La volpe, il picchio e la bambina

La storia di un incontro insolito e curioso, che ben presto dà vita a un'amicizia indissolubile in cui la diversità non solo è fonte di ricchezza, ma anche punto di forza per intraprendere azioni coraggiose che alimentano il cambiamento. Vi presentiamo il libro "La volpe, il picchio e la bambina" della collana Terra Nuova dei Piccoli.

25 Giugno 2017
La volpe, il picchio e la bambina

La volpe, il picchio e la bambina è il nuovo volume della collana Terra Nuova dei Piccoli , frutto del lavoro sinergico di Barbara Pumhösel sui testi e Alessandra Vitelli sulle illustrazioni. E' una fiaba delicata che però, al tempo stesso, porta al cuore dei bambini temi "duri", come quello della caccia e degli allevamenti intensivi che hanno snaturato la vita degli animali. Lo fa in modo sapiente, contrapponendo a queste derive negative solidi strumenti positivi, come la condivisione, la fratellanza e l'amicizia. "I bambini sono gli adulti di domani, e gli adulti di oggi stanno loro depredando lo spazio vitale. Gli esempi positivi proposti in questa favola puntano a costruire la consapevolezza che c'è una via d'uscita, che è quella che scalda il cuore e mette in moto la solidarietà" spiega Barbara Pumhösel.

"Tra le righe, c'è un omaggio nascosto al "signor Volpe" di Roald Dahl, e la passione di mio figlio, che quando era piccolo non voleva altri peluche che la sua volpe. C'è il mio
primo incontro con una volpe vera, la notte di Natale. Ci sono le volpi quasi estinte negli ultimi decenni, accusate di diffondere la rabbia. Ci sono le storie di una vita e i protagonisti che da sempre serbo nel cuore".

Idee che si intrecciano

Ma com'è nata l'idea di questa storia? "Varie idee si sono intrecciate in questo racconto. C'è la volpe che ogni tanto si affaccia anche in altri miei scritti. C'è il picchio, omaggio a una storia che qualcuno mi ha raccontato in occasione della presentazione di un mio libro. Quel picchio martellava con il suo becco le imposte di legno dell'edificio adiacente la biblioteca, creando un disegno a buchi, opera d'arte unica, finchè le imposte non furono sostituite da tavole di metallo e il picchio dovette interrompere il suo lavoro quotidiano. Poi c'è la memoria dei laboratori di scrittura su alberi e boschi fatti negli anni passati; si iniziava piantando semi che poi germogliavano piano piano. Ecco, questi tre fili si sono intrecciati in modo naturale".

I veri predatori

Qualcuno potrebbe obiettare che la "volpe buona" della favola nella realtà è un predatore, eppure nella fiaba lascia la scena come salvatrice. Chi sono allora i veri buoni e i veri
cattivi? "Il predatore più forte purtroppo è l'uomo" spiega Barbara. "Lui imbroglia, non lotta ad armi pari contro le altre creature del pianeta. Si appropria anche di ciò che non gli serve. Avvelena luoghi che sono l'habitat di molti esseri viventi, usa macchinari inquinanti. Nella fiaba è a volpe a mostrare buon senso: comprende prima di molti esseri umani che è controproducente distruggere la Terra e chi la abita".

Sfogliando le pagine, i bambini possono assorbire questa consapevolezza. "Loro osservano, intuiscono il non detto. Capiscono il patto con il lettore che si stabilisce all'inizio di ogni racconto. Non si meravigliano del fatto che la nonna finisca tutta intera nella pancia del lupo, che il pesciolino di un lago possa esaurire tutti i desideri e che i musicanti di Brema non siano esseri umani. In questa fiaba i bambini vedranno come naturale il fatto che i tre protagonisti si incontrino e inizino a parlarsi per scambiarsi la rispettiva visione del mondo. Nella condivisione, i confini e l'orizzonte si spostano, lo spazio abitabile diventa più grande e più divertente grazie all'amicizia e agli incontri. A questo si aggiunge poi anche un compito importante che i tre amici portano avanti insieme, una responsabilità di cambiamento positivo che li fa crescere".

Le autrici

Barbara Pumhösel, autrice dei testi, è nata in Austria e vive in Toscana, dove scrive, traduce e conduce laboratori per bambini. Ha vinto vari premi letterari, tra cui il Premio Pippi 2012.

Alessandra Vitelli, di origine napoletana, sin da bambina sviluppa la passione per il disegno che la porterà a intraprendere gli studi in illustrazione. Attualmente vive e lavora a Napoli come illustratrice freelance, collabora con diverse case editrici italiane e internazionali e insegna illustrazione presso la Scuola italiana di Comix a Napoli.

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La volpe, il picchio e la bambina

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di Terra Nuova


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