e polverulente. In seguito agli attacchi del ragnetto rosso le foglie disseccano e cadono.

Quando compaiono questi sintomi non è necessario eseguire nessun trattamento acaricida, ma si interviene nebulizzando ripetutamente le piante colpite con acqua fredda. In alternativa è possibile procedere al lancio di fitoseidi, acari predatori del ragnetto rosso, che si possono acquistare in piccole confezioni via internet.
Nel caso delle melanzane è possibile anche limitarsi a eseguire una potatura, eliminando la vegetazione colpita ed allontanandola dal campo.

Alternative naturali agli erbicidi

Anche i diserbanti sono disastrosi per la biodiversità, poiché causano profonde modificazioni nella composizione della microfauna e della microflora del terreno. La scerbatura, cioè la rimozione manuale delle erbe spontanee, ma indesiderate, è un’opzione praticabile solo su piccole superfici o come lavoro di affinamento. Su superfici più estese si può intervenire con la zappettatura, la sarchiatura o la rincalzatura utilizzando attrezzi manuali o meccanici, oppure si può provvedere con la pacciamatura.
Questi sistemi, molto validi in un orto o un’aiuola, non sono adatti nei vialetti di parchi e giardini e nei cortili dove la presenza dell’erba può intralciare il passaggio, anche quello pedonale. In questi casi le erbe possono essere rimosse usando apposite spazzole metalliche da applicare ai decespugliatori o alle macchine semoventi utilizzate per la pulizia delle strade.

Un’altra possibilità è quella di allessare i tessuti vegetali impiegando calore sotto forma di vapore, acqua calda, talvolta mescolata a schiumogeni, o fiamma libera. Con l’allessatura si rompono le membrane delle cellule vegetali e le piante muoiono in 1-2 giorni. Nei vialetti e nei giardini si può impedire la crescita di erbe indesiderate impiegando sale da cucina o quello usato per evitare il ghiaccio sulle strade. Attenzione, però, il sale non va mai utilizzato sul terreno coltivato, perché peggiora le caratteristiche del suolo rendendolo inadatto alla crescita delle piante.

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Luglio-Agosto 2019

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